PASSAPAROLA. “CURARE LA PROPRIA INTERIORITÀ”
Certamente, “curare la propria interiorità” non significa isolarsi dal mondo, ma costruire uno spazio sicuro dentro di noi, nel quale tornare ogni volta che la realtà esterna diventa troppo chiassosa e invadente.
E questo perché, in una società che premia la velocità, la produttività, l’apparenza e il vuoto, dedicarsi al nostro mondo interiore diventa davvero un atto rivoluzionario.
Significa, infatti, smettere di essere sempre di corsa per imparare ad ascoltarsi, cercando di portare la nostra attenzione su ciò che si muove sotto la superficie: le emozioni, i desideri, le paure e i tanti bisogni, troppo spesso ignorati.
Chiaramente, è un percorso che richiede, prima di tutto, silenzio e pazienza. Non si tratta di eliminare i pensieri negativi o di raggiungere uno stato di continua e artificiale felicità, ma di sviluppare una presenza consapevole verso tutto ciò che siamo e facciamo.
Per questo vedo il “curare la nostra interiorità” come un imparare a convivere con le nostre fragilità e a stare con esse senza giudicarle, trattandole con la stessa gentilezza che riserviamo agli aspetti positivi di noi stessi.
E tutto questo imparando a utilizzare strumenti come la scrittura, la meditazione, il contatto con la natura e anche momenti di solitudine, nei quali, di tanto in tanto, iniziare a fare un po’ di pulizia nella nostra mente, lasciando andare cose e pesi inutili per fare spazio a ciò che conta veramente per noi.
Deve essere anche per questo che, da più di sei anni, dopo tanti anni di corsa a perdifiato, Dio mi ha donato di venire a vivere in una località come Osidda, con la sua piccolezza, i suoi ritmi, i suoi profumi e i suoi silenzi, dove ho trovato più tempo per stare veramente accanto alle persone.
Quando la nostra interiorità è solida e curata, ciò che è fuori di noi sembra smettere di fare paura e ogni scelta nasce dalla serenità del nostro camminare, più che dalla fretta o dal giudizio degli altri.
Guardate, a questo riguardo, qualche sprazzo di sapienza qua e là nella storia:
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“C’è un pozzo molto profondo in me e in quel pozzo c’è Dio. A volte non riusciamo a raggiungerlo perché pietre, sassi e sabbia lo coprono e Dio sembra essere sepolto. Dobbiamo dissotterrarlo di nuovo!”
(Etty Hillesum) -
“La pace interiore non è assenza di tempeste, ma la calma all’interno delle tempeste. Curare il proprio giardino interiore è il primo passo per fiorire nel mondo.”
(Thich Nhat Hanh) -
“Il nostro compito non è cercare l’amore, ma semplicemente cercare e trovare tutte le barriere che abbiamo costruito dentro di noi contro di esso.”
(Sant’Agostino)
Don Nino Carta
20.8.2026
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