Battaglia a piazza Duomo: «Per noi non c'è “adesso Reggio” ma sempre, da sempre e per sempre Reggio»
Il candidato del centrosinistra all'apertura della campagna elettorale: «La credibilità non si improvvisa: si costruisce negli anni, con il lavoro quotidiano, con il servizio, con la trasparenza»
«Vedetemi come uno di voi perché questa battaglia non è mia, è la nostra. Per noi non c'è “adesso Reggio” ma sempre, da sempre e per sempre Reggio». Queste parole del candidato a sindaco del centrosinistra, Mimmo Battaglia, sigillano il patto coi tanti cittadini che hanno affollato piazza Duomo, in occasione della presentazione ufficiale della campagna per le elezioni comunali del 24 e 25 maggio.
Scorrono in video le immagini le immagini del padre di Mimmo Battaglia, Pietro Battaglia, protagonista della rivolta: «Era il 5 luglio del 1970 quando mio padre decise di parlare alla città. E non è un caso se oggi torno qui, in questa piazza, perché la storia ci insegna che i tradimenti si consumano sempre allo stesso modo: c’è chi si erge a salvatore, promettendo miracoli e scorciatoie, salvo poi dimenticare i bisogni reali della gente. Ma come si può pensare di salvare Reggio? Come può farlo chi arriva a dire che certe risposte arriveranno solo se ci sarà un sindaco “amico”? E come si può pretendere di essere creduti quando si usa la nostra città come terreno di scambio politico? Salvarci da cosa, poi? Reggio ha bisogno di credibilità. E la credibilità non si improvvisa: si costruisce negli anni, con il lavoro quotidiano, con il servizio, con la trasparenza e con il rispetto delle istituzioni. Noi siamo quelli della serietà e della trasparenza. Abbiamo governato con affidabilità, con il senso di responsabilità di chi ogni giorno si prende cura della città. La vera forza non è l’arroganza di chi urla più forte, ma la pacatezza di chi sa ascoltare, di chi sa sedersi accanto ai cittadini e comprenderne i problemi». «Reggio, in questi anni, è stata un cantiere operoso – ha precisato poi Battaglia in riferimento agli anni di amministrazione del centrosinistra - Abbiamo regolarizzato i precari, risanato le partecipate, rimesso ordine dove c’era caos. E mentre qualcuno continua a vendere emendamenti come se fossero soluzioni miracolose, i fatti raccontano altro: i tagli al PNRR e al Metro Plus, i 18 miliardi per l’Alta Velocità scomparsi dai radar, il Primo Maggio calpestato con lavoratori utilizzati come spot all'aeroporto. E non basta inaugurare un aeroporto per dire di aver risolto i problemi: senza investimenti strutturali e sistemici, il rischio è che resti soltanto una scatola vuota. I governi di centrosinistra hanno dato risposte concrete, costruendo basi solide. Cosa che non hanno fatto i governi di destra. Reggio ha tante buche nelle strade, ma non ha buchi di bilancio. Ed è proprio su queste fondamenta consolidate che dobbiamo costruire la Reggio con la nostra visione».
A precederlo sul palco prima il segretario regionale Dem, Nicola Irto: «Abbiamo lavorato per unire il centrosinistra – ha spiegato - mettendo al centro il futuro della città. È stata una scelta di responsabilità e di visione. E il centrosinistra ha candidato la persona che, più di chiunque altro, rappresenta la sintesi giusta per storia personale, esperienza politica e conoscenza della comunità reggina. Senza dimenticare chi, in questi anni, ha agito contro Reggio Calabria. Il centrodestra dov’era? Dov’era Giorgia Meloni, che non è mai venuta a Reggio Calabria? Dov’era la destra regionale che ha distrutto la sanità pubblica, lasciando personale sanitario allo stremo e cittadini senza risposte? Sono loro che hanno fatto sparire l’Alta Velocità dai programmi reali del Paese. Sono loro che hanno pensato di spostare e chiudere l’Archivio di Stato della città, mortificando la storia e l’identità di Reggio. E allora fa sorridere vedere una destra che oggi si presenta come forza del cambiamento, quando da una parte candida chi ha governato con la maglia del centrosinistra e dall’altra si accompagna ai protagonisti di quel famoso “modello Reggio” che tanti danni ha prodotto. Noi c’eravamo quando questa città soffriva. Per questo diciamo con chiarezza che il rischio vero è un salto nel buio. Noi chiediamo il voto dei reggini per un reggino, per Reggio. Un voto per chi conosce questa città, la vive ogni giorno e vuole continuare a costruirne il futuro con competenza, equilibrio e amore autentico per questa terra».
Il consigliere regionale Dem Giuseppe Falcomatà: «In questi anni abbiamo scelto di caricare sulle nostre spalle il peso della comunità – ha sottolineato - quando altri quella comunità l’avevano abbandonata e abbiamo continuato a scrivere pagine importanti della storia di questa città senza mai tradirla. Noi abbiamo detto con chiarezza che non vogliamo i voti della ’ndrangheta. E oggi chi può affermare il contrario? Noi la ’ndrangheta l’abbiamo cacciata dalla macchina amministrativa, non soltanto con le parole ma con atti concreti e simbolici: restituendo beni e case ai più poveri, riaffermando il principio che lo Stato e le istituzioni devono stare dalla parte dei cittadini onesti. E allora ci chiediamo: dov’erano gli altri quando in Parlamento si approvava l’autonomia differenziata? Perché sono scappati come codardi? Hanno scelto l’obbedienza a un governo nordista invece della difesa del Sud e della Calabria. Tacciono perché sono abituati a servirsi della città finché conviene ai loro interessi. La differenza è tutta qui: noi siamo abituati a scegliere Reggio, loro a scioglierla. Per questo oggi affidiamo il futuro della città alle mani sicure di Mimmo Battaglia. Perché questa è un’altra storia d’amore con Reggio Calabria. E perché indietro non si torna». Nel corso della presentazione sono intervenuti i Giovani democratici con il segretario regionale Francesco Mendicino e Désirée Merli della direzione regionale; Giovanna Roschetti per il M5S, Gabriella Andriani per Casa riformista e Giuseppe Carrozza per Avs.

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