L’abbraccio che racconta una campagna
L'Editoriale di Luigi Palamara
Alcuni momenti, in politica, valgono più di cento manifesti, più di mille slogan, più di una piazza piena. Momenti che non si programmano, non si scrivono nei comunicati stampa, non si affidano ai social. Accadono. E proprio per questo restano.
È accaduto a Reggio Calabria, al termine del comizio di apertura della campagna elettorale del Centrodestra per il candidato a Sindaco, l’On. Francesco Cannizzaro. Sul palco, dopo le parole, dopo gli applausi, dopo il rito necessario della politica, è arrivata l’immagine più vera: l’abbraccio commosso tra due grandi amici, Francesco Cannizzaro e Giovanni Arruzzolo.
Un abbraccio lungo, sincero, accompagnato dalle lacrime. Non quelle di circostanza, buone per le fotografie e povere di contenuto. Ma lacrime che sembravano raccontare un cammino, una battaglia condivisa, un’appartenenza umana prima ancora che politica.
E non è stato l’unico momento capace di fermare il rumore della piazza. C’è stato anche l’abbraccio emozionante tra l’On. Francesco Cannizzaro e Roberto Occhiuto: un gesto forte, carico di significato politico e umano. In quell’abbraccio non c’era soltanto la vicinanza tra due esponenti dello stesso campo. C’era il riconoscimento di un percorso comune, di una fiducia consolidata, di una Calabria che prova a presentarsi compatta davanti a una sfida decisiva.
Poi quel gesto semplice, quasi paterno: la carezza affettuosa di Francesco Cannizzaro al Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo. Un gesto breve, ma eloquente. Perché in politica, quando ancora non è stata divorata dal cinismo, anche una carezza può diventare linguaggio. Può dire gratitudine, stima, vicinanza. Può dire: siamo qui, insieme, non per caso.
La campagna elettorale è appena cominciata, e già mostra il suo volto più potente: quello dei rapporti umani. Perché una candidatura non nasce mai soltanto da una strategia. Nasce da una storia, da un radicamento, da una rete di fiducia costruita negli anni, spesso nel silenzio, lontano dai riflettori.
Reggio Calabria ha visto, in quel finale di comizio, qualcosa che va oltre la cronaca politica. Ha visto uomini che, almeno per un istante, hanno lasciato cadere la corazza del ruolo pubblico. L’abbraccio con Arruzzolo, quello con Occhiuto, la carezza a Cirillo: tre immagini diverse, un solo messaggio. La politica, quando è vissuta come comunità e non soltanto come competizione, sa ancora commuovere.
Ora verranno i programmi, i confronti, le polemiche, le accuse, le promesse. Verrà tutto ciò che una campagna elettorale porta inevitabilmente con sé. Ma quegli abbracci, quelle lacrime e quella carezza resteranno come il primo fotogramma di questa corsa: non gesti costruiti, ma segni.
E in tempi in cui la politica spesso urla senza emozionare, quel momento ha avuto almeno un merito: ha ricordato che dietro una candidatura, dietro un partito, dietro una coalizione, ci sono ancora persone. E quando le persone si commuovono davvero, anche la politica, per un attimo, smette di sembrare teatro e torna a essere vita.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
@luigi.palamara L’abbraccio che racconta una campagna L'Editoriale di Luigi Palamara Alcuni momenti, in politica, valgono più di cento manifesti, più di mille slogan, più di una piazza piena. Momenti che non si programmano, non si scrivono nei comunicati stampa, non si affidano ai social. Accadono. E proprio per questo restano. È accaduto a Reggio Calabria, al termine del comizio di apertura della campagna elettorale del Centrodestra per il candidato a Sindaco, l’On. Francesco Cannizzaro. Sul palco, dopo le parole, dopo gli applausi, dopo il rito necessario della politica, è arrivata l’immagine più vera: l’abbraccio commosso tra due grandi amici, Francesco Cannizzaro e Giovanni Arruzzolo. Un abbraccio lungo, sincero, accompagnato dalle lacrime. Non quelle di circostanza, buone per le fotografie e povere di contenuto. Ma lacrime che sembravano raccontare un cammino, una battaglia condivisa, un’appartenenza umana prima ancora che politica. E non è stato l’unico momento capace di fermare il rumore della piazza. C’è stato anche l’abbraccio emozionante tra l’On. Francesco Cannizzaro e Roberto Occhiuto: un gesto forte, carico di significato politico e umano. In quell’abbraccio non c’era soltanto la vicinanza tra due esponenti dello stesso campo. C’era il riconoscimento di un percorso comune, di una fiducia consolidata, di una Calabria che prova a presentarsi compatta davanti a una sfida decisiva. Poi quel gesto semplice, quasi paterno: la carezza affettuosa di Francesco Cannizzaro al Presidente del Consiglio regionale della Calabria, Salvatore Cirillo. Un gesto breve, ma eloquente. Perché in politica, quando ancora non è stata divorata dal cinismo, anche una carezza può diventare linguaggio. Può dire gratitudine, stima, vicinanza. Può dire: siamo qui, insieme, non per caso. La campagna elettorale è appena cominciata, e già mostra il suo volto più potente: quello dei rapporti umani. Perché una candidatura non nasce mai soltanto da una strategia. Nasce da una storia, da un radicamento, da una rete di fiducia costruita negli anni, spesso nel silenzio, lontano dai riflettori. Reggio Calabria ha visto, in quel finale di comizio, qualcosa che va oltre la cronaca politica. Ha visto uomini che, almeno per un istante, hanno lasciato cadere la corazza del ruolo pubblico. L’abbraccio con Arruzzolo, quello con Occhiuto, la carezza a Cirillo: tre immagini diverse, un solo messaggio. La politica, quando è vissuta come comunità e non soltanto come competizione, sa ancora commuovere. Ora verranno i programmi, i confronti, le polemiche, le accuse, le promesse. Verrà tutto ciò che una campagna elettorale porta inevitabilmente con sé. Ma quegli abbracci, quelle lacrime e quella carezza resteranno come il primo fotogramma di questa corsa: non gesti costruiti, ma segni. E in tempi in cui la politica spesso urla senza emozionare, quel momento ha avuto almeno un merito: ha ricordato che dietro una candidatura, dietro un partito, dietro una coalizione, ci sono ancora persone. E quando le persone si commuovono davvero, anche la politica, per un attimo, smette di sembrare teatro e torna a essere vita. Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno #francescocannizzaro #robertoocchiuto #gianniarruzzolo #salvatorecirillo #reggiocalabria ♬ audio originale - Luigi Palamara

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