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Emendamento Cannizzaro. Quando la politica porta a casa i risultati

Quando la politica porta a casa i risultati.

L'Editoriale di Luigi Palamara 


In alcuni momenti la politica parla troppo. E poi invece ci sono momenti, più rari, in cui la politica porta a casa qualcosa. La differenza non è di stile, ma di sostanza. Ed è da questa differenza che bisogna partire per leggere ciò che è accaduto attorno all’emendamento che destina 15 milioni di euro a Reggio Calabria e Cannitello.

In tempi di dichiarazioni ridondanti, di polemiche continue, di campagne elettorali vissute più come un regolamento di conti che come un confronto di idee, il dato essenziale è uno soltanto: il territorio reggino ottiene un finanziamento importante, vero, articolato, indirizzato su due questioni concrete e da tempo aperte. Da una parte la riqualificazione urbana del waterfront di Reggio Calabria, dall’altra la difesa costiera di Cannitello.

L’onorevole Francesco Cannizzaro ha rivendicato questo risultato nel corso di una conferenza stampa dai toni inevitabilmente politici, ma il cuore della vicenda va isolato dalla cornice: 15 milioni di euro complessivi, di cui 10 milioni destinati a Reggio Calabria e 5 milioni a Cannitello, nel territorio di Villa San Giovanni. Già questo, di per sé, basta a spiegare perché non si tratti di una notizia ordinaria.

La prima questione riguarda il merito del provvedimento. I 10 milioni per Reggio Calabria non sono indicati genericamente come una somma a disposizione. Hanno una finalità precisa: ammodernamento dei lungomari, decoro urbano, accessibilità, rifacimento di aree e percorsi, interventi strutturali, riqualificazione del fronte mare. Ed è importante un altro passaggio sottolineato da Cannizzaro: non soltanto il centro cittadino, ma anche le aree periferiche della costa. Gallico, Catona, Pellaro, Bocale. Nomi che nella geografia urbana di Reggio non sono margini, ma pezzi essenziali della città reale.

Qui il ragionamento si fa più serio. Perché il lungomare di Reggio Calabria non è solo un luogo. È un simbolo. È un’immagine pubblica. È il punto in cui la città si mostra a se stessa e agli altri. E proprio per questo la contraddizione è diventata negli anni sempre più evidente: da una parte la bellezza naturale dello Stretto, dall’altra la trascuratezza visibile, la pavimentazione deteriorata, le ringhiere danneggiate, gli arredi insufficienti, i punti ristoro abbandonati, la luce che manca dove dovrebbe raccontare bellezza e sicurezza. Il “chilometro più bello d’Italia”, evocato tante volte con orgoglio, rischia di diventare una formula consumata se non viene sostenuto da una realtà all’altezza.

È da qui che l’operazione assume un significato che va oltre il semplice stanziamento. Non si tratta soltanto di riparare i danni dell’ultima mareggiata. Si tratta, almeno nelle intenzioni dichiarate, di affrontare una più ampia questione di manutenzione straordinaria e rigenerazione urbana. Ed è un punto decisivo, perché le città non decadono in un giorno: si spengono lentamente, quando il degrado diventa abitudine e l’abbandono viene considerato inevitabile.

La seconda questione riguarda la qualità politica dell’operazione. Cannizzaro ha insistito molto su un punto che merita attenzione: questi fondi non sostituiscono e non sottraggono risorse a quelle già previste per l’emergenza maltempo o per l’erosione costiera. Si aggiungono. Questo significa che l’emendamento si sarebbe inserito nel Decreto Emergenze senza erodere i capitoli già destinati ai ristori e agli interventi ordinari, ma attivando nuove risorse attraverso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Può sembrare un dettaglio tecnico, ma non lo è. In politica i dettagli tecnici spesso sono la sostanza. Ottenere fondi aggiuntivi, rendere un emendamento ammissibile, costruirlo in modo sostenibile e finanziabile, trovare coperture in un passaggio parlamentare affollato di richieste e di pressioni, significa esercitare una funzione politica vera. Non basta domandare. Bisogna sapere dove intervenire, come scrivere la norma, con quali argomenti sostenerla, con quale credibilità difenderla.

Ed è questo, probabilmente, il punto più forte della rivendicazione di Cannizzaro: non il semplice annuncio di una cifra, ma la rappresentazione di un lavoro parlamentare che avrebbe portato Reggio Calabria e Villa San Giovanni dentro una finestra utile, in un contesto nazionale dove molte altre istanze sarebbero rimaste fuori. In politica, il consenso si misura nelle urne. Ma la credibilità si misura anche nella capacità di trasformare le richieste del territorio in atti concreti.

