A Palazzo Campanella un confronto su giovani, legalità e speranza
Alla Sala Monteleone una partecipata iniziativa su “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”
Si è svolto il 27 marzo 2026, nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, a Reggio Calabria, l’incontro dal titolo “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”, un momento di confronto intenso e partecipato che ha posto al centro il tema dei giovani, della fragilità sociale, del ruolo delle istituzioni e della necessità di costruire percorsi concreti di ascolto e accompagnamento.
L’iniziativa si è distinta per il forte valore civile ed educativo, ma anche per la significativa presenza di studenti e giovani, veri protagonisti della giornata. Un elemento che ha dato ulteriore spessore all’appuntamento, confermandone la volontà di rivolgersi non soltanto alle istituzioni e agli addetti ai lavori, ma soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a riflettere sui temi del diritto, della responsabilità, della dignità e della speranza.
Ad aprire l’evento è stata anche una raffinata introduzione musicale, diretta magistralmente dal Maestro Cettina Nicolosi, che ha contribuito a creare un clima di particolare intensità e partecipazione.
Tra i momenti più significativi, l’intervista del giornalista Luigi Palamara al procuratore Roberto Di Palma, presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria. Di Palma ha richiamato l’attenzione sul valore centrale delle storie di vita nel contesto della giustizia minorile, sottolineando come il lavoro con i minori non possa mai prescindere dalla conoscenza del vissuto personale di ciascun ragazzo.
Il presidente del Tribunale dei Minori ha spiegato che, nel mondo minorile, si parte sempre dalla vita concreta dei ragazzi, dalle loro fragilità, dai contesti familiari e sociali in cui crescono, per poter intervenire non soltanto sul piano giudiziario ma soprattutto su quello educativo e umano. Un approccio che mette al centro la persona e che punta ad accompagnare i minori verso il futuro, restituendo loro fiducia e opportunità.
Di Palma ha inoltre evidenziato come il ruolo del procuratore minorile venga troppo spesso ricondotto esclusivamente alla repressione dei reati, mentre una parte fondamentale e numericamente consistente del lavoro riguarda in realtà i fascicoli civili aperti a tutela dei minori. Si tratta di attività spesso silenziose ma decisive, che toccano situazioni familiari complesse, difficoltà genitoriali, percorsi di supporto e protezione, sempre con l’obiettivo prioritario di garantire il benessere dei ragazzi.
Nel corso dell’intervista ha posto l’accento sulla necessità che diritto, speranza e umanità non restino concetti separati, ma si fondano in un’unica visione dell’azione istituzionale. Ha anche ribadito come, nel settore minorile, sia necessario mantenere un equilibrio delicato: evitare sia il tecnicismo sterile sia un eccessivo coinvolgimento emotivo, esercitando invece con responsabilità il ruolo dell’adulto e del magistrato.
A portare il punto di vista dell’associazionismo femminile e civico è stata, nel corso di un’intervista, Sabina Cannizzaro, presidente del Comitato Donne Reggine, che ha sottolineato l’importanza della rete tra donne e della capacità di ascoltare i bisogni delle altre. Ha ricordato il significato del simbolo dell’associazione, rappresentato da due donne che si osservano, come immagine di vicinanza, riconoscimento e sostegno reciproco.
Cannizzaro ha spiegato come il lavoro dell’associazione sia nato attorno alle problematiche che riguardano le donne, ma abbia progressivamente avvertito anche l’urgenza di affrontare i disagi che coinvolgono il mondo giovanile. In particolare, ha richiamato l’attenzione sulla crescita di episodi di violenza tra i giovani, definendola una delle emergenze sociali più preoccupanti del presente.
La presidente del Comitato Donne Reggine ha insistito sul ruolo educativo delle famiglie e, in particolare, delle madri, chiamate oggi a trasmettere ai figli non solo il rispetto del diritto, ma anche il valore dell’umanità. In questo quadro ha indicato come particolarmente significativa la presenza, nello stesso contesto, del magistrato e del vescovo: il primo quale espressione della giustizia, il secondo come riferimento di umanità, speranza e fede.
