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Reggio Calabria, al via i bandi da 20 milioni: impresa, occupazione e sviluppo per giovani, centro storico e innovazione

Reggio Calabria, 20 milioni per “Impresa, Occupazione, Sviluppo”: al via i bandi del Comune tra lavoro inclusivo, nuove imprese e rilancio del centro storico.

di Luigi Palamara


Un pacchetto di misure da 20 milioni di euro per sostenere l’occupazione, rafforzare il tessuto produttivo e accompagnare la nascita di nuove imprese, con un’attenzione particolare ai giovani e alle categorie più fragili. È questo il cuore della conferenza stampa che ha segnato il lancio ufficiale dei bandi del Comune di Reggio Calabria, presentati come esito di un percorso di confronto durato oltre un anno e mezzo con associazioni datoriali, categorie economiche e stakeholder del territorio.

Al tavolo, insieme ai rappresentanti dell’amministrazione e ai tecnici comunali, anche la Camera di Commercio, che ha ribadito l’importanza di un metodo basato su dialogo, condivisione e ascolto delle esigenze reali delle imprese.

Il metodo: confronto continuo con imprese e organizzazioni datoriali.


Il presidente della Camera di Commercio, Ninni Tramontana, ha sottolineato il valore del percorso che ha preceduto i bandi: “Non è scontato – ha evidenziato – questo modo di approcciarsi e di interlocuzione con il mondo delle imprese”. Un lavoro fatto di incontri e tavoli permanenti, tra cui quello voluto dall’assessore alle Attività produttive Alex Tripodi con le organizzazioni datoriali, per costruire misure aderenti ai bisogni del tessuto economico.

Una collaborazione, ha ricordato Tramontana, utile anche a orientare le opportunità verso i giovani: “Capire quali sono le esigenze vere delle imprese significa anche capire quali opportunità possono diventare concrete per i ragazzi”. Nel quadro delineato, emergono segnali di vivacità economica e un lento ritorno di capitale umano: “Molti giovani vanno via, ma stiamo assistendo anche a qualche ritorno: la città è un po’ più viva rispetto a qualche anno fa”.

Settori trainanti e filiere: turismo, agroalimentare, metalmeccanica

Nel ragionamento condiviso durante la conferenza, il turismo viene indicato come settore trasversale, capace di generare ricadute su artigianato, commercio, industria e agricoltura. Accanto a questo, attenzione anche all’agroalimentare e alla metalmeccanica, comparti che – secondo Tramontana – mostrano segnali positivi. La Camera di Commercio, in questo scenario, rivendica il proprio ruolo di osservatorio: “Dai dati dobbiamo partire: ci mostrano punti di debolezza ma anche le opportunità sulle quali puntare”.

Romeo: “Non bandi per l’Europa, ma bandi per il territorio”

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L’assessore Carmelo Romeo ha ricostruito la genesi dell’intero intervento, nato nella programmazione 2021-2027 e collegato a una scelta precisa: investire in azioni “materiali”, capaci di produrre sviluppo reale. Tre le parole chiave richiamate: occupazione, impresa, sviluppo.

Romeo ha ricordato la prima fase del lavoro con l’Agenzia per la Coesione, che ha consentito di destinare 20 milioni di euro su questi assi. Risorse che, secondo l’assessore, devono entrare nel circuito produttivo cittadino e diventare moltiplicatore economico, non semplice spesa. Da qui la costruzione degli avvisi “di concerto” con chi lavora sul territorio: “L’obiettivo non era lanciare bandi per raggiungere un target con l’Europa, ma fare in modo che producessero un risultato concreto”.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla macchina amministrativa e ai dirigenti coinvolti, a partire da Cotronei, Quartuccio e Stracuzza, per il lavoro tecnico necessario a trasformare l’indirizzo politico in strumenti operativi.

