PASSAPAROLA. “VIVERE PER L’ALTRO”
Di questi tempi va di moda e sta diventando quasi uno tsunami inarrestabile una visione della vita che può riassumersi in queste parole: “Prima io, poi gli altri” o anche “Prima noi, poi gli altri”.
Questo passaparola non entra nel merito — non è il luogo giusto per farlo — delle modalità pratiche con le quali poter concretizzare questa esperienza del “vivere per l’altro”, ma vuole soltanto cercare di capire meglio il principio della fraternità universale a partire dalle parole del Vangelo.
Mai Gesù ha detto: “Prima noi” o “Prima voi, miei discepoli… e poi gli altri”. Anzi, a tutti loro ha anticipato il futuro sacrificio della vita per il Regno.
Non esiste nel Vangelo la frase “Ama il prossimo tuo dopo te stesso”, ma “Amalo come te stesso”.
Incentrare e limitare l’amore di Dio, in primo luogo, verso di noi è tipicamente pagano, non cristiano. Nella frase “vivere per l’altro” il focus è sempre l’altro, non siamo noi: questa è la mistica del Vangelo!
Gesù è morto per gli altri, per i peccatori; non ha ammazzato nessuno, anzi ha perdonato.
Si tratta quindi di passare a un’altra visione della vita, dove ciò che è bello è il donare e non il ricevere.
Allora si capiscono meglio i doni dello Spirito e si acquista una nuova visione della vita, che ci fa sperimentare una gioia mai provata, una vera pace e una grande magnanimità di cuore.
È l’inizio della rivoluzione cristiana: una visione evangelica della vita dove l’io e il tu coincidono e dove l’amore vero è dare la vita gli uni per gli altri. Quanti cristiani, durante le persecuzioni, si sono offerti come vittime al posto di fratelli che, per esempio, erano padri di famiglia!
Forse noi, per tanti nostri interessi, abbiamo annacquato un po’ tutto e cercato di calmare la coscienza con 5 euro dati in elemosina…
Dio vuole me, te, noi… il mio, il tuo, il nostro pensiero.
Se ci doniamo veramente, anche le cose verranno come conseguenza.
Ci rifletterei bene…
Don Nino Carta
28.3.2026

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