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PASSAPAROLA. LAVORARE PER IL BENE COMUNE

PASSAPAROLA. LAVORARE PER IL BENE COMUNE


Chi vuol lavorare seriamente per il bene comune deve saper mettere nei suoi programmi di ogni giorno non solo tanto amore, buona volontà, fede e voglia di giustizia, ma anche una parte non indifferente di fatica, di sacrificio e di rinuncia, che ogni lavoro comporta. Il bene comune, infatti, non deve essere costrizione e paura, ma consapevolezza, entusiasmo e impegno in prima persona.

È fondamentale, per questo, innamorarci del bene comune, perché è cosa nostra, che ci appartiene; e proprio per questo dobbiamo guardare con gli occhi del cuore la natura, il creato, il verde, ogni essere vivente e, soprattutto, ogni uomo. Infatti, i deserti esterni che stiamo cercando di combattere e di trasformare in giardino sono sempre frutto dei deserti del cuore, dell’egoismo, del voler avere a tutti i costi ricchezze, potere e piaceri.

Senza una vera conversione del cuore, senza mettere al primo posto la fraternità, il rispetto verso gli altri e l’impegno per la cura e la tenerezza, mai riusciremo a fare un lavoro serio per il bene comune.

Il bene comune, infatti, deve venire prima anche delle nostre libertà, perché la libertà vera non chiude mai; anzi, apre il cuore e si fa dono per amore.

Lavorare per il bene comune significa, allora, metterlo al primo posto nel nostro cuore, pronti a dare la vita per esso.

Non basta gridare più forte degli altri, seminando discordia e violenza, ma bisogna cominciare a fare la nostra piccola parte accogliendo, rispettando, dialogando, perdonando e dando così valore a ogni piccolo atto di collaborazione.

Mi capita di emozionarmi da solo quando, lavando i piatti, mi viene ormai spontaneo ricordare i suggerimenti di Papa Francesco nella Laudato si’: «Spegnere la luce, risparmiare l’acqua, consumare il giusto...».

Sembrano azioni di poco conto e di poco valore; e invece le scopro ogni giorno come un vero vivere per amore, che lentamente cambia il cuore, liberandolo dagli interessi individuali e avvolgendolo così di bene comune.

E ancora: mi viene proprio adesso in mente un altro pensiero. Mi sto convincendo sempre di più che ogni azione compiuta per il bene comune è un vero atto politico e una vera celebrazione; per questo, è un’offerta di atti d’amore per il bene della “polis universale”.

E qui penso alla vita di tante famiglie semplici e di tanti volontari, a tutti i livelli: gente profondamente cristiana, che non cede a richieste disoneste e continua, nella semplicità e nella povertà, a costruire il tessuto sano della società.

Anche per questo sono convinto che, nonostante il male sembri assordarci con le sue propagande, le persone che lavorano per il bene comune sono molte, molte di più.

Avanti allora con speranza, nonostante la nostra piccolezza!

Don Nino Carta
4 maggio 2026

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