PASSAPAROLA. “CUSTODIRE IL CREATO”
È ormai da varie volte che il passaparola prende spunto dall’enciclica Laudato si’ e sottolinea l’importanza e l’urgenza del rispetto e della protezione della nostra casa comune, che è la Terra.
È interessante il verbo “proteggere”, che ci chiede quasi di coprire con delicatezza, sotto un manto d’amore, di affetto e di gratitudine, la casa comune.
- Un grazie per tutto quello che ci dona da sempre, per la vita che da essa sprigiona in continuazione.
- Una preoccupazione per le devastazioni sempre in corso, che la sterilizzano nel suo progetto di essere madre e le rubano la bellezza naturale, segno della presenza del Creatore.
- Impegni e sforzi assunti insieme per ridonarle la bellezza perduta, senza escludere nessun figlio, ma nell’incontro fecondo delle razze, delle specie, delle culture e delle religioni... perché la Terra viva!
Per tutto questo ci vuole cura: non solo da parte di qualche sporadico Paese, ma di tutti. Tutte le nazioni devono sentirsi coinvolte in questo progetto fondamentale per la vita del pianeta.
E anche noi, nel nostro piccolo, quanto possiamo collaborare!
- Riscoprendo i valori della vera cittadinanza, che ci fa stare attenti al rispetto di ciò che la natura ci dona, ma anche di ciò che l’uomo vi ha costruito per aiutarla a essere sempre più madre.
- Innamorandoci di piante e fiori: “Davanti a un fiore rinasce un cuore”, mi diceva una nonnina del paese. Sperimentare come la Terra sia stata creata stupenda da Dio: non manca niente e niente è in più in questa biodiversità divina.
- Essendo attivi e impegnati, per esempio nello smaltimento dei rifiuti, che, ritornati alla madre Terra, aiuteranno nuovamente a generare vita.
Il discorso ci porta lontano.
Terminando: se oggi ti fermi un istante ad accarezzare un fiore, sentirai nel suo respiro il grazie e il sorriso dell’unica madre... e ti sentirai figlio e fratello di un’immensa famiglia.
Poi... troverai altri fiori.
Ciao
Don Nino Carta
2 luglio 2026
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