L’AFFARE ONCOLOGICO: TRE COLPI, UN MILIONE DI EURO E ZERO SCRUPOLI. IL "SISTEMA" CHE SVUOTAVA GLI OSPEDALI CALABRESI
Da Napoli a Melito Porto Salvo per rubare tempo ai pazienti. Telefoni fantasma e auto a noleggio per un traffico di medicinali salvavita che arrivava fino in Lombardia. Il Procuratore Borrelli: «Un reato odioso».
MELITO PORTO SALVO. SCIACALLI IN CORSIA: IL COMMANDO NAPOLETANO CHE FATTURAVA SULLA PELLE DEI MALATI DI CANCRO
La notte, negli ospedali, ha un suono particolare. Non è il silenzio. È il rumore delle macchine che respirano, dei passi lenti nei corridoi, delle porte che si aprono piano. È il tempo fragile della malattia e della speranza.
A Melito Porto Salvo, all’ospedale “Tiberio Evoli”, qualcuno aveva deciso di trasformare quella fragilità in un affare.
Farmaci oncologici. Salvavita. Costosi, rarissimi, indispensabili per chi combatte il cancro. Sono spariti tre volte, nel giro di pochi mesi.
Non un episodio isolato. Ma un sistema.
Tre furti, un milione e duecentomila euro.
Il conto, alla fine, è stato fatto con precisione.
Tre furti.
L’8 aprile 2024 vengono sottratti farmaci oncologici per circa 500 mila euro.
Il 23 maggio altri 300 mila euro.
Il 3 luglio ancora 300 mila euro.
Totale: 1 milione e 200 mila euro di medicinali salvavita spariti dai magazzini dell’ospedale.
Un danno economico enorme per la sanità pubblica. Ma soprattutto un danno umano. Perché quei farmaci non sono merce qualunque: sono terapie attese da pazienti che contano i giorni tra una cura e l’altra.
È anche per questo che il procuratore di Reggio Calabria, Giuseppe Borrelli, ha definito il reato senza giri di parole:
«Un fatto molto grave, oltre che particolarmente oneroso per le casse pubbliche»
La storia investigativa comincia nel modo più difficile: senza volti.
Le telecamere dell’ospedale riprendono movimenti, ma non permettono di identificare chiaramente gli autori. Le immagini non bastano.
A quel punto parte quello che gli investigatori chiamano lavoro puro di polizia giudiziaria.
Gli uomini del Nucleo Operativo e Radiomobile dei Carabinieri di Melito Porto Salvo, affiancati dalla locale Stazione, iniziano da ciò che resta dopo ogni reato: le tracce.
Prima le auto.
Le targhe riprese dalle telecamere sono incomplete, spezzate, parziali. Ma basta un numero, una lettera, un dettaglio. Gli investigatori incrociano i dati e riescono a risalire ai veicoli.
Sono auto a noleggio.
Da lì si arriva ai nominativi di chi le ha prese.
Poi arriva il secondo passaggio: le celle telefoniche.
Gli investigatori analizzano il traffico dei telefoni agganciati alle antenne della zona dell’ospedale nelle notti dei furti. Tra centinaia di numeri spuntano quattro utenze sospette.
Telefoni che compiono uno strano viaggio: Napoli – Melito Porto Salvo – Napoli, tutto nel giro di poche ore.
Un’anomalia che diventa una pista.
Quando si controllano quei numeri, emerge un altro dettaglio: sono intestati a prestanome.
Spesso stranieri. A volte persone difficili da rintracciare.
È una tecnica classica della criminalità organizzata: telefoni che sembrano appartenere a qualcuno, ma che in realtà sono usati da altri.
A quel punto partono le intercettazioni.
Ed è lì che il puzzle comincia a comporsi.
Le conversazioni, gli spostamenti, gli incontri. Tutto porta agli stessi quattro uomini. E, cosa ancora più importante, alle stesse auto utilizzate per i furti.
Il procuratore Borrelli spiega così il metodo:
«La polizia giudiziaria ha lavorato progressivamente: prima individuando le auto presenti sul luogo del furto, poi analizzando il traffico telefonico delle celle e infine ricostruendo l’identità degli utilizzatori delle utenze».
