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La risposta di Francesco Cannizzaro all'ex sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.

La risposta di Francesco Cannizzaro all'ex sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.
Reggio Calabria 29 aprile 2026

Caro Giuseppe, in un mondo dove sono sempre di più le persone che preferiscono affidarsi ad un post qualunquista, mirato a gettare fumo negli occhi, piuttosto che parlare di proposte concrete, ti rispondo qui, così spero tu la smetta di guardare ad un passato che non esiste più, ancorato a concetti come Lele Mora e Valeria Marini, che ritengo non appartengano a nessuno da queste parti, se non al tuo tentativo di ergerti al Fabrizio Corona di turno. Vorrei ricordarti, pertanto, che la campagna elettorale non è fra te e Scopelliti, tra oggi e gli anni 2000. La campagna elettorale si fa sul qui e ora.

A tal proposito, è la seconda volta in pochi giorni in cui leggo tue considerazioni su "NOI" e "LORO". Quindi, intanto avrei una domanda: chi intendi esattamente con “loro”? Perché io in questi anni in Parlamento di soldi mi pare di averne portati al Comune di Reggio Calabria e non di averne sottratti, senza ricevere mai neppure un "plauso" da chi quei fondi li ha ricevuti e li ha potuti utilizzare. Anzi, AVREBBE potuto utilizzare… e non lo ha fatto! Perché dei vari emendamenti per la città da me "portati a casa" gli unici realmente messi a terra sono stati quelli dell'aeroporto, e non è certo grazie all'amministrazione comunale, bensì a Sacal. A proposito, voi l’aeroporto mi pare che lo stavate per chiudere. 

Se parliamo di occupazione, tra i lavoratori stabilizzati dalla Regione da quando alla presidenza c'è Roberto Occhiuto e quelli stabilizzati grazie alle varie norme per cui mi sono battuto io alla Camera dei Deputati e nei vari ministeri (senza il men che minimo supporto dei colleghi parlamentari calabresi di sinistra), credo che nessuno abbia mai fatto tanto per l'occupazione dei lavoratori di Reggio e dell'intera Calabria. 

E ho iniziato citando solo gli argomenti a me più cari che tu hai toccato. Ma andiamo per ordine… E visto che, come dici tu, le cose è giusto rimarcarle, soprattutto all’inizio di una campagna elettorale, procedo anche io:

Noi siamo quelli dei 25 milioni di euro per l’aeroporto; voi siete quelli che dallo scalo non riuscite neppure a creare un collegamento pubblico stabile col resto della città.
Noi siamo quelli che hanno portato qui Ryanair; voi siete quelli del “volano frottole”.
Noi siamo quelli dei 15 milioni di euro per il porto; voi siete quelli che da allora, in quasi 5 anni, non siete riusciti a sedervi al tavolo con l’Autorità portuale ed enti vari per poter mettere quei soldi a frutto.
Noi siamo quelli dei 4 milioni di euro per la realizzazione del Campus universitario per trattenere qui i nostri giovani e attirarne qui altri; voi siete quelli che non mettono neanche un euro per salvare l’Università per stranieri (pur essendo tu ancora - impropriamente - seduto all’interno del cda). 
Noi siamo quelli dei 3 milioni di euro per il lido comunale; voi siete quelli che lo hanno mandato in malora, lasciandolo alla mercé dei senzatetto e degli spacciatori.
Noi siamo quelli dei 500mila euro per i mezzi di trasporto dedicati ai disabili; voi siete quelli del servizio di assistenza domiciliare per sole 4 ore a settimana.
Noi siamo quelli che hanno ri-voluto le circoscrizioni, creando una norma ad hoc e portando qui una base economica di partenza per poterle istituire; voi siete quelli che ci hanno ostacolato fino all’ultimo giorno e per ricostituirle ci avete messo una vita, facendolo anche male.
Noi siamo quelli che hanno stabilizzato migliaia di lavoratori calabresi, i cosiddetti “tirocinanti”, dando uno stipendio stabile a chi spesso non arriva a fine mese; voi siete quelli che il bacino dei “tirocinanti” lo avete creato e ampliato con Oliverio presidente.
Noi siamo quelli che poche settimane fa hanno incassato un emendamento da 15 milioni di euro per ridare dignità, decoro e sicurezza alle aree costiere di Reggio e Cannitello; voi siete quelli che, dopo un mese dal ciclone, a Pasqua e Pasquetta ci avete fatto fare una figura di m*** con centinaia di turisti stranieri che allibiti guardavano il più bel chilometro d’Italia schifati dal degrado, dall’immondizia e dai detriti che dovevano schivare passeggiando. E con l’info-point chiuso.
Noi siamo quelli che vogliono gli stabilimenti balneari sul Lungomare attivi tutto l’anno; voi siete quelli dei dehors che hanno fatto andare in malora decine di attività commerciali e mandato in tilt il traffico cittadino.
Noi siamo quelli del Capodanno RAI e del VinItaly & the City; voi siete quelli del Patto per il Commercio a 20 giorni dalle elezioni comunali.
Noi siamo quelli che – a costo zero - hanno portato qui il G7, facendo apprezzare le nostre bellezze e potenzialità ai più grandi di tutto il mondo; voi siete quelli che con quasi 500mila euro avete organizzato “Sunsetland”.
Noi siamo quelli del Piano Mattei; voi siete quelli del Piano “Marsel”.
Noi siamo quelli del brand “Made in Reggio” e del portare qui le multinazionali; voi siete quelli che affidate il Miramare all’amico della scala accanto.
Noi siamo quelli per una Reggina più ambiziosa; voi siete quelli per “meglio 10 anni in serie D”.
Noi siamo quelli che pensano in grande, avviando il progetto della funivia di Pentimele; voi siete quelli che per un ponte di 30 metri ci state mettendo una vita, con tanto di baci alle travi.
Noi siamo quelli di un CentroDestra più unito che mai; voi siete quelli dei continui rimpasti di giunta e vendette interne.