Nel corso dell’intervista è emerso anche un riferimento al quadro politico cittadino. Sabina Cannizzaro è infatti sorella di Francesco Cannizzaro, neo candidato sindaco del centrodestra a Reggio Calabria. Un richiamo che, tuttavia, non ha assunto i toni del sostegno formale, quanto piuttosto quelli di una richiesta di responsabilità rivolta a tutta la futura classe dirigente cittadina. La presidente del Comitato Donne Reggine ha infatti ribadito che l’associazione intende mantenere un ruolo vigile e attivo nei confronti di chiunque sarà chiamato ad amministrare la città.
In particolare, ha indicato come prima richiesta al futuro sindaco la massima attenzione verso le donne fragili del territorio, ricordando le tante storie difficili ascoltate in questi anni di attività associativa. Storie che spesso restano invisibili, ma che appartengono alla realtà quotidiana della città. Ha inoltre sottolineato come un diritto non debba mai essere percepito o concesso come favore, ma riconosciuto pienamente come tale.
Di particolare rilievo anche l’intervista a S.E. Mons. Fortunato Morrone, vescovo di Reggio Calabria, che ha letto l’incontro come un’occasione di ascolto autentico delle vicende e delle difficoltà vissute da tanti ragazzi. Nel corso dell’intervista ha sottolineato il significato profondo del tempo pasquale, richiamando il valore della risurrezione come possibilità di rimettersi in piedi, recuperare dignità e tornare a guardare avanti.
Il vescovo ha evidenziato come i giovani siano portatori di energie e ricchezze importanti e come il compito degli adulti sia quello di aiutarli a orientare positivamente queste risorse. Anche per questo ha ribadito il valore dell’ascolto come strumento indispensabile per comprendere, accompagnare e crescere insieme.
La giornata alla Sala Monteleone ha dunque rappresentato un momento significativo di dialogo tra istituzioni, mondo associativo, scuola, Chiesa e giovani, all’insegna di una visione condivisa: mettere al centro la persona, soprattutto quando è più fragile, e costruire percorsi di prossimità, legalità e speranza.
In una fase storica segnata da tensioni sociali, disagi educativi e nuove forme di fragilità giovanile, l’iniziativa ha offerto un messaggio chiaro: il diritto, per essere davvero efficace, deve sapersi accompagnare all’umanità, all’ascolto e alla responsabilità collettiva.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
@luigi.palamara A Palazzo Campanella un confronto su giovani, legalità e speranza Alla Sala Monteleone una partecipata iniziativa su “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”  Si è svolto il 27 marzo 2026, nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, a Reggio Calabria, l’incontro dal titolo “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”, un momento di confronto intenso e partecipato che ha posto al centro il tema dei giovani, della fragilità sociale, del ruolo delle istituzioni e della necessità di costruire percorsi concreti di ascolto e accompagnamento. L’iniziativa si è distinta per il forte valore civile ed educativo, ma anche per la significativa presenza di studenti e giovani, veri protagonisti della giornata. Un elemento che ha dato ulteriore spessore all’appuntamento, confermandone la volontà di rivolgersi non soltanto alle istituzioni e agli addetti ai lavori, ma soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a riflettere sui temi del diritto, della responsabilità, della dignità e della speranza. Ad aprire l’evento è stata anche una raffinata introduzione musicale, diretta magistralmente dal Maestro Cettina Nicolosi, che ha contribuito a creare un clima di particolare intensità e partecipazione. Tra i momenti più significativi, l’intervista del giornalista Luigi Palamara al procuratore Roberto Di Palma, presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria. Di Palma ha richiamato l’attenzione sul valore centrale delle storie di vita nel contesto della giustizia minorile, sottolineando come il lavoro con i minori non possa mai prescindere dalla conoscenza del vissuto personale di ciascun ragazzo. Il presidente del Tribunale dei Minori ha spiegato che, nel mondo minorile, si parte sempre dalla vita concreta dei ragazzi, dalle loro fragilità, dai contesti familiari e sociali in cui crescono, per poter intervenire non soltanto sul piano giudiziario ma soprattutto su quello educativo e umano. Un approccio che mette al centro la persona e che punta ad