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L’elogio della lettura lunga

Contro la dittatura degli slogan

​L'elogio della lettura lunga

Rivendicare il valore del tempo e della profondità contro la fretta digitale: un invito a fermarsi, riflettere e riscoprire il piacere di un pensiero articolato.

L'Editoriale di Luigi Palamara 

Alcuni, con premura non richiesta, mi invitano a scrivere meno.

«I tuoi post sono troppo lunghi», dicono. «La gente si annoia.»

Può darsi. Ma non intendo accorciare un pensiero soltanto perché qualcuno ha perso l’abitudine di seguirne il filo.

Se vuoi leggere ciò che scrivo, devi concederti il tempo necessario. Devi fermarti, leggere e, qualche volta, perfino rileggere. Capisco che il tempo sia prezioso. Proprio per questo ritengo che la lettura sia uno dei modi migliori di spenderlo.

È vero gli spazi social spesso propongono "post slogan". Io, tuttavia, non mi rassegno alla dittatura delle poche righe. Propongo riflessioni lunghe, articolate, talvolta scomode. Che siano buone o cattive non spetta a me stabilirlo: il tribunale è la testa di ciascun lettore, ammesso che abbia ancora voglia di giudicare e non soltanto di reagire.

Non aspettatevi, però, che io riduca i miei editoriali per assecondare la pigrizia altrui. Correrò volentieri il rischio di essere letto da pochi, purché quei pochi leggano davvero.

Viviamo in un’epoca che consuma gli argomenti come fossero merendine: in fretta, senza assaporarli e senza ricordarne il gusto. Ogni questione deve diventare un motto, una battuta, uno slogan. Dieci secondi di attenzione, una reazione istintiva e poi via, verso la distrazione successiva.

Io preferisco andare controcorrente.

Non perché tutti corrono bisogna correre con loro. Non perché il mondo ha scelto la superficialità dobbiamo farne una virtù. E non perché molti hanno smesso di riflettere io debba smettere di scrivere ciò che penso nella sua interezza.

A quei pochi che continuano a lamentarsi della lunghezza rivolgo un invito semplice: provate a dedicare cinque minuti a un pensiero, invece di concedergli appena dieci secondi.

Dietro un’informazione seria ci sono ore di lettura, ricerca, confronto e verifica. Ridurre tutto a un “post” di poche righe sarebbe deprimente per chi scrive e poco utile per chi legge. Io imparerei meno. Voi ricevereste meno. E tutti insieme contribuiremmo a quel grande mercato della banalità nel quale le idee vengono confezionate, consumate e dimenticate prima ancora di essere comprese.

Sedetevi, dunque, e leggete fino alla fine.

Non vi prometto che sarete sempre d’accordo con me. Sarebbe noioso, oltre che sospetto. Vi prometto però che qualcosa resterà: un dubbio, una domanda, un’obiezione, forse persino un pensiero nuovo.

L’informazione, come la vita, non è un mordi e fuggi. Richiede tempo, attenzione e perfino fatica.

Almeno per me.

Ed è questo che continuerò a tentare di fare: tenervi informati senza trattarvi da distratti, scrivere senza chiedere scusa per la complessità e rispettare il lettore abbastanza da non offrirgli soltanto slogan.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere 

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