Sul piano della visione, Romeo ha insistito su un concetto: i giovani devono poter scegliere. “Non si tratta solo di farli restare, ma di dare la possibilità di scegliere se partire, tornare o restare”. Da qui il doppio binario: incentivi alle imprese per aumentare l’occupazione e percorsi di attivazione per i giovani (formazione, autoimpiego, voucher, tirocini). E, come elemento strutturale, l’Hub dell’innovazione: uno spazio dove idee e imprese possano incontrarsi e dove far crescere startup e attività già esistenti.

Tripodi: lavoro e imprese al centro, con attenzione a NEET e fragilità

L’assessore Alex Tripodi ha collocato l’iniziativa dentro una cornice istituzionale più ampia: i Comuni, per norma, non “creano lavoro” direttamente, ma possono costruire condizioni e servizi per favorire crescita economica e occupazionale. Ed è esattamente ciò che l’amministrazione – in continuità tra Falcomatà e Battaglia – dichiara di aver voluto fare: invertire la rotta rispetto a disoccupazione giovanile, crisi d’impresa, accesso al credito e trasformazioni legate all’e-commerce.

Tripodi ha evidenziato anche l’impostazione inclusiva delle misure, con priorità alle categorie svantaggiate: NEET, persone con disabilità, disagio giovanile, pari opportunità e occupazione femminile. In questo quadro, ha ricordato due direttrici: incentivi alle assunzioni e sostegno alle imprese, considerate “linfa economica” e presidio sociale in un contesto complesso come quello reggino.

Centrale anche la cornice strategica del Patto per il commercio e lo sviluppo economico della città, indicato come luogo di confronto stabile e visione di lungo periodo, costruito per lasciare obiettivi chiari oltre le singole amministrazioni. Un percorso condiviso con le principali organizzazioni datoriali e di categoria, chiamate ora anche a sostenere la fase decisiva: diffusione e partecipazione.

Cotronei: quattro bandi, due fondi e una quinta iniziativa strutturale

La parte tecnica è stata illustrata dal dirigente Tommaso Cotronei, che ha chiarito struttura, finanziamenti e modalità operative. I bandi – anticipati in preinformazione tra novembre e dicembre – sono finanziati da due strumenti:

  • FESR (PN Metro Plus) per i contributi alle imprese (startup e PMI);

  • FSE (PN Metro Plus) per l’Hub metropolitano dedicato all’occupazione inclusiva.

Due fonti diverse, un obiettivo comune: sostenere insieme domanda e offerta di lavoro, con un’azione coordinata e concentrata nello stesso periodo.

Le domande saranno presentate online tramite piattaforma telematica con SPID o CIE, e la possibilità di invio partirà circa 30 giorni dopo la pubblicazione definitiva sul sito del Comune.

I principali strumenti annunciati includono:

  • Attivazione Lavoro (oltre 4 milioni): orientamento, profilazione, bilancio competenze, formazione e tirocini per giovani 18-35 e categorie svantaggiate, con ruolo centrale delle agenzie per il lavoro. Bando a sportello fino a esaurimento risorse (entro i limiti del programma).

  • Sostegno all’occupazione (2 milioni): contributi alle imprese per nuove assunzioni, anche retroattive rispetto ai sei mesi precedenti. Per il tempo indeterminato, contributo fino a 12.000 euro/anno con premialità aggiuntiva per categorie svantaggiate.

  • Reggio Valore – Centro Storico: contributi a fondo perduto per imprese esistenti (fino al 60%, max 30.000 euro) e nuove imprese (fino al 70%, max 50.000 euro) per rigenerazione economica, servizi, innovazione digitale e sostenibilità energetica nell’area del centro storico.

  • Reggio Valore – Turismo e Cultura: incentivi a nuove imprese su tutto il territorio comunale nei settori turistico-culturali, creativo e digitale (fino al 70%, max 50.000 euro).

  • E una quinta iniziativa: l’Hub per l’Innovazione, pensato come elemento stabile, non come contributo “una tantum”. Spazi e servizi per coworking, incubazione e accelerazione startup, seminari e accompagnamento all’impresa, con sede prevista nell’ex Sala Spinelli.