accompagnare i minori verso il futuro, restituendo loro fiducia e opportunità. Di Palma ha inoltre evidenziato come il ruolo del procuratore minorile venga troppo spesso ricondotto esclusivamente alla repressione dei reati, mentre una parte fondamentale e numericamente consistente del lavoro riguarda in realtà i fascicoli civili aperti a tutela dei minori. Si tratta di attività spesso silenziose ma decisive, che toccano situazioni familiari complesse, difficoltà genitoriali, percorsi di supporto e protezione, sempre con l’obiettivo prioritario di garantire il benessere dei ragazzi. Nel corso dell’intervista ha posto l’accento sulla necessità che diritto, speranza e umanità non restino concetti separati, ma si fondano in un’unica visione dell’azione istituzionale. Ha anche ribadito come, nel settore minorile, sia necessario mantenere un equilibrio delicato: evitare sia il tecnicismo sterile sia un eccessivo coinvolgimento emotivo, esercitando invece con responsabilità il ruolo dell’adulto e del magistrato. A portare il punto di vista dell’associazionismo femminile e civico è stata, nel corso di un’intervista, Sabina Cannizzaro, presidente del Comitato Donne Reggine, che ha sottolineato l’importanza della rete tra donne e della capacità di ascoltare i bisogni delle altre. Ha ricordato il significato del simbolo dell’associazione, rappresentato da due donne che si osservano, come immagine di vicinanza, riconoscimento e sostegno reciproco. Cannizzaro ha spiegato come il lavoro dell’associazione sia nato attorno alle problematiche che riguardano le donne, ma abbia progressivamente avvertito anche l’urgenza di affrontare i disagi che coinvolgono il mondo giovanile. In particolare, ha richiamato l’attenzione sulla crescita di episodi di violenza tra i giovani, definendola una delle emergenze sociali più preoccupanti del presente. La presidente del Comitato Donne Reggine ha insistito sul ruolo educativo delle famiglie e, in particolare, del
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@luigi.palamara A Palazzo Campanella un confronto su giovani, legalità e speranza Alla Sala Monteleone una partecipata iniziativa su “Storie di vita, diritto, speranza e umanità” Si è svolto il 27 marzo 2026, nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, a Reggio Calabria, l’incontro dal titolo “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”, un momento di confronto intenso e partecipato che ha posto al centro il tema dei giovani, della fragilità sociale, del ruolo delle istituzioni e della necessità di costruire percorsi concreti di ascolto e accompagnamento. L’iniziativa si è distinta per il forte valore civile ed educativo, ma anche per la significativa presenza di studenti e giovani, veri protagonisti della giornata. Un elemento che ha dato ulteriore spessore all’appuntamento, confermandone la volontà di rivolgersi non soltanto alle istituzioni e agli addetti ai lavori, ma soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a riflettere sui temi del diritto, della responsabilità, della dignità e della speranza. Ad aprire l’evento è stata anche una raffinata introduzione musicale, diretta magistralmente dal Maestro Cettina Nicolosi, che ha contribuito a creare un clima di particolare intensità e partecipazione. Tra i momenti più significativi, l’intervista del giornalista Luigi Palamara al procuratore Roberto Di Palma, presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria. Di Palma ha richiamato l’attenzione sul valore centrale delle storie di vita nel contesto della giustizia minorile, sottolineando come il lavoro con i minori non possa mai prescindere dalla conoscenza del vissuto personale di ciascun ragazzo. Il presidente del Tribunale dei Minori ha spiegato che, nel mondo minorile, si parte sempre dalla vita concreta dei ragazzi, dalle loro fragilità, dai contesti familiari e sociali in cui crescono, per poter intervenire non soltanto sul piano giudiziario ma soprattutto su quello educativo e umano. Un approccio che mette al centro la persona e che punta ad accompagnare i minori verso il futuro, restituendo loro fiducia e opportunità. Di Palma ha inoltre evidenziato come il ruolo del procuratore minorile venga troppo spesso ricondotto esclusivamente alla repressione dei reati, mentre una parte fondamentale e numericamente consistente del lavoro riguarda in realtà i fascicoli civili aperti a tutela dei minori. Si tratta di attività spesso silenziose ma decisive, che