PASSAPAROLA. “RIVOLGERSI A DIO”
Un passaparola che è un invito bellissimo a immergerci nella preghiera con amore e con sincerità profonda, cercando di condividere con Dio i nostri sentimenti, i nostri pensieri e, soprattutto, la nostra gratitudine.
E poi il grande miracolo del pregare è che, quando lo facciamo con fede, Egli ci ascolta infinitamente, perché è il nostro Padre perfetto, che ci ama al di là della nostra capacità di comprensione.
È per questo che, quando risponde sì, è per darci fiducia; quando risponde no, è per evitarci qualche sbaglio; mentre, quando sembra tacere, è per aiutarci a crescere nella fede in Lui e nella volontà di agire nella ricerca di ciò che è buono, bello e, per questo, illuminato dall’amore.
Una cosa è certa: Dio è sempre davanti alla porta del nostro cuore, aspettando che noi Gli apriamo, proprio perché ama ciascuno di noi come se, per Lui, esistessimo solo noi.
Allora, il rivolgerci a Dio con fede nella preghiera, pronti a entrare in profondità nelle dinamiche del Suo amore, che è totalmente gratuito, ci cambia e ci trasforma dal di dentro.
Veramente, questo passaparola di oggi, “Rivolgersi a Dio”, nella preghiera è un vero uscire da noi stessi, perché, come sottolinea Tonino Bello, “amare è la stessa voce del verbo morire”: quindi del “dare senza chiedere e dell’essere discreti al limite del silenzio, desiderando sempre la felicità degli altri”.
E questo, badate, nonostante la piccolezza del nostro pregare, perché, come sottolinea ancora don Tonino: “Dio è con noi e in noi sempre, se non come presenza, almeno come nostalgia”.
Che bello! Trovo appassionante il pregare, rivolgendoci a Dio con nostalgia.
Che sia il proposito di oggi per tutti noi?
Don Nino Carta
30.5.2026
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