Falcomatà: “Impresa, Occupazione, Sviluppo è il sistema operativo della città”

Il consigliere regionale del PD Giuseppe Falcomatà ha definito i bandi come “compimento di un percorso” coerente con l’azione amministrativa degli ultimi anni sul tema del lavoro, ricordando anche passaggi come concorsi e stabilizzazioni dopo decenni di blocco.

Falcomatà ha rimarcato un punto politico: il Comune non era obbligato a investire quei 20 milioni su imprese e occupazione. È stata una scelta, maturata dentro un dialogo costante con associazioni di categoria, che ha reso le misure più mirate e “sartoriali”. Ha però espresso preoccupazione per il rischio di riduzione delle risorse del PN Plus per le città metropolitane, tema che potrebbe incidere sul futuro della programmazione.

Nell’intervento anche un richiamo alle esperienze del passato che, pur nate con buone intenzioni, hanno prodotto precarietà e procedure poco efficaci. Da qui l’ambizione di “misure concrete” e non slogan. E un’immagine destinata a restare: Impresa, Occupazione, Sviluppo come “iOS” della città, il sistema operativo su cui far girare la ripartenza.

Tra i passaggi più significativi, il legame tra bando per il centro storico e la necessità di contrastare desertificazione commerciale e schiacciamento delle attività di prossimità da parte della grande distribuzione. Con un obiettivo finale chiaro: non far partire i giovani per necessità, ma per scelta, esperienza e opportunità.

Battaglia: “Lavoro e sanità misurano la vivibilità. Credibilità e conti in ordine per creare sviluppo”

A chiudere, il sindaco f.f. Mimmetto Battaglia ha richiamato il senso politico e amministrativo dell’intervento: lavoro e sanità non sono competenze dirette del Comune, ma sono indicatori decisivi della vivibilità. Senza opportunità di lavoro e senza possibilità di curarsi bene, ha ribadito, è difficile far tornare i giovani e costruire prospettive.

Battaglia ha collegato i bandi a un percorso di risanamento e credibilità istituzionale: “Mettere a posto i conti” come condizione per sedere ai tavoli e mantenere le promesse. Ha ricordato l’abbattimento dei tempi di pagamento verso professionisti e imprese (con tempi medi indicati intorno ai 32 giorni), e il lavoro su concorsi e partecipate.

Sul fronte della programmazione, ha sottolineato che le cinque misure “cubano” oltre 10 milioni di euro nell’immediato, con una riserva che porta a 20 milioni complessivi implementabili negli anni successivi. E ha inserito questa fase in una narrazione di rilancio più ampia: una Reggio che torna a essere osservata con fiducia anche fuori dai confini locali, con nuovi strumenti di pianificazione (dal piano regolatore al Piano Strutturale Comunale) e procedure più rapide per consentire investimenti e sviluppo.

L’orizzonte indicato è quello di una città che vuole tornare a essere “porta d’Europa” e “Reggio del Mediterraneo”, con un’amministrazione “accanto alla città” e un disegno di futuro costruito insieme a imprese, categorie e cittadini.

La sfida decisiva: partecipazione e risultati misurabili.

Il filo comune che attraversa tutti gli interventi è uno: i bandi sono un’opportunità, ma la loro efficacia dipenderà dalla capacità del territorio di usarli. Partecipazione delle imprese, attivazione dei giovani, ruolo delle agenzie per il lavoro, comunicazione capillare delle opportunità e un sistema amministrativo capace di reggere l’impatto operativo.

L’obiettivo dichiarato è far diventare queste risorse un acceleratore di crescita e occupazione, non una parentesi. Un “sistema operativo” che, se alimentato da progetti credibili e da una rete solida tra istituzioni e mondo produttivo, può trasformare l’investimento in un cambio di passo concreto per Reggio Calabria.


Luigi Palamara

Giornalista e Artista Aspromontano

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