La terza questione riguarda la prospettiva amministrativa. I 10 milioni per Reggio sono distribuiti in un arco triennale: 3 milioni nel 2027, 2,5 milioni nel 2028, 4,5 milioni nel 2029. Questo significa che non siamo davanti a una somma da spendere in fretta e magari male, ma a una dotazione che richiede programmazione, visione, capacità progettuale. Qui si apre il capitolo più delicato. Perché i fondi, da soli, non bastano mai. Servono uffici capaci, progettazioni serie, coordinamento istituzionale, procedure rapide, continuità amministrativa. Altrimenti anche una buona notizia rischia di trasformarsi nell’ennesima occasione mancata.

È su questo terreno che si vedrà la differenza tra un risultato politico e un risultato amministrativo. Il primo c’è già. Il secondo deve ancora cominciare.

Accanto a Reggio Calabria, c’è poi il capitolo di Cannitello, che merita di essere letto con la stessa attenzione. I 5 milioni destinati alla difesa costiera non arrivano su un terreno vuoto, ma si inseriscono in un percorso già avviato: 100 mila euro per la progettazione già destinati dalla Regione Calabria al Comune e 1,8 milioni di euro assegnati alla Città Metropolitana come soggetto attuatore. In questo quadro, il nuovo stanziamento può rappresentare davvero un salto di qualità.

Chi conosce Cannitello sa che non si tratta di una questione marginale. L’erosione costiera, lì, non è un argomento da convegno. È un problema concreto, antico, che tocca sicurezza, vivibilità, prospettiva. Per questo il riferimento di Cannizzaro a un intervento “definitivo” non è solo una formula politica: è il tentativo di dare un nome a un’attesa lunga anni.

Non meno significativo è stato il valore istituzionale della presenza, in conferenza stampa, del sindaco di Villa San Giovanni Giusi Caminiti. In una stagione in cui il conflitto politico tende spesso a occupare tutto, vedere riconosciuto, almeno su una questione di interesse generale, un terreno comune tra figure distanti sul piano politico è un fatto da registrare. La tutela del territorio, quando è reale, dovrebbe sempre riuscire a superare le appartenenze. Non accade spesso. Quando accade, è giusto prenderne atto.

Un altro aspetto emerso riguarda il metodo con cui il risultato sarebbe maturato. Cannizzaro ha voluto attribuirlo non solo alla propria iniziativa parlamentare, ma anche alle sollecitazioni venute dal territorio, dai consiglieri comunali di Forza Italia, dai comitati, dagli amministratori locali. Questo punto, al netto della legittima valorizzazione del proprio campo politico, restituisce un dato importante: quando la filiera istituzionale funziona, le esigenze locali riescono ad arrivare ai tavoli decisionali nazionali. È una lezione semplice, ma spesso dimenticata.

La conferenza stampa, tuttavia, non si è fermata al provvedimento economico. Cannizzaro ha usato l’occasione anche per collocare questo risultato dentro un quadro politico più ampio. Ha spiegato la natura dell’emendamento nel Decreto Emergenze, ha ribadito che non riguarda i fondi ordinari della Protezione Civile destinati ai danni da mareggiata in altri Comuni come Bova Marina o Melito Porto Salvo, e ha rivendicato la specificità delle situazioni di Reggio Calabria e Cannitello, segnate non soltanto dall’evento recente, ma da criticità strutturali stratificate nel tempo.

Ha affrontato anche il tema del progetto Edison tra Favazzina e Melia, sul quale ha scelto una linea di prudenza: prima incontrare i comitati, acquisire la documentazione, studiare il dossier, e solo dopo esprimere una posizione definitiva. È un atteggiamento che, in una fase in cui tutti sembrano dover avere una risposta immediata su tutto, ha almeno il pregio della cautela.

Sul piano politico, Cannizzaro ha poi rilanciato il tema della coalizione, parlando di un progetto “più largo possibile”, aperto al centro, ai mondi civici e anche a un elettorato deluso che non coincide necessariamente con i confini tradizionali del centrodestra. Dentro questo quadro si colloca il passaggio su Azione, su Califano e sul precedente caso Merenda. Il parlamentare ha respinto l’idea di una sovrapposizione tra le due vicende, sostenendo che si tratti di situazioni diverse: da una parte una dinamica di interlocuzione politica con un partito nazionale, dall’altra una questione valutata sul piano dell’opportunità istituzionale e amministrativa. Al di là delle formule, il messaggio politico che ha voluto far passare è chiaro: le convergenze sono benvenute se nascono da un percorso limpido, non se appaiono dettate dalla convenienza del momento.

