PASSAPAROLA. “ORIENTARE LA VITA A DIO”
Che bello — e direi stupendo — il verbo orientare, non solo per il suo significato concreto, ma soprattutto per la sua etimologia e per la metafora di vita che porta in sé.
È un verbo la cui origine è legata alla luce: dal latino oriens, “oriente”, che significa “sorgere”, “nascere”, in riferimento al sorgere del sole. Guardarlo al mattino, anche se talvolta abbaglia gli occhi, apre il cuore verso orizzonti nuovi, nuovi sogni e nuove bellezze.
In una forma più riflessiva, orientare la nostra vita verso il sole non indica soltanto una direzione da prendere, ma significa illuminare l’esistenza con una luce nuova, che invita all’ascolto e a una comprensione sempre più profonda della presenza di Dio in noi e tra noi.
Un orientare che diventa luce per ogni momento della giornata, integrando la presenza di Dio in ogni nostra azione e trasformandola in una relazione personale, intima e viva con Lui.
Un orientare quasi “mistico”, che durante il giorno si nutre di preghiera e di dialogo intimo con Dio, di un ascolto amoroso della Sua Parola e, quando possibile, della partecipazione ai sacramenti, per poi “esondare” quasi naturalmente in un amore concreto e gratuito verso i fratelli.
Ancora: orientare fin dal mattino la vita verso Dio, in una continua esperienza di apertura, trasforma il nostro cuore e lo aiuta a vedere la realtà con occhi nuovi, capaci di scoprire la presenza di Dio nelle pieghe della storia.
Una preghiera intima e profonda aiuta la nostra mente a discendere costantemente nel cuore, unificando così la dimensione intellettiva e quella affettiva in una luce d’amore.
È quella che i maestri spirituali chiamano “preghiera del cuore”, finalizzata alla ricerca della pace interiore e alla presenza costante, nel nostro essere e nel nostro agire, di Gesù, che continuamente ci dona lo Spirito Santo, un po’ come — ricordate? — sul monte Tabor.
Grazia veramente speciale, sì, ma che, se orientiamo la nostra vita verso il Sole, diventa esperienza possibile: riceverla, esserne illuminati e trasformati.
Coraggio, allora: orientare, orientare!
Don Nino Carta
19.3.2026

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