Cento milioni di sguardi, trentamila compagni di viaggio
Trentamila follower su TikTok. Quasi un milione di “mi piace”. Visualizzazioni che si avvicinano ai cento milioni.
Numeri importanti, certo. Numeri che fanno piacere, perché dietro ogni cifra c’è una persona che si è fermata, anche solo per pochi secondi, ad ascoltare una storia, guardare un’immagine, riconoscersi in un pensiero.
Ma i numeri, si sa, hanno anche il vizio di raccontare mezze verità.
Cento milioni di visualizzazioni e trentamila follower significano che molti passano, guardano, magari apprezzano, e poi proseguono senza seguire la pagina. È il costume del nostro tempo: consumiamo tutto in fretta, persino le emozioni. Un video ci colpisce, un racconto ci commuove, una fotografia ci riporta a casa. Poi basta un colpo di dito e tutto scompare.
Non è un rimprovero. È una constatazione.
Sui social siamo diventati viaggiatori senza valigia: attraversiamo volti, paesi, ricordi e vite altrui senza fermarci davvero. Eppure seguire una pagina non costa nulla. È un gesto piccolo, quasi invisibile, ma dice: “Quello che fai mi interessa. Continua”.
A chi lo ha fatto, a chi mi segue da tempo, a chi torna ogni giorno, a chi condivide, commenta e difende questo spazio, va il mio grazie più sincero.
Non un grazie di circostanza, di quelli buoni per le cerimonie e destinati a evaporare appena si spengono le luci. Un grazie vero, perché la stima e l’affetto ricevuti in questi anni hanno dato forza a un lavoro nato dalla passione, dall’amore per l’Aspromonte, per la Calabria, per le persone e per le storie che rischiano di essere dimenticate.
Io continuerò a raccontare.
Continuerò a farlo senza inchinarmi alle mode, senza addolcire ciò che va denunciato e senza vergognarmi della bellezza, della memoria e delle radici. Perché un giornalista che smette di fare domande diventa un impiegato delle parole. E un artista che dimentica la propria terra diventa un turista di se stesso.
Trentamila follower sono un traguardo.
Ma soprattutto sono trentamila persone che hanno scelto di restare.
Agli altri, a quelli che guardano e passano, rivolgo un invito semplice: fermatevi. Seguite la pagina. Entrate davvero in questa comunità.
Perché cento milioni di sguardi fanno rumore.
Ma sono le presenze fedeli a costruire una voce.
Grazie di cuore a tutti.
Luigi Palamara
Giornalista e artista aspromontano
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