toccano situazioni familiari complesse, difficoltà genitoriali, percorsi di supporto e protezione, sempre con l’obiettivo prioritario di garantire il benessere dei ragazzi. Nel corso dell’intervista ha posto l’accento sulla necessità che diritto, speranza e umanità non restino concetti separati, ma si fondano in un’unica visione dell’azione istituzionale. Ha anche ribadito come, nel settore minorile, sia necessario mantenere un equilibrio delicato: evitare sia il tecnicismo sterile sia un eccessivo coinvolgimento emotivo, esercitando invece con responsabilità il ruolo dell’adulto e del magistrato. A portare il punto di vista dell’associazionismo femminile e civico è stata, nel corso di un’intervista, Sabina Cannizzaro, presidente del Comitato Donne Reggine, che ha sottolineato l’importanza della rete tra donne e della capacità di ascoltare i bisogni delle altre. Ha ricordato il significato del simbolo dell’associazione, rappresentato da due donne che si osservano, come immagine di vicinanza, riconoscimento e sostegno reciproco. Cannizzaro ha spiegato come il lavoro dell’associazione sia nato attorno alle problematiche che riguardano le donne, ma abbia progressivamente avvertito anche l’urgenza di affrontare i disagi che coinvolgono il mondo giovanile. In particolare, ha richiamato l’attenzione sulla crescita di episodi di violenza tra i giovani, definendola una delle emergenze sociali più preoccupanti del presente. La presidente del Comitato Donne Reggine ha insistito sul ruolo educativo delle famiglie e, in particolare, del
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@luigi.palamara A Palazzo Campanella un confronto su giovani, legalità e speranza Alla Sala Monteleone una partecipata iniziativa su “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”  Si è svolto il 27 marzo 2026, nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, a Reggio Calabria, l’incontro dal titolo “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”, un momento di confronto intenso e partecipato che ha posto al centro il tema dei giovani, della fragilità sociale, del ruolo delle istituzioni e della necessità di costruire percorsi concreti di ascolto e accompagnamento. L’iniziativa si è distinta per il forte valore civile ed educativo, ma anche per la significativa presenza di studenti e giovani, veri protagonisti della giornata. Un elemento che ha dato ulteriore spessore all’appuntamento, confermandone la volontà di rivolgersi non soltanto alle istituzioni e agli addetti ai lavori, ma soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a riflettere sui temi del diritto, della responsabilità, della dignità e della speranza. Ad aprire l’evento è stata anche una raffinata introduzione musicale, diretta magistralmente dal Maestro Cettina Nicolosi, che ha contribuito a creare un clima di particolare intensità e partecipazione. Tra i momenti più significativi, l’intervista del giornalista Luigi Palamara al procuratore Roberto Di Palma, presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria. Di Palma ha richiamato l’attenzione sul valore centrale delle storie di vita nel contesto della giustizia minorile, sottolineando come il lavoro con i minori non possa mai prescindere dalla conoscenza del vissuto personale di ciascun ragazzo. Il presidente del Tribunale dei Minori ha spiegato che, nel mondo minorile, si parte sempre dalla vita concreta dei ragazzi, dalle loro fragilità, dai contesti familiari e sociali in cui crescono, per poter intervenire non soltanto sul piano giudiziario ma soprattutto su quello educativo e umano. Un approccio che mette al centro la persona e che punta ad accompagnare i minori verso il futuro, restituendo loro fiducia e opportunità. Di Palma ha inoltre evidenziato come il ruolo del procuratore minorile venga troppo spesso ricondotto esclusivamente alla repressione dei reati, mentre una parte fondamentale e numericamente consistente del lavoro riguarda in realtà i fascicoli civili aperti a tutela dei minori. Si tratta di attività spesso silenziose ma decisive, che toccano situazioni familiari complesse, difficoltà genitoriali, percorsi di supporto e protezione, sempre con l’obiettivo prioritario di garantire il benessere dei ragazzi. Nel corso dell’intervista ha posto l’accento sulla necessità che diritto, speranza e umanità non restino concetti separati, ma si fondano in un’unica visione dell’azione istituzionale. Ha anche ribadito come, nel settore minorile, sia