Quello che emerge dalle indagini è un quadro più ampio.
Non ladri improvvisati.
Ma un gruppo organizzato.
Una banda con base logistica a Napoli, come spiega il comandante della Compagnia dei Carabinieri di Melito Porto Salvo, il capitano Daniele Barbero.
«Nel corso delle indagini abbiamo registrato vere e proprie trasferte in Calabria. I soggetti partivano dalla Campania, arrivavano a Melito Porto Salvo per colpire e poi rientravano».
Non agivano alla cieca.
Prima dei furti facevano sopralluoghi.
Arrivavano giorni prima, osservavano l’ospedale, studiavano accessi e abitudini, controllavano i sistemi di sicurezza.
Poi tornavano.
E colpivano.
La banda aveva un metodo preciso.
Usava autovetture a noleggio, prese presso due autoconcessionarie utilizzate come riferimento. Mezzi puliti, senza legami diretti con gli autori.
Arrivavano in Calabria, compivano il furto e poi restituivano l’auto.
Anche i telefoni erano pensati per non lasciare tracce: SIM intestate a soggetti extracomunitari, spesso mai censiti sul territorio nazionale.
«Questo ha reso l’indagine particolarmente complessa», spiega il capitano Barbero.
Ma non impossibile.
Il furto dei farmaci non era il punto di arrivo.
Era solo il primo passo.
Le indagini hanno permesso di individuare altri episodi: un tentato furto a Marcianise e un altro colpo in un ospedale di Napoli, in quel caso con la complicità di una guardia giurata.
E soprattutto emerge una rete di commercializzazione.
I farmaci rubati viaggiavano.
Secondo gli investigatori finivano in altre zone d’Italia, in particolare in Lombardia.
Un traffico clandestino che trasformava medicinali salvavita in merce da mercato nero.
Un business.
Una delle domande più delicate riguardava il possibile coinvolgimento di personale interno.
Gli investigatori hanno cercato. Ma, almeno per ora, non è emerso nulla.
Il procuratore Borrelli è netto:
«Allo stato non risultano complicità locali».
I quattro arrestati sarebbero quindi gli esecutori materiali dei furti.
C’è un punto che colpisce più di tutti.
Questi farmaci non erano scaduti. Non erano inutilizzabili.
Erano perfettamente validi.
Significa che qualcuno li ha rubati sapendo bene cosa stava facendo.
E sapendo quanto valgono.
Ma soprattutto sapendo che, dall’altra parte, c’erano pazienti che ne avevano bisogno.
Il capitano Barbero, alla fine della conferenza stampa, dice una frase semplice:
«La caserma dei Carabinieri deve essere la casa del cittadino».
È una frase che può sembrare retorica.
Ma forse, in questo caso, racconta qualcosa di più.
Perché questa indagine non nasce da grandi operazioni antimafia, né da sofisticate tecnologie futuristiche.
Nasce da pazienza investigativa.
Targhe lette a metà.
Telefoni sospetti.
Auto a noleggio.
Movimenti notturni.
Pezzetti piccoli.
Che alla fine hanno portato a quattro arresti e alla ricostruzione di un traffico che attraversava l’Italia.
Il furto di farmaci oncologici è uno dei reati più cinici che si possano immaginare.
Non si ruba denaro.
Non si ruba merce.
Si ruba tempo di vita.
E forse è per questo che, parlando dell’indagine, gli investigatori non usano solo il linguaggio delle procedure.
Usano anche una parola semplice.
Odioso.
Perché in fondo questa storia non parla solo di criminalità.
Parla di una domanda che resta sospesa.
Quanto può valere, sul mercato nero, la speranza di qualcuno?
