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“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

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Il giorno dopo.

Il giorno dopo.
Il racconto di Luigi Palamara 

Qualche mese più tardi Luigi fu invitato a parlare in un incontro pubblico.

Il tema era “Legalità e sviluppo”.

Quando lesse il titolo sorrise.

} Sempre parole grandi, disse ad Andrea.

} Questa volta parla tu.

Sul palco c’erano magistrati, politici, imprenditori, docenti e studenti.

Luigi non aveva preparato un discorso.

Quando gli diedero il microfono rimase qualche secondo in silenzio.

Poi disse:

} Io non so se la ’ndrangheta sia una holding.

Qualcuno sorrise.

} Non so se abbia un centro solo, dieci centri o cento.

Guardò la platea.

} So però che il potere si vede da una cosa molto semplice.

Fece una pausa.

} Da chi può risolvere un problema.

La sala si fece più attenta.

} Se un ragazzo trova lavoro soltanto tramite qualcuno, quel qualcuno ha potere.

} Se un’impresa ottiene credito soltanto bussando alla porta sbagliata, quella porta ha potere.

} Se una famiglia deve chiedere un favore per ottenere un diritto, chi concede quel favore ha potere.

Luigi vide Andrea in fondo alla sala.

} Per questo arrestare i mafiosi è necessario.

Nessuno si mosse.

} Ma non basta.

Si sentì qualche brusio.

} Bisogna fare in modo che, dopo l’arresto, nessuno debba andare a cercare un altro uomo capace di fare le stesse cose.

Il magistrato Leone abbassò lo sguardo.

Il sindaco rimase immobile.

Luigi concluse:

} La legalità vince quando smette di chiedere sacrifici impossibili a chi la pratica.

Poi restituì il microfono.

All’uscita il sole stava tramontando sullo Stretto.

Andrea raggiunse il padre.

} Bravo.

} Non cominciare.

} Ti sei emozionato?

} No.

} Sicuro?

} Vai a lavorare.

Camminarono insieme.

Poco più avanti c’erano studenti, imprenditori, funzionari pubblici, politici, avvocati.

Ognuno riprendeva la propria strada.

Reggio era lì, con le sue contraddizioni.

Bella abbastanza da illuderti.

Difficile abbastanza da costringerti a scegliere ogni giorno.

Andrea guardò suo padre.

} Allora chi comanda davvero?

Luigi non rispose subito.

Indicò la città.

} Comanda chi riesce a farsi necessario.

} E come lo sconfiggi?

Luigi guardò il mare.

} Facendo in modo che non lo sia più.

Camminarono ancora.

Le luci di Messina si accendevano una dopo l’altra.

Sembravano vicine.

Ma il mare era ancora in mezzo.

Luigi Palamara Giornalista,  Scrittore e Artista Aspromontàno 

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