necessario mantenere un equilibrio delicato: evitare sia il tecnicismo sterile sia un eccessivo coinvolgimento emotivo, esercitando invece con responsabilità il ruolo dell’adulto e del magistrato. A portare il punto di vista dell’associazionismo femminile e civico è stata, nel corso di un’intervista, Sabina Cannizzaro, presidente del Comitato Donne Reggine, che ha sottolineato l’importanza della rete tra donne e della capacità di ascoltare i bisogni delle altre. Ha ricordato il significato del simbolo dell’associazione, rappresentato da due donne che si osservano, come immagine di vicinanza, riconoscimento e sostegno reciproco. Cannizzaro ha spiegato come il lavoro dell’associazione sia nato attorno alle problematiche che riguardano le donne, ma abbia progressivamente avvertito anche l’urgenza di affrontare i disagi che coinvolgono il mondo giovanile. In particolare, ha richiamato l’attenzione sulla crescita di episodi di violenza tra i giovani, definendola una delle emergenze sociali più preoccupanti del presente. La presidente del Comitato Donne Reggine ha insistito sul ruolo educativo delle famiglie e, in particolare, del
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@luigi.palamara Intervista al Procuratore Roberto Di Palma Presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria. A Palazzo Campanella un confronto su giovani, legalità e speranza Alla Sala Monteleone una partecipata iniziativa su “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”  Si è svolto il 27 marzo 2026, nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, a Reggio Calabria, l’incontro dal titolo “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”, un momento di confronto intenso e partecipato che ha posto al centro il tema dei giovani, della fragilità sociale, del ruolo delle istituzioni e della necessità di costruire percorsi concreti di ascolto e accompagnamento. L’iniziativa si è distinta per il forte valore civile ed educativo, ma anche per la significativa presenza di studenti e giovani, veri protagonisti della giornata. Un elemento che ha dato ulteriore spessore all’appuntamento, confermandone la volontà di rivolgersi non soltanto alle istituzioni e agli addetti ai lavori, ma soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a riflettere sui temi del diritto, della responsabilità, della dignità e della speranza. Ad aprire l’evento è stata anche una raffinata introduzione musicale, diretta magistralmente dal Maestro Cettina Nicolosi, che ha contribuito a creare un clima di particolare intensità e partecipazione. Tra i momenti più significativi, l’intervista del giornalista Luigi Palamara al procuratore Roberto Di Palma, presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria. Di Palma ha richiamato l’attenzione sul valore centrale delle storie di vita nel contesto della giustizia minorile, sottolineando come il lavoro con i minori non possa mai prescindere dalla conoscenza del vissuto personale di ciascun ragazzo. Il presidente del Tribunale dei Minori ha spiegato che, nel mondo minorile, si parte sempre dalla vita concreta dei ragazzi, dalle loro fragilità, dai contesti familiari e sociali in cui crescono, per poter intervenire non soltanto sul piano giudiziario ma soprattutto su quello educativo e umano. Un approccio che mette al centro la persona e che punta ad accompagnare i minori verso il futuro, restituendo loro fiducia e opportunità. Di Palma ha inoltre evidenziato come il ruolo del procuratore minorile venga troppo spesso ricondotto esclusivamente alla repressione dei reati, mentre una parte fondamentale e numericamente consistente del lavoro riguarda in realtà i fascicoli civili aperti a tutela dei minori. Si tratta di attività spesso silenziose ma decisive, che toccano situazioni familiari complesse, difficoltà genitoriali, percorsi di supporto e protezione, sempre con l’obiettivo prioritario di garantire il benessere dei ragazzi. Nel corso dell’intervista ha posto l’accento sulla necessità che diritto, speranza e umanità non restino concetti separati, ma si fondano in un’unica visione dell’azione istituzionale. Ha anche ribadito come, nel settore minorile, sia necessario mantenere un equilibrio delicato: evitare sia il tecnicismo sterile sia un eccessivo coinvolgimento emotivo, esercitando invece con responsabilità il ruolo dell’adulto e del magistrato. A portare il punto di vista dell’associazionismo femminile e civico è stata, nel corso di un’intervista, Sabina