PASSAPAROLA. “AMA CON TUTTO TE STESSO”
Non servono grandi gesti né palcoscenici illuminati: “amare con tutto te stesso” significa semplicemente esserci, con una presenza che non chiede nulla in cambio se non il bene dell’altro.
E questo, ad esempio, può significare avere la pazienza di saper ascoltare un silenzio pesante senza la fretta di riempirlo con qualche parola di circostanza, offrendo così uno spazio pieno d’amore nel quale ogni fragilità riesca a spogliarsi della paura.
Quando ci sforziamo di amare con tutto noi stessi, accettiamo di superare quelle barriere di protezione che erigiamo per paura di farci del male, spalancando il cuore al rischio “dolcissimo” di essere vulnerabili.
È così che il nostro amare non rimane un’operazione a metà, una scommessa con il freno a mano tirato per paura di farci del male. No, no, tutt’altro! Diventa, invece, un salto a braccia aperte nell’esistenza degli altri, fino a riempire le nostre mani aperte di ogni singolo battito del loro cuore.
Amare con tutto noi stessi ci aiuta a diventare custodi attenti di ogni piccolo dettaglio: prestando attenzione al modo in cui il volto degli altri si increspa per una serata nata storta, donando un sorriso o una carezza con semplicità, senza cerimonie, e così via…
Amare con tutto noi stessi diventa così dedizione pura, memoria affettiva che si fa tenerezza e impegno costante a smussare gli spigoli dei nostri piccoli o grandi egoismi, per farci porta aperta agli altri.
Certamente, un amore così non può mai essere un amore al risparmio o col contagocce, per paura di “restare a secco”. Scopriamo, così, che amare con tutto noi stessi può diventare la forma più alta di libertà: non una catena che soffoca, ma un’ancora ben salda in mezzo alle onde.
Ci si spoglia così di ogni finzione, fino a essere costretti a guardare dentro di noi e a cambiare il nostro intimo, ritrovandoci nella vita più vivi e più interi, consapevoli che solo spendendo tutto il nostro cuore e tutto il nostro essere non perdiamo nemmeno un frammento del nostro vivere: proprio come nell’Ostia consacrata, nella quale ogni frammento è tutto Gesù!
E non può che essere così: donando tutto, lo spazio della nostra vita si riempie soltanto d’amore… ossia di Dio!
Don Nino Carta
21.8.2026
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