E quanto vale, invece, difenderla.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontano
@luigi.palamara Conferenza stampa del 12 Marzo 2026 presso il Comando Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria Melito Porto Salvo (RC), scacco alla "Banda del Cancro": rubano farmaci per un milione, i Carabinieri li blindano. Dalla Campania con furore (e il passamontagna): svuotano il "Tiberio Evoli", presi i maghi dei furti oncologici MELITO PORTO SALVO (RC). MAXI FURTO DI FARMACI ONCOLOGICI ALL’OSPEDALE: SOTTRATTI MEDICINALI PER OLTRE 1,2 MILIONI DI EURO. ARRESTI DEI CARABINIERI Un gruppo di soggetti specializzati nei furti di farmaci oncologici e salvavita ad altissimo costo è stato individuato e colpito dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Nelle scorse ore i militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura, nei confronti di quattro soggetti originari di Napoli e provincia, ritenuti responsabili – a vario titolo e in concorso tra loro – del reato di furto aggravato di farmaci oncologici, chemioterapici e biologici ad altissimo costo, per un valore complessivo stimato in oltre un milione e duecentomila euro. Il provvedimento rappresenta l’esito di una lunga e articolata indagine condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo, sviluppata tra aprile 2024 e febbraio 2025 a seguito di una serie di furti perpetrati presso la farmacia ospedaliera dell’Ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo, avvenuti nei mesi di aprile, maggio e luglio 2024. Le investigazioni hanno preso avvio dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza nei pressi della struttura sanitaria e sono state successivamente approfondite attraverso complesse attività tecniche, tra cui intercettazioni telefoniche e l’analisi di una vasta mole di dati di traffico telefonico, consentendo ai Carabinieri di individuare i presunti responsabili di tutti gli episodi. Dalle indagini è emersa l’operatività di una ramificata rete criminale con base logistica nella città di Napoli, specializzata nell’esecuzione di furti ai danni delle farmacie ospedaliere su tutto il territorio nazionale, in particolare di quelle autorizzate alla detenzione di farmaci antitumorali e biologici destinati a terapie salvavita. Il sodalizio avrebbe agito secondo un modus operandi accuratamente pianificato: selezione preventiva delle strutture sanitarie da colpire, sopralluoghi preliminari per studiare accessi e sistemi di sicurezza, utilizzo di veicoli a noleggio e impiego di utenze telefoniche dedicate, spesso intestate fittiziamente a cittadini extracomunitari, così da ridurre il rischio di essere identificati. L’attività investigativa che ha portato all’odierno risultato ha inoltre rappresentato il punto di partenza di ulteriori indagini svolte in coordinamento con le Procure di Napoli e Benevento, sfociate nell’emissione di ulteriori provvedimenti restrittivi nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di analoghi reati. Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. #conferenzastampa #reggiocalabria #melitoportosalvo #carabinieri #ospedaletiberioevoli ♬ audio originale - Luigi Palamara
@luigi.palamara Intervista al Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria dottor Giuseppe Borrelli. Melito Porto Salvo (RC), scacco alla "Banda del Cancro": rubano farmaci per un milione, i Carabinieri li blindano. Dalla Campania con furore (e il passamontagna): svuotano il "Tiberio Evoli", presi i maghi dei furti oncologici MELITO PORTO SALVO (RC). MAXI FURTO DI FARMACI ONCOLOGICI ALL’OSPEDALE: SOTTRATTI MEDICINALI PER OLTRE 1,2 MILIONI DI EURO. ARRESTI DEI CARABINIERI Un gruppo di soggetti specializzati nei furti di farmaci oncologici e salvavita ad altissimo costo è stato individuato e colpito dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Nelle scorse ore i militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura, nei confronti di quattro soggetti originari di Napoli e provincia, ritenuti responsabili – a vario titolo e in concorso tra loro – del reato di furto aggravato di farmaci oncologici, chemioterapici e biologici ad altissimo costo, per un valore complessivo stimato in oltre un milione e duecentomila euro. Il provvedimento rappresenta l’esito di una lunga e articolata indagine condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo, sviluppata tra aprile 2024 e febbraio 2025 a seguito di una serie di furti perpetrati presso la farmacia ospedaliera dell’Ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo, avvenuti nei mesi di aprile, maggio e luglio 2024. Le investigazioni hanno preso avvio dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza nei pressi della struttura sanitaria e sono state