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PASSAPAROLA. “ESSERE UN APPOGGIO SICURO PER L’ALTRO”

PASSAPAROLA. “ESSERE UN APPOGGIO SICURO PER L’ALTRO”


L’invito che ci fa il passaparola di oggi, “Essere un appoggio sicuro per l’altro”, mi pare sia, prima di tutto, un invito a offrire uno spazio nel quale l’altro possa lasciar cadere la maschera.

Tutti, infatti, chi più e chi meno, indossiamo nella vita di ogni giorno corazze e maschere, cercando di gestire il nostro ruolo o, chissà, di essere all’altezza delle aspettative.

È per questo che incontrare qualcuno che si propone come un appoggio sicuro non è per niente facile; anzi, è una rarità e, proprio per questo, quando lo incontriamo, è una vera benedizione.

Perché? È chiaro che non si tratta di avere la soluzione pronta per ogni problema, né di caricare i pesi sulle spalle altrui: un porto, anche se sicuro, non ferma le tempeste, però resta lì, saldo, affinché la barca possa attraccare, riposare e poi… ripartire.

L’essenza di questo aiuto non consiste tanto nel risolvere i problemi, quanto nell’offrire una presenza che non giudica, che ascolta fino in fondo, che dice anche con il silenzio: “Puoi mostrarmi le tue fragilità, la tua rabbia o la tua confusione: tranquillo, io non me ne andrò né ti giudicherò”.

È chiaro che, per essere come un’ancora per gli altri, occorre aver trovato il proprio baricentro: non possiamo, infatti, sostenere nessuno se anche noi stiamo affondando. “Essere un appoggio sicuro” richiede confini sani e la capacità di dire anche dei no, quando necessario, insieme a una buona dose di stabilità emotiva.

Per questo dobbiamo vivere questi momenti come un vero servizio, fatto di piccoli gesti: mantenere una promessa, offrire uno sguardo fiducioso quando tutto sembra andare storto o, semplicemente, saper stare insieme in silenzio.

In fin dei conti, quello che possiamo dare agli altri non è la possibilità di cambiare il loro mondo, ma la certezza che non affronteranno la sfida da soli.

A questo punto mi è venuto un pensiero: “Ma io mi rendo conto, ogni tanto, di essere un rifugio per qualcuno oppure, chissà, sono io stesso alla ricerca di un porto dove poter approdare?”

Facciamoci coraggio: è normale sentirci, ogni tanto, deboli e stanchi ed essere anche noi alla ricerca di un approdo, staccando un po’ dal lavoro per ritagliarci spazi di silenzio e di preghiera, sapendo che Dio c’è sempre ed è sempre a disposizione!

Basta percorrere la via che ci ha indicato: amare fino alla fine! Niente, infatti, può fermare la strada dell’amore e, così, il nostro “essere un appoggio sicuro per l’altro”.

Allora avanti: il mantra “Ama e capirai” illuminerà la strada!

Don Nino Carta
23.8.2026

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