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Il retroscena del voto a Reggio Calabria e il ruolo dell'informazione libera.

Il retroscena del voto a Reggio Calabria e il ruolo dell'informazione libera.

SENZA SCONTI E SENZA INCHINI: ORA RACCONTEREMO TUTTA LA VERITÀ SULLA CAMPAGNA ELETTORALE 

Chiusi i seggi, è il momento dell'analisi: dai calcoli dei candidati alle illusioni dei cittadini. Un bilancio fuori dai salotti e senza compiacimenti, con un ringraziamento ai lettori che scelgono ancora il giornalismo scomodo.

L'Editoriale di Luigi Palamara 

Appena l’ultimo verbale avrà trovato la sua pace burocratica e i numeri delle elezioni comunali e circoscrizionali saranno finalmente definitivi, verrà il momento di raccontare tutto. Non il racconto di comodo, non la cronaca addomesticata, non il brodino tiepido che piace ai salotti e ai comitati elettorali. Verrà il momento di mettere in fila i fatti, i protagonisti, le ambizioni, le cadute, le promesse, le mezze verità e anche certe improvvise conversioni sulla via delle urne.

Perché una campagna elettorale non è mai soltanto una campagna elettorale. È uno specchio. A volte impietoso. Dentro ci finiscono i candidati, i partiti, le liste, i sostenitori, gli strateghi dell’ultimo minuto, i vincitori che già si sentivano incoronati e gli sconfitti che, ancora prima di perdere, preparavano la giustificazione. E ci finiamo anche noi, cittadini e osservatori, con le nostre speranze, le nostre diffidenze, le nostre illusioni.

A Reggio Calabria fare il giornalista, o l’opinionista, non è semplice. Ma forse non lo è da nessuna parte. Il giornalista, quando prova a farlo davvero, non accontenta nessuno. E se comincia ad accontentare qualcuno, smette di essere giornalista e diventa altro: megafono, cerimoniere, addetto stampa, servitore elegante di una verità altrui.

Io non scrivo per compiacere. Scrivo perché vedo, ascolto, ragiono, sbaglio anche, ma rispondo prima di tutto alla mia coscienza. Poi a chi legge. A chi mi stima. A chi mi contesta. A chi non la pensa come me ma continua, con una lealtà che apprezzo profondamente, a seguire ciò che scrivo senza chiedermi di diventare diverso.

Questa campagna elettorale, per me, è stata splendida. L’ennesima. Splendida non perché priva di veleni, furbizie, nervosismi o piccole miserie. Splendida perché viva. Perché ha mostrato, ancora una volta, quanto la politica locale sia fatta di carne e nervi, di volti e rancori, di passioni autentiche e calcoli sotterranei.

Quando i dati saranno definitivi, analizzeremo ogni aspetto. Senza preclusioni. Senza sconti. Senza inchini. Toccheremo tutti i protagonisti, perché nessuno può pretendere la ribalta durante la campagna elettorale e poi invocare il silenzio quando arriva l’ora dell’analisi.

Intanto, grazie. Grazie per i numeri importanti che mi state regalando in termini di letture e visualizzazioni. Ma soprattutto grazie per la fiducia. Una fiducia che pesa più di qualunque statistica, perché nasce dal rapporto più difficile e più vero: quello tra chi scrive e chi legge.

Le vostre letture ripagano il tempo, l’impegno e la passione che metto in ogni cosa che faccio. E mi ricordano che scrivere, quando lo si fa con libertà, resta ancora un mestiere scomodo. Ma proprio per questo necessario.

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno 

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