CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

3/recent/post-list

Reggio Calabria, la corsa vera è a due. Il resto è arredamento elettorale

Reggio Calabria, la corsa vera è a due. Il resto è arredamento elettorale

L'Editoriale di Luigi Palamara 


Ancora pochi giorni e le liste saranno depositate, i nomi messi in vetrina, le ambizioni stirate per bene come un abito della domenica. E Reggio Calabria, nel frattempo, ribolle. Non di entusiasmo, che sarebbe già troppo. Ribolle di manovre, di conti, di finzioni, di candidature annunciate come destini e destinate invece, in molti casi, a finire come note a piè di pagina.

La verità, che in politica è merce rara e dunque preziosa, è una soltanto: la partita vera si gioca tra Francesco Cannizzaro, per il centrodestra, e Mimmo Battaglia, per il centrosinistra. Tutto il resto è contorno. Rumore. Presenza scenica. E, in qualche caso, testimonianza personale travestita da progetto civico.

Si potrà anche raccontare la favola della pluralità, del contributo democratico, della bellezza di ogni candidatura che arricchisce il confronto. Favole, appunto. Roba da convegni, da salotti, da comunicati scritti col profumo della retorica. Ma la gente, quella che vota, non è più così ingenua. Ha imparato, spesso a proprie spese, che il voto non si regala ai sogni altrui, né alle vanità personali. E soprattutto non ama sprecarlo per chi non ha alcuna possibilità concreta di vincere e ambisce, nella sostanza, a rappresentare una sola cosa: sé stesso.

È brutto da dire? Forse. Ma è più brutto continuare a mentire.

Infatti qualcuno lo ha capito. Qualcuno ha preso atto della propria irrilevanza elettorale e, con un sussulto di realismo che in politica vale più del coraggio, ha scelto di accodarsi, di aggregarsi, di salire su un treno che almeno ha una destinazione. Perché una candidatura senza numeri non è coraggio: è narcisismo. E un simbolo sulla scheda non basta a trasformare un’illusione in alternativa.

Per quel che ci riguarda, dunque, la linea è chiara. Noi seguiremo i due candidati che davvero si contendono Palazzo San Giorgio: Cannizzaro e Battaglia. Gli altri, no. Non per cattiveria, non per partigianeria camuffata, ma per una ragione semplicissima: non abbiamo una redazione sterminata, non abbiamo il tempo materiale per fingere una copertura totale che totale non sarebbe. E detestiamo l’ipocrisia più dell’imprecisione.

Perciò, diciamolo senza cipria e senza il solito lessico addomesticato: la par condicio, per noi, in questo caso, può anche accomodarsi fuori dalla porta. Amen.

Non faremo finta che tutti abbiano lo stesso peso quando non ce l’hanno. Non fingeremo che ogni candidatura sia politicamente equivalente quando non lo è. Non spacceremo per sfida ciò che sfida non è. Racconteremo la realtà come si presenta, non come vorrebbero i sacerdoti del bilancino formale.

E la realtà, oggi, suggerisce anche un’altra considerazione. Lamberti rischia di non raggiungere il quorum. E sarebbe, inutile girarci attorno, uno smacco clamoroso. Di quelli che non si archiviano con una conferenza stampa o con un post indignato. Di quelli che pesano, restano, marchiano.

Quanto a Pazzano, il discorso è persino più semplice: ha già dato, e ha già avuto, nella precedente sindacatura. La politica non è un abbonamento permanente, né un diritto acquisito. A volte bisogna capire quando il proprio tempo è passato. E soprattutto bisogna evitare di scambiare la persistenza con la centralità.

Questo è il punto. Crudo, forse. Ma limpido.

A Reggio non siamo davanti a una gara affollata. Siamo davanti a un duello. E nei duelli veri, gli spettatori possono anche distrarsi con le comparse. Ma alla fine guardano soltanto chi impugna davvero la spada.

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno 

Posta un commento

0 Commenti