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PASSAPAROLA. “TROVARE IL TEMPO PER PREGARE”

PASSAPAROLA. “TROVARE IL TEMPO PER PREGARE”


Trovare il tempo per pregare nella vita, molte volte agitata, di tutti i giorni è, anzi, dovrebbe essere, una questione di priorità, ma anche di piccoli passi.

Infatti, più che cercare lunghi momenti di silenzio assoluto, il vero segreto per riuscirci è trasformare i cammini del giorno, inserendo in essi brevi “pause spirituali” nei ritmi, molte volte tumultuosi, del quotidiano.

Intanto, possono capitare momenti, diciamo così, di transizione: per esempio il tragitto per andare al lavoro, oppure il tempo dedicato alle faccende domestiche o l’attesa di qualcuno. Questi possono già diventare occasioni per recitare qualche piccola preghiera o anche per vivere qualche momento di pensiero rivolto a Dio, amando.

Mi pare però fondamentale, se non ci sono difficoltà specifiche, poter dedicare — come già ci insegnavano nel tempo della formazione in seminario — i primi 15 minuti della giornata, o della sera, a Dio, prima ancora di essere coinvolti e sopraffatti dagli impegni di famiglia e di lavoro.

Non è importante, allora, nella normalità, pregare per ore; anche solo fermarsi cinque minuti per recitare un salmo o un’invocazione a noi cara diventa un vero momento di grazia, capace di seminare momenti santi nella nostra giornata.

Personalmente, quando sono a Osidda, diventa per me un momento di intima preghiera, e quindi di incontro con Dio, uscire per una piccola passeggiata a piedi verso il vicino cimitero, pregando con il rosario in mano qualche giaculatoria e respirando a pieni polmoni, nel frescolino del mattino, l’armonia e la bellezza della natura, con i suoi profumi e i suoi stupori.

È un cercare di vivere le parole di Paolo ai Tessalonicesi: “Pregate senza sosta” (1Ts 5,17), riuscendo a pregare anche nella vita frenetica di oggi.

E il primo passo per questo è farlo diventare una priorità nella nostra vita, così che, in qualche modo, incontriamo sempre momenti che, invece di essere persi, si illuminano di Dio e quindi di Amore e di risurrezione.

Questo, senza farne un problema se qualche volta la preghiera non è quella che avremmo voluto fare, ma sapendo che, se il momento è vissuto nell’amore e per amore, è già preghiera... e che preghiera!

Così ho scoperto che, per me, uno di questi momenti può essere quello in cui prendo le medicine e, soprattutto, quello in cui faccio l’insulina — ben quattro volte al giorno — trasformandoli in momenti di preghiera e quindi di grazia, offrendo ogni puntura al Signore ed esclamando: “Per Te, Gesù”.

E, come per incanto, quel momento di possibile fastidio si trasforma in un incontro intimo con Gesù.

Beh, può bastare. Ognuno di voi, se crede veramente alla forza e alla bellezza del pregare, possa inventare continuamente momenti di preghiera e quindi di grazia.

Coraggio allora: tutto e sempre “Per Te, Gesù”.

Don Nino Carta
21 giugno 2026

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