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Reggio Calabria e il coraggio della coerenza: auguri a Giovanni Latella, il politico che non urla. BUON COMPLEANNO AMICO MIO.

Reggio Calabria e il coraggio della coerenza: auguri a Giovanni Latella, il politico che non urla. BUON COMPLEANNO AMICO MIO.
di Luigi Palamara 

In un tempo in cui la politica s’è fatta mestiere di illusionisti, fiera di vanità, mercato di nomi messi in vetrina come salumi di stagione, sentir parlare un uomo di sobrietà, competenza e responsabilità produce quasi uno scandalo. Perché oggi lo scandalo non è più il trasformismo, non è più l’ambizione travestita da servizio, non è più la parola data e tradita con la leggerezza con cui si cambia una giacca. No. Lo scandalo, oggi, è la serietà.

Giovanni Latella appartiene a questa razza ormai rara: quella degli uomini che non si mettono in mostra, si mettono al lavoro. E già questo, in una città troppe volte umiliata da una politica chiassosa, personalistica, affamata di visibilità e digiuna di sostanza, è un fatto che merita rispetto.

Le sue parole colpiscono perché non hanno il profumo artificiale della propaganda. Hanno invece il peso semplice delle convinzioni vere. Quando dice che la fiducia non si improvvisa, dice una verità elementare che però la politica contemporanea ha dimenticato. La fiducia non nasce dal teatro dei proclami, né dai santini benedetti da questo o quel padrino di partito. Nasce dal contegno. Dalla costanza. Dalla credibilità conquistata senza strepiti.

E quando ricorda che in politica contano i fatti, non le apparizioni, pronuncia una sentenza che dovrebbe essere incisa all’ingresso di ogni palazzo pubblico. Perché il guaio dell’Italia, e del Sud forse ancora di più, è che abbiamo confuso l’amministratore con il piazzista, il servitore dello Stato con il cercatore di applausi, il rappresentante dei cittadini con il cliente di qualche anticamera del potere.

Latella, invece, rivendica una politica sobria, competente, concreta. Tre parole che paiono antiche e invece sono rivoluzionarie. Sobria, cioè capace di stare dentro il proprio ruolo senza ubriacarsi di sé. Competente, cioè fondata sul sapere, sul capire, sul decidere con coscienza. Concreta, cioè misurata sui risultati e non sulle pose. È una lezione che molti dovrebbero imparare, se solo avessero il coraggio di guardarsi allo specchio senza il trucco dell’ipocrisia.

Reggio Calabria, città splendida e ferita, città orgogliosa e troppe volte tradita, conosce bene il prezzo delle ambizioni personali mascherate da missioni civiche. Ha visto troppi uomini servirsi della politica invece di servirla. Ha ascoltato troppi slogan e raccolto troppo poco. Per questo le parole di Giovanni Latella arrivano con una nettezza particolare: perché non sembrano chiedere credito, sembrano meritarselo.

Ma al di là delle parole, che pure contano quando sono sorrette da una vita coerente, c’è l’uomo. E qui la politica si ferma, o almeno dovrebbe inchinarsi. Perché per me Giovanni Latella è, prima ancora che un uomo pubblico, una grande persona. Una persona dal cuore grande, leale, forte, gentile. E già tenere insieme forza e gentilezza è cosa rara: la forza, di solito, degenera in durezza; la gentilezza, troppo spesso, in debolezza. In lui no. In lui convivono come qualità naturali, come tratti di un carattere saldo.

C’è poi una parola che gli è cara: rinascimentale. Ed è una parola bellissima, impegnativa, perfino audace in questi tempi di miseria spirituale. Rinascimentale è l’uomo che non si accontenta di occupare uno spazio, ma prova a dargli forma. È l’uomo che sente il dovere della misura, il culto dell’opera ben fatta, il rispetto per la comunità come espressione di civiltà. È l’uomo che sa che la politica, quando è nobile, non è lotta per il proprio tornaconto ma costruzione del bene comune.

E allora sì, forse Giovanni Latella è davvero questo: un uomo rinascimentale in un’epoca troppo spesso barocca nei vizi e miserabile nelle virtù. Uno che crede negli esempi invece che negli slogan. Nei fatti invece che nelle promesse. Nel lavoro invece che nella réclame.

Oggi compie gli anni. E gli auguri, a uomini così, non si fanno con le formule di circostanza. Si fanno riconoscendo il loro valore. Si fanno dicendo la verità. E la verità è che Giovanni Latella rappresenta una qualità umana e civile che andrebbe custodita con cura: perché non è comune, non è rumorosa, non è di moda. Ma è precisamente da qualità come questa che una città può ricominciare a sperare sul serio.

Buon compleanno, Giovanni. Con l’augurio che tu possa restare ciò che sei: un uomo perbene. Che in Italia, e specialmente in politica, è ancora il complimento più raro e più rivoluzionario di tutti.

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno 

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