Reggio Calabria e le primarie del centrosinistra: la prova del nove.
L'Editoriale di Luigi Palamara
A Reggio Calabria succede sempre la stessa cosa: la politica si scalda prima ancora che le urne si aprano. Si discute, si ipotizza, si costruiscono scenari come se la partita fosse già finita. Poi arrivano i voti. E spesso rimettono tutto in ordine.
Domenica 15 marzo 2026 il centrosinistra reggino va alle primarie. Non è l’elezione del sindaco, sia chiaro. È soltanto la scelta del candidato. Ma, come spesso accade in Italia, il “soltanto” pesa più del dovuto.
I nomi sono tre: Mimmetto Battaglia, Massimo Canale e Giovanni Muraca.
Tre storie diverse, tre ambizioni diverse, tre modi diversi di stare in politica.
Battaglia parte favorito. Figlio d’arte, politico di scuola tradizionale, uno di quelli che la politica la mastica da anni. Serio, concreto, preparato. Oggi fa il sindaco facente funzioni e regge il timone della sindacatura più lunga che la città ricordi: quella di Giuseppe Falcomatà.
Se vincesse lui, nel Partito Democratico tirerebbero un sospiro di sollievo. Se invece dovesse perdere, il terremoto sarebbe inevitabile. Perché allora qualcuno dovrebbe spiegare come sia possibile che il candidato più forte del partito venga battuto nelle sue stesse primarie. E a quel punto i vertici dovrebbero farsi da parte: dalla segretaria cittadina Valeria Bonforte, al provinciale Peppe Panetta, fino al regionale Nicola Irto.
Poi c’è Massimo Canale. Un habitué della politica reggina. Scende in campo ancora una volta, con la serenità di chi sa che la politica è anche un gioco lungo. Professionista stimato, consulente trasversale — perché il lavoro, a differenza dei partiti, non ha colore. Partecipa, prova, si misura. Senza clamori. Senza drammi.
Infine Giovanni Muraca. Il volto meno noto alla città, ma forse il più motivato. Politicamente nasce all’ombra di Falcomatà, uno dei tanti amministratori cresciuti nella sua stagione. Poi le strade si separano. Adesso Muraca gioca la partita decisiva: o dentro o fuori. Ha costruito un gruppo, ha imparato il mestiere e ora prova a trasformare la sfida in sorpresa.
Naturalmente chi perde non sparisce. Lo statuto delle primarie è chiaro: gli sconfitti non diventano nemici, ma alleati. Faranno la lista, sosterranno il vincitore. Così dovrebbe funzionare la politica. Almeno sulla carta.
Ma non illudiamoci troppo.
Perché la vera partita non si gioca domenica. La finale si giocherà a maggio, quando i reggini sceglieranno il successore di Giuseppe Falcomatà.
E lì il clima cambia.
Il centrodestra, pur con i suoi problemi interni, oggi appare più compatto e sicuro. Francesco Cannizzaro lavora per chiudere il cerchio dopo il referendum del 22 e 23 marzo. Se troveranno l’accordo sul candidato, la corsa potrebbe diventare tutta in salita per il centrosinistra.
Nel 2014 fu diverso. Alle primarie votarono 17 mila persone. La città scelse Falcomatà contro Mimmetto Battaglia. Ma allora il centrosinistra partiva favorito. Chi vinceva le primarie aveva già mezza fascia tricolore in tasca.
Oggi non è più così.
Le aspettative sono più basse, le certezze meno solide, l’aria più incerta. In città il fermento si sente, ma è un fermento prudente. Come quando si entra in campo senza sapere se si vincerà o si perderà.
E resta una sola domanda, la più semplice e la più difficile: quanti reggini andranno a votare?
Perché in democrazia si può sbagliare candidato, partito, strategia.
Ma quando manca la partecipazione, allora non è la politica a perdere.
È la città.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
Nota storica.
Reggio Calabria 7 luglio 2014.
Nel 2014 Giuseppe Falcomatà, figlio dell’ex sindaco Italo Falcomatà, vinse le primarie del centrosinistra per la candidatura a sindaco di Reggio Calabria con 6.258 voti, superando di circa 200 preferenze Demetrio Battaglia (6.058).
Alle primarie parteciparono oltre 17 mila cittadini, un dato considerato molto alto e interpretato dal PD come un segnale di forte partecipazione democratica e di volontà di cambiamento per la città.
Dopo la vittoria, Falcomatà fu indicato come il candidato unitario della coalizione per guidare Reggio Calabria.
Vincendo e facendo il bis nel 2020.
Giuseppe Falcomatà, esponente del Partito Democratico e del centrosinistra, ha vinto due elezioni comunali consecutive a Reggio Calabria, nel 2014 e nel 2020.
Elezioni 2014: Giuseppe Falcomatà è stato eletto sindaco al primo turno il 26-27 ottobre 2014 con una netta vittoria, ottenendo circa il 61% dei voti. Questa elezione ha segnato il ritorno al voto dopo un periodo di commissariamento del Comune.
Elezioni 2020: Falcomatà è stato confermato per un secondo mandato alle elezioni del 20-21 settembre 2020. In questa tornata elettorale, dopo non aver raggiunto la maggioranza assoluta al primo turno, ha vinto al ballottaggio il 4-5 ottobre 2020 contro il candidato di centrodestra Antonino Minicuci, ottenendo il 58,36% delle preferenze.
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