“Un Arazzo per la pace” a Piazza Italia il 28 marzo, audizione dell’Udi in VIII Commissione
Nel corso dei lavori della VIII Commissione consiliare (Pari opportunità, pace, diritti umani, relazioni internazionali, immigrazione), presieduta da Maria Ranieri, si è tenuta l’audizione delle rappresentanti dell’associazione Udi (Unione donne italiane) Luciana Amato e Maria Concetta Cancer. Al centro della seduta la discussione sul progetto “Un Arazzo per la pace”, iniziativa promossa dall’Udi e dalla rete “10-100-1000 piazze di donne per la pace”, e sulla “Carta dell'Impegno per un Mondo Disarmato”.
La coordinatrice dell’Udi, Luciana Amato, ha illustrato il progetto dell’“Arazzo per la Pace”, un manifesto tessile da assemblare pubblicamente il 28 marzo in Piazza Italia (con la Galleria di Palazzo San Giorgio come alternativa in caso di maltempo) per testimoniare l’opposizione alla guerra. Per l'iniziativa l'Udi ha richiesto il patrocinio del Comune di Reggio Calabria e della Città Metropolitana, oltre alla diffusione di una circolare nelle scuole per coinvolgere i giovani.
«La natura biologica della donna come custode della vita – ha detto Amato – è intrinsecamente contraria a qualsiasi minaccia alla vita stessa». La coordinatrice dell’Udi ha inoltre ricordato che la prima manifestazione reggina nell'ambito della rete “10-100-1000 piazze di donne per la pace” si è tenuta a giugno con la rappresentazione di una riduzione dell'opera “Lisistrata” di Aristofane sul lungomare, proprio alla rotonda “8 marzo”.
L’iniziativa illustrata in Commissione ha già registrato l’adesione di 50 piazze in tutta Italia con l’obiettivo di costruire un manifesto tessile sulla pace. Si tratterà di un mosaico composto da diverse “tessere”, ognuna contenente un simbolo o una parola contro la guerra, preparate e poi cucite collettivamente dalle donne partecipanti.
La presidente Ranieri ha garantito sostegno alle rappresentanti dell’Udi manifestando convinto apprezzamento per l’iniziativa. «Si tratta di un progetto dall’alto valore simbolico – ha commentato Ranieri – per sensibilizzare la collettività sull’importanza del disarmo e della pace, e su quanto disarmo e pace siano strettamente interconnessi: l’una – ha concluso – dipende dall’altro».
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