successivamente approfondite attraverso complesse attività tecniche, tra cui intercettazioni telefoniche e l’analisi di una vasta mole di dati di traffico telefonico, consentendo ai Carabinieri di individuare i presunti responsabili di tutti gli episodi. Dalle indagini è emersa l’operatività di una ramificata rete criminale con base logistica nella città di Napoli, specializzata nell’esecuzione di furti ai danni delle farmacie ospedaliere su tutto il territorio nazionale, in particolare di quelle autorizzate alla detenzione di farmaci antitumorali e biologici destinati a terapie salvavita. Il sodalizio avrebbe agito secondo un modus operandi accuratamente pianificato: selezione preventiva delle strutture sanitarie da colpire, sopralluoghi preliminari per studiare accessi e sistemi di sicurezza, utilizzo di veicoli a noleggio e impiego di utenze telefoniche dedicate, spesso intestate fittiziamente a cittadini extracomunitari, così da ridurre il rischio di essere identificati. L’attività investigativa che ha portato all’odierno risultato ha inoltre rappresentato il punto di partenza di ulteriori indagini svolte in coordinamento con le Procure di Napoli e Benevento, sfociate nell’emissione di ulteriori provvedimenti restrittivi nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di analoghi reati. Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. #giuseppeborrelli #reggiocalabria #melitoportosalvo #carabinieri #ospedaletiberioevoli ♬ audio originale - Luigi Palamara
@luigi.palamara Intervista al Capotano dei Carabinieri Daniele Barbero Melito Porto Salvo (RC), scacco alla "Banda del Cancro": rubano farmaci per un milione, i Carabinieri li blindano. Dalla Campania con furore (e il passamontagna): svuotano il "Tiberio Evoli", presi i maghi dei furti oncologici MELITO PORTO SALVO (RC). MAXI FURTO DI FARMACI ONCOLOGICI ALL’OSPEDALE: SOTTRATTI MEDICINALI PER OLTRE 1,2 MILIONI DI EURO. ARRESTI DEI CARABINIERI Un gruppo di soggetti specializzati nei furti di farmaci oncologici e salvavita ad altissimo costo è stato individuato e colpito dai Carabinieri della Compagnia di Melito Porto Salvo al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria. Nelle scorse ore i militari hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura, nei confronti di quattro soggetti originari di Napoli e provincia, ritenuti responsabili – a vario titolo e in concorso tra loro – del reato di furto aggravato di farmaci oncologici, chemioterapici e biologici ad altissimo costo, per un valore complessivo stimato in oltre un milione e duecentomila euro. Il provvedimento rappresenta l’esito di una lunga e articolata indagine condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo, sviluppata tra aprile 2024 e febbraio 2025 a seguito di una serie di furti perpetrati presso la farmacia ospedaliera dell’Ospedale “Tiberio Evoli” di Melito Porto Salvo, avvenuti nei mesi di aprile, maggio e luglio 2024. Le investigazioni hanno preso avvio dall’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza nei pressi della struttura sanitaria e sono state successivamente approfondite attraverso complesse attività tecniche, tra cui intercettazioni telefoniche e l’analisi di una vasta mole di dati di traffico telefonico, consentendo ai Carabinieri di individuare i presunti responsabili di tutti gli episodi. Dalle indagini è emersa l’operatività di una ramificata rete criminale con base logistica nella città di Napoli, specializzata nell’esecuzione di furti ai danni delle farmacie ospedaliere su tutto il territorio nazionale, in particolare di quelle autorizzate alla detenzione di farmaci antitumorali e biologici destinati a terapie salvavita. Il sodalizio avrebbe agito secondo un modus operandi accuratamente pianificato: selezione preventiva delle strutture sanitarie da colpire, sopralluoghi preliminari per studiare accessi e sistemi di sicurezza, utilizzo di veicoli a noleggio e impiego di utenze telefoniche dedicate, spesso intestate fittiziamente a cittadini extracomunitari, così da ridurre il rischio di essere identificati. L’attività investigativa che ha portato all’odierno risultato ha inoltre rappresentato il punto di partenza di ulteriori indagini svolte in coordinamento con le Procure di Napoli e Benevento, sfociate nell’emissione di ulteriori provvedimenti restrittivi nei confronti di soggetti ritenuti responsabili di analoghi reati. Il procedimento penale si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, gli indagati devono ritenersi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. #danielebarbero #reggiocalabria #melitoportosalvo #carabinieri #ospedaletiberioevoli ♬ audio originale - Luigi Palamara
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