E se parliamo di passato, I REGGINI NON DOVREBBERO MAI DIMENTICARE CHE VOI SIETE QUELLI CHE HANNO FATTO VOTARE I MORTI.

E potrei andare avanti per ore. Ma non ritengo sia questa la sede. 

Ah, un’ultima cosa, che stavo dimenticando: voi sareste quelli dei concorsi pubblici meritocratici? Intendi quelli dove chi risulta vincitore poi si candida nelle vostre liste? Senza considerare le assunzioni pro tempore a valanga nelle varie strutture della Città metropolitana che ancora in questi giorni di campagna elettorale state sfruttando? 

Caro Giuseppe, se gli argomenti della vostra campagna elettorale sono legati a questioni di 15/20 anni fa, o ai miei riferimenti – da credente convinto – alla Madonna della Consolazione, oppure ad un condizionale sbagliato o ad una maglietta che si alza in preda alla foga di un comizio, posso solo dire che, comunque andranno le cose, noi abbiamo già vinto.

Onorevole Francesco Cannizzaro Candidato a Sindaco di Reggio Calabria. 

Di seguito il post su Facebook di Giuseppe Falcomatà:

Come in ogni cosa nella vita, anche in politica c'è un "noi" e c'è un "loro".
E queste differenze è importante rimarcarle soprattutto all'inizio di una campagna elettorale. E' importante rimarcarle, sempre, a Reggio Calabria.
C'è un noi e c'è un loro.
 
Loro sono quelli che hanno lasciato 800 milioni di euro di debiti, noi siamo quelli che hanno risanato il bilancio comunale.
Loro sono quelli che hanno causato il buco di bilancio, noi siamo quelli che hanno evitato il dissesto e grazie al "Decreto Agosto" hanno pagato tutti i crediti alle imprese, alle ditte, ai professionisti e alle cooperative della nostra città.
Loro sono quelli del fallimento delle vecchie società miste, noi siamo quelli che le hanno salvate, trasformate in società pubbliche e risanate.
Loro sono quelli del precariato e dei licenziamenti dei lavoratori, noi siamo quelli delle stabilizzazioni e dell'azzeramento del precariato al comune.
Loro sono quelli del merito a parole, noi siamo quelli delle assunzioni attraverso concorsi pubblici per circa 250 persone.
Loro sono quelli della città in cui va avanti chi conosce qualcuno, noi quelli della città in cui va avanti chi conosce qualcosa.
Loro sono quelli che hanno fatto fallire Atam, noi siamo quelli che l'hanno salvata, ampliata, valorizzata, realizzando una delle flotte bus più moderne in Italia.
 
Loro sono quelli di zero asili nido, noi siamo quelli che hanno aperto 8 nuovi asili nido per 355 bambini, creando anche nuove opportunità lavorative.
Loro sono quelli delle proteste degli operatori sociali perchè hanno azzerato i servizi alla persona, noi siamo quelli che investono ogni anno ben 18 milioni per mense scolastiche, scuolabus, assistenza domiciliare, centri diurni, centro "Dopo di noi".
 
Loro sono quelli dei lampadari di Palazzo San Giorgio pignorati dalle ditte che non ricevevano i pagamenti, noi siamo quelli che hanno investito 1,5 miliardi di euro in opere pubbliche.
Loro sono quelli che utilizzavano i fondi comunitari per pagare (in ritardo) gli stipendi dei dipendenti comunali, noi siamo quelli che hanno speso e rendicontato il 94% dei fondi comunitari.
Loro sono quelli del buio, noi siamo quelli che hanno sostituito 33 mila punti luce a led in tutta la città.
Loro sono quelli che oggi fanno video e foto con sullo sfondo i luoghi belli della nostra città, noi siamo quelli che in questi anni quei luoghi li hanno riqualificati o realizzati.
 
Loro sono quelli del saluto romano e delle piazze ai fascisti, noi siamo quelli che celebrano il 25 aprile con i murales in onore dei nostri partigiani.
Loro sono quelli per cui il concetto di donna è Valeria Marini che passeggia sul Corso Garibaldi a spese dei reggini, noi siamo quelli che hanno aperto centri antiviolenza e case rifugio per donne vittime di violenza.
Loro sono quelli di Lele Mora, noi siamo quelli di Reggio finalista come capitale della cultura.
 
Loro sono quelli sciolti per mafia, noi siamo quelli che i beni confiscati alla mafia li hanno destinati ad associazioni, centri giovanili e case per i più poveri.
Loro sono quelli che votano contro il Sud e per l'autonomia differenziata, noi siamo quelli che il Sud lo difendono e che tra gli interessi di partito e quelli della nostra terra scegliamo sempre e comunque Reggio Calabria.

Noi Reggio l'abbiamo scelta ieri, quando amministrarla significava fare i conti con tutti i "loro" disastri. L'abbiamo amata, difesa, servita, con fatica e passione, tra notti insonni, sudore e lacrime. Insieme abbiamo scalato montagne e attraverasato deserti, tutti insieme. Ed anche nei momenti più bui, non abbiamo mai perso la speranza e ci siamo stretti consapevoli che la strada era quella giusta e che quel silenzioso seminare avrebbe prodotto i suoi frutti. Oggi è cambiato tutto. Sceglierla "adesso" è facile, è troppo facile, anzi come diciamo noi reggini per rendere meglio l'dea "manch'i fissa".

Buona campagna elettorale Reggio.
Indietro non si torna, anzi indietro non si sogna.

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