Sempre in questa chiave si inserisce anche la sua idea di una futura squadra di governo cittadino composta da assessori a tempo pieno, chiamati a mettersi in aspettativa o a sospendere la propria attività professionale. È una posizione che può piacere o meno, ma che risponde a un principio comprensibile: amministrare una città complessa non può essere un dopolavoro.

Infine, due partite simboliche della città. Il Ponte sullo Stretto, sul quale Cannizzaro ha confermato un incontro con Pietro Ciucci e un successivo passaggio a Palazzo Chigi con Alfredo Mantovano e il presidente della Regione Roberto Occhiuto, lasciando intuire che ci sarebbero altri dossier aperti per Reggio Calabria. E la Reggina, tema che in questa città non appartiene soltanto allo sport, ma all’identità collettiva. Anche qui il parlamentare ha scelto una linea prudente, senza confermare un coinvolgimento diretto in possibili operazioni societarie, ma ribadendo che, se diventasse sindaco, il futuro della squadra sarebbe uno dei dossier da affrontare con priorità.

Tutto questo, naturalmente, si colloca dentro una campagna elettorale. Sarebbe ingenuo ignorarlo. Ma sarebbe ugualmente sbagliato ridurre tutto a propaganda. Perché, al netto delle intenzioni, delle strategie e delle narrazioni, un fatto resta in piedi: 15 milioni di euro sono stati individuati e destinati a un territorio che ne aveva bisogno.

Adesso comincia la parte più difficile. Quella in cui le cifre devono diventare cantieri, i titoli devono diventare atti, le promesse devono tradursi in opere visibili. La politica può rivendicare di aver aperto una strada. L’amministrazione dovrà dimostrare di saperla percorrere.

Il Sud, e Reggio Calabria in particolare, non ha bisogno soltanto di essere ascoltato. Ha bisogno di strumenti, serietà, continuità. Quando questi strumenti arrivano, è giusto riconoscerlo. Quando arriverà il momento di spenderli bene, sarà altrettanto giusto pretendere che nessuno si nasconda dietro gli alibi.

Per adesso, il punto fermo è questo: in mezzo a molte parole, c’è almeno un risultato concreto. E, di questi tempi, non è poco.

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno 

@luigi.palamara 📍 Reggio Calabria e Cannitello: approvato l’emendamento Cannizzaro Conferenza stampa Reggio Calabria 15 aprile 2026 Arrivano 15 milioni di euro per interventi concreti e attesi dal territorio: • 10 milioni per i lungomari di Reggio Calabria, il decoro urbano e l’accessibilità • 5 milioni per la difesa costiera di Cannitello contro l’erosione Risorse importanti che permetteranno di programmare opere mirate per migliorare l’immagine della città, valorizzare il waterfront e proteggere un tratto di costa particolarmente fragile. Un investimento che rafforza infrastrutture, sicurezza e attrattività turistica, con effetti positivi sull’economia locale e sulla qualità della vita dei cittadini. Un segnale chiaro di attenzione verso la Calabria e verso le sue priorità. #ReggioCalabria #Cannitello #DifesaCostiera #RiqualificazioneUrbana #Calabria ♬ audio originale - Luigi Palamara
@luigi.palamara 📍 Reggio Calabria e Cannitello: approvato l’emendamento Cannizzaro Conferenza stampa Reggio Calabria 15 aprile 2026 LE DOMANDE DEI GIORNALISTI Arrivano 15 milioni di euro per interventi concreti e attesi dal territorio: • 10 milioni per i lungomari di Reggio Calabria, il decoro urbano e l’accessibilità • 5 milioni per la difesa costiera di Cannitello contro l’erosione Risorse importanti che permetteranno di programmare opere mirate per migliorare l’immagine della città, valorizzare il waterfront e proteggere un tratto di costa particolarmente fragile. Un investimento che rafforza infrastrutture, sicurezza e attrattività turistica, con effetti positivi sull’economia locale e sulla qualità della vita dei cittadini. Un segnale chiaro di attenzione verso la Calabria e verso le sue priorità. #ReggioCalabria #Cannitello #DifesaCostiera #RiqualificazioneUrbana #Calabria ♬ audio originale - Luigi Palamara

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