Alla faccia della democrazia
IL PREZZO DELLA VIGLIACCHERIA
«Confondere il diritto di parola con la licenza di insultare non è democrazia. Ho superato tempeste ben più gravi: lascio i meschini nel loro rancore sterile, io resto in piedi».
L'Editoriale di Luigi Palamara
Un equivoco in questi tempi confusi viene spacciato per libertà: l’idea che democrazia significhi poter dire qualunque cosa, in qualunque modo, contro chiunque. Anche insultare. Anche diffamare. Anche nascondersi dietro un profilo falso per vomitare offese in privato, lontano dalla luce e dalla responsabilità.
No, questa non è democrazia. È vigliaccheria con la maschera della libertà.
Negli ultimi tempi alcune persone hanno scelto di scatenarsi contro di me con parole offensive, insinuazioni, messaggi volgari e attacchi personali. Nulla di nuovo, purtroppo. I meschini esistono da sempre. Cambiano solo gli strumenti: ieri il mormorio nei corridoi, oggi il profilo falso sui social. Ma la sostanza resta identica: colpire senza esporsi, ferire senza assumersi il peso delle proprie parole.
La cosa che più colpisce, però, non è l’offesa in sé. L’offesa rivela chi la pronuncia, non chi la riceve. Ciò che davvero amareggia è l’indifferenza di chi dovrebbe prendere posizione e invece si rifugia dietro formule comode: “Ognuno è libero di dire ciò che pensa”. Certo. Ma nessuno è libero di diffamare. Nessuno è libero di calpestare la dignità altrui. Nessuno può trasformare il diritto di parola in licenza di aggressione.
Qui sta la frattura inaccettabile: confondere il confronto con l’insulto, il dissenso con il disprezzo, la libertà con l’anarchia morale.
Alla faccia del rispetto, verrebbe da dire.
E allora si capisce perché certi personaggi passano nella vita degli altri lasciando soltanto cattivi ricordi. Non per le idee che avevano, se ne avevano. Non per le battaglie combattute, se mai ne hanno combattuta una a viso aperto. Ma per il modo piccolo, rancoroso e sterile con cui hanno scelto di stare al mondo.
Non mi sorprende più di tanto. La vita mi ha già messo davanti prove ben più dure di qualche parola velenosa scritta da mani anonime. Ho attraversato momenti difficili, ho resistito a tempeste più serie, ho imparato che il valore di una persona non lo stabilisce chi la offende, ma il modo in cui quella persona resta in piedi.
Quanto ai meschini, li lascio dove sono.
Al loro posto.
Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
0 Commenti
LASCIA IL TUO COMMENTO. La tua opinione è importante.