Come si chiama quel cogl***ne?
L'Editoriale di Luigi Palamara
Eccolo arrivato il momento, nella vita delle istituzioni, in cui il linguaggio rivela tutto. Non servono lunghi discorsi, né analisi politologiche, né editoriali ponderosi. Basta una frase. Una frase sola.
«Come si chiama quel cogl***ne?».
A pronunciarla non è l’avventore nervoso di un bar di periferia. Non è il tifoso scomposto allo stadio. È il presidente del Senato della Repubblica, Ignazio La Russa, seconda carica dello Stato. La frase, captata da un microfono rimasto acceso, era rivolta al senatore del PD Antonio Nicita.
Ora, si dirà: capita. Scappa una parola di troppo. Il microfono tradisce. L’uomo è umano. Tutto vero.
Ma qui non è in discussione l’uomo. È in discussione il ruolo.
Le istituzioni non vivono di marmo e velluti rossi. Vivono di simboli, di gesti, di parole. E le parole — soprattutto dentro l’aula del Senato — dovrebbero avere il peso della responsabilità. Non quello della chiacchiera da tavolino.
Il Parlamento non è un bar. Non è una curva da stadio. Non è una discussione tra amici dopo il terzo caffè. È il luogo in cui lo Stato parla a se stesso.
Quando quel linguaggio scivola nel triviale, non si offende solo l’avversario politico. Si mortifica l’istituzione.
Perché il problema non è Nicita. Non è la maggioranza. Non è l’opposizione. Il problema è un Paese che sembra aver smarrito il senso della misura.
Una volta si chiamava continenza verbale. Era quella disciplina invisibile che imponeva a chi ricopriva cariche pubbliche di pesare le parole. Non per ipocrisia. Per rispetto.
Rispetto delle istituzioni.
Rispetto dei cittadini.
Rispetto della Repubblica.
Oggi quella continenza sembra diventata una lingua morta.
E così accade che, tra i banchi del Senato, si parli come al bancone di un bar. Ma con una differenza.
Al bar si discute di calcio.
In Senato si dovrebbe discutere del destino di un Paese.
E tra le due cose — almeno una volta — la differenza si sentiva.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
@luigi.palamara Come si chiama quel cogl***ne? L'Editoriale di Luigi Palamara Eccolo arrivato il momento, nella vita delle istituzioni, in cui il linguaggio rivela
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