Cannizzaro, presidente del Comitato Donne Reggine, che ha sottolineato l’importanza della rete tra donne e della capacità di ascoltare i bisogni delle altre. Ha ricordato il significato del simbolo dell’associazione, rappresentato da due donne che si osservano, come immagine di vicinanza, riconoscimento e sostegno reciproco. Cannizzaro ha spiegato come il lavoro dell’associazione sia nato attorno alle problematiche che riguardano le donne, ma abbia progressivamente avvertito anche l’urgenza di affrontare i disagi che coinvolgono il mondo giovanile. In particolare, ha richiamato l’attenzione sulla crescita di episodi di violenza tra i giovani, definendola una delle emergenze sociali più preoccupanti del presente. La presiden
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@luigi.palamara Intervista a Sabina Cannizzaro Presidente Associazione Donne Reggine. A Palazzo Campanella un confronto su giovani, legalità e speranza Alla Sala Monteleone una partecipata iniziativa su “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”  Si è svolto il 27 marzo 2026, nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, a Reggio Calabria, l’incontro dal titolo “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”, un momento di confronto intenso e partecipato che ha posto al centro il tema dei giovani, della fragilità sociale, del ruolo delle istituzioni e della necessità di costruire percorsi concreti di ascolto e accompagnamento. L’iniziativa si è distinta per il forte valore civile ed educativo, ma anche per la significativa presenza di studenti e giovani, veri protagonisti della giornata. Un elemento che ha dato ulteriore spessore all’appuntamento, confermandone la volontà di rivolgersi non soltanto alle istituzioni e agli addetti ai lavori, ma soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a riflettere sui temi del diritto, della responsabilità, della dignità e della speranza. Ad aprire l’evento è stata anche una raffinata introduzione musicale, diretta magistralmente dal Maestro Cettina Nicolosi, che ha contribuito a creare un clima di particolare intensità e partecipazione. Tra i momenti più significativi, l’intervista del giornalista Luigi Palamara al procuratore Roberto Di Palma, presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria. Di Palma ha richiamato l’attenzione sul valore centrale delle storie di vita nel contesto della giustizia minorile, sottolineando come il lavoro con i minori non possa mai prescindere dalla conoscenza del vissuto personale di ciascun ragazzo. Il presidente del Tribunale dei Minori ha spiegato che, nel mondo minorile, si parte sempre dalla vita concreta dei ragazzi, dalle loro fragilità, dai contesti familiari e sociali in cui crescono, per poter intervenire non soltanto sul piano giudiziario ma soprattutto su quello educativo e umano. Un approccio che mette al centro la persona e che punta ad accompagnare i minori verso il futuro, restituendo loro fiducia e opportunità. Di Palma ha inoltre evidenziato come il ruolo del procuratore minorile venga troppo spesso ricondotto esclusivamente alla repressione dei reati, mentre una parte fondamentale e numericamente consistente del lavoro riguarda in realtà i fascicoli civili aperti a tutela dei minori. Si tratta di attività spesso silenziose ma decisive, che toccano situazioni familiari complesse, difficoltà genitoriali, percorsi di supporto e protezione, sempre con l’obiettivo prioritario di garantire il benessere dei ragazzi. Nel corso dell’intervista ha posto l’accento sulla necessità che diritto, speranza e umanità non restino concetti separati, ma si fondano in un’unica visione dell’azione istituzionale. Ha anche ribadito come, nel settore minorile, sia necessario mantenere un equilibrio delicato: evitare sia il tecnicismo sterile sia un eccessivo coinvolgimento emotivo, esercitando invece con responsabilità il ruolo dell’adulto e del magistrato. A portare il punto di vista dell’associazionismo femminile e civico è stata, nel corso di un’intervista, Sabina Cannizzaro, presidente del Comitato Donne Reggine, che ha sottolineato l’importanza della rete tra donne e della capacità di ascoltare i bisogni delle altre. Ha ricordato il significato del simbolo dell’associazione, rappresentato da due donne che si osservano, come immagine di vicinanza, riconoscimento e sostegno reciproco. Cannizzaro ha spiegato come il lavoro dell’associazione sia nato attorno alle problematiche che riguardano le donne, ma abbia progressivamente avvertito anche l’urgenza di affrontare i disagi che coinvolgono il mondo giovanile. In particolare, ha richiamato l’attenzione sulla crescita di episodi di violenza tra i giovani, definendola una delle emergenze sociali più preoccupanti del presente. La presidente del Comitato Donne Reggine
