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PASSAPAROLA. RISCOPRIRE LA BELLEZZA DEL CREATO

PASSAPAROLA. RISCOPRIRE LA BELLEZZA DEL CREATO


Il creato, opera delle mani di Dio, è il Suo capolavoro, rivelazione della Sua bellezza e della Sua gloria.

È il creato, infatti, che con il suo splendore e la sua biodiversità esprime, come può farlo una creatura, la bellezza infinita di Dio Amore nello splendore della Sua vita trinitaria.

Le creature, chiamate da Dio all’esistenza per amore, partecipando dell’armonia divina, ci rimandano al Creatore, il grande Artista celeste.

È questo spettacolo di armonia divina che ha incantato lo sguardo e il cuore di Francesco d’Assisi nel Cantico delle creature: un invito contemplativo e pieno di gioia a lodare Dio attraverso le Sue creature, contemplandone la bellezza nell’armonia della fraternità cosmica.

Così anche Papa Francesco nell’enciclica Laudato si’:

“Quando contempliamo con ammirazione l’universo nella sua grandezza e nella sua bellezza, stiamo contemplando e lodando tutta la Trinità”.

Come anche il messaggio dei Padri conciliari a conclusione del Concilio Vaticano II:

“Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini ed è un frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, unendo le generazioni nell’ammirazione e nello stupore”.

Anche il grande scrittore russo Dostoevskij ci ricorda che, se “la bellezza salverà il mondo”, allora è necessario custodirla nel creato, riconoscendola come dono grande dell’amore di Dio per noi, contemplandola con lo stesso sguardo di Dio: amandola, rispettandola e custodendola da ogni attacco violento e distruttore che ne possa sfregiare il volto e deturpare la bellezza.

Con un’anima così, diventa allora naturale anche per noi sposare misticamente e contemplare la bellezza con la preghiera:

“Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue mani,
la luna e le stelle che Tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché Tu di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo perché te ne curi?”
(Salmo 8,4-5)

Purtroppo, tante volte, le sfide e le difficoltà della vita rischiano di soffocare l’incanto dell’incontro con Dio, impedendo di contemplarne la bellezza e inaridendo così anche il nostro stesso pregare.

Molte volte, però, basta la contemplazione di un cielo stellato, di un’aurora, di un tramonto radioso o di un fiore che sboccia pieno di bellezza e di profumi per riaccendere in noi la scintilla della bellezza, del ringraziamento e della preghiera.

È la preghiera la forza che riaccende la speranza e illumina il nostro cammino, aiutandoci a riscoprire la bellezza e lo splendore del creato, sempre più bello e stupendo proprio perché sempre più amato.

Che la nostra preghiera sia illuminata da occhi di tenerezza e di contemplazione, per riscoprire e innamorarci continuamente della bellezza seminata a piene mani da Dio Creatore nel Suo capolavoro: il creato!

Don Nino Carta
26.6.2026

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