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@luigi.palamara Intervista a Monsignor Fortunato Morrone. A Palazzo Campanella un confronto su giovani, legalità e speranza Alla Sala Monteleone una partecipata iniziativa su “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”  Si è svolto il 27 marzo 2026, nella Sala Monteleone di Palazzo Campanella, sede del Consiglio Regionale della Calabria, a Reggio Calabria, l’incontro dal titolo “Storie di vita, diritto, speranza e umanità”, un momento di confronto intenso e partecipato che ha posto al centro il tema dei giovani, della fragilità sociale, del ruolo delle istituzioni e della necessità di costruire percorsi concreti di ascolto e accompagnamento. L’iniziativa si è distinta per il forte valore civile ed educativo, ma anche per la significativa presenza di studenti e giovani, veri protagonisti della giornata. Un elemento che ha dato ulteriore spessore all’appuntamento, confermandone la volontà di rivolgersi non soltanto alle istituzioni e agli addetti ai lavori, ma soprattutto alle nuove generazioni, chiamate a riflettere sui temi del diritto, della responsabilità, della dignità e della speranza. Ad aprire l’evento è stata anche una raffinata introduzione musicale, diretta magistralmente dal Maestro Cettina Nicolosi, che ha contribuito a creare un clima di particolare intensità e partecipazione. Tra i momenti più significativi, l’intervista del giornalista Luigi Palamara al procuratore Roberto Di Palma, presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria. Di Palma ha richiamato l’attenzione sul valore centrale delle storie di vita nel contesto della giustizia minorile, sottolineando come il lavoro con i minori non possa mai prescindere dalla conoscenza del vissuto personale di ciascun ragazzo. Il presidente del Tribunale dei Minori ha spiegato che, nel mondo minorile, si parte sempre dalla vita concreta dei ragazzi, dalle loro fragilità, dai contesti familiari e sociali in cui crescono, per poter intervenire non soltanto sul piano giudiziario ma soprattutto su quello educativo e umano. Un approccio che mette al centro la persona e che punta ad accompagnare i minori verso il futuro, restituendo loro fiducia e opportunità. Di Palma ha inoltre evidenziato come il ruolo del procuratore minorile venga troppo spesso ricondotto esclusivamente alla repressione dei reati, mentre una parte fondamentale e numericamente consistente del lavoro riguarda in realtà i fascicoli civili aperti a tutela dei minori. Si tratta di attività spesso silenziose ma decisive, che toccano situazioni familiari complesse, difficoltà genitoriali, percorsi di supporto e protezione, sempre con l’obiettivo prioritario di garantire il benessere dei ragazzi. Nel corso dell’intervista ha posto l’accento sulla necessità che diritto, speranza e umanità non restino concetti separati, ma si fondano in un’unica visione dell’azione istituzionale. Ha anche ribadito come, nel settore minorile, sia necessario mantenere un equilibrio delicato: evitare sia il tecnicismo sterile sia un eccessivo coinvolgimento emotivo, esercitando invece con responsabilità il ruolo dell’adulto e del magistrato. A portare il punto di vista dell’associazionismo femminile e civico è stata, nel corso di un’intervista, Sabina Cannizzaro, presidente del Comitato Donne Reggine, che ha sottolineato l’importanza della rete tra donne e della capacità di ascoltare i bisogni delle altre. Ha ricordato il significato del simbolo dell’associazione, rappresentato da due donne che si osservano, come immagine di vicinanza, riconoscimento e sostegno reciproco. Cannizzaro ha spiegato come il lavoro dell’associazione sia nato attorno alle problematiche che riguardano le donne, ma abbia progressivamente avvertito anche l’urgenza di affrontare i disagi che coinvolgono il mondo giovanile. In particolare, ha richiamato l’attenzione sulla crescita di episodi di violenza tra i giovani, definendola una delle emergenze sociali più preoccupanti del presente. La presidente del Comitato Donne Reggine ha insistito sul ruolo edu
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