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PALAZZO SAN GIORGIO E L’ELOGIO DEL LAVORO

PALAZZO SAN GIORGIO E L’ELOGIO DEL LAVORO

L'INTERVISTA di Luigi Palamara ad Emiliano Imbalzano

Reggio Calabria 1 settembre 2026. L'attività amministrativa è ripartita tra affari istituzionali, legalità e beni confiscati. Tra toni collaborativi e lo spirito "h24" promosso dal sindaco, la vera prova del nove si vedrà nei fatti concreti e nella qualità dei servizi offerti alla città.

A Palazzo San Giorgio si lavora.

Detta così, dovrebbe essere una notizia del tutto ordinaria. E invece, nella politica italiana, ogni volta che si torna a parlare seriamente di lavoro istituzionale si avverte quasi il bisogno di sottolinearlo, come se l’applicazione fosse diventata una virtù eccezionale anziché un requisito del mestiere.

Le commissioni consiliari hanno avviato la loro attività. Sono il luogo meno appariscente e forse più utile della vita amministrativa: vi siedono consiglieri di maggioranza e di opposizione, si esaminano questioni, si discutono correttivi, si preparano gli argomenti destinati poi al Consiglio comunale.

Niente di memorabile, in apparenza. Ma è spesso proprio qui che si misura la qualità di un’assemblea.

Emiliano Imbalzano, presidente della seconda commissione, parla di consiglieri attenti, scrupolosi, impegnati con perizia. È un buon inizio. Anche perché la seconda commissione non si occupa di materie ornamentali: affari istituzionali, personale, organizzazione dei servizi, beni confiscati, legalità.

Temi nei quali la retorica serve poco e la precisione molto.

Nell'intervista emerge anche una certa soddisfazione per il clima che si sarebbe creato tra maggioranza e minoranza. Se il confronto è serio, c’è da rallegrarsene. Le commissioni dovrebbero servire esattamente a questo: discutere prima di votare, capire prima di contrapporsi, correggere prima che una decisione diventi definitiva.

Naturalmente, collaborazione non significa confusione dei ruoli.

La maggioranza ha il compito di governare. L’opposizione quello di controllare.

Quando entrambe fanno bene il proprio mestiere, non si indeboliscono a vicenda: rafforzano l’istituzione.

C’è poi l’immagine di uno spirito “stacanovistico” trasmesso dal sindaco, fino all’idea di un’attività quotidiana, continua, quasi “h24”.

È una formula efficace.

Forse perfino troppo.

Le amministrazioni pubbliche non hanno bisogno di eroismi permanenti, né di uffici trasformati in caserme. Hanno bisogno di continuità, competenza, responsabilità. Il buon governo non si misura dal numero delle ore dichiarate, ma dalla qualità delle risposte date.

Per questo il nuovo fervore amministrativo sarà interessante da osservare non tanto nelle intenzioni quanto negli effetti.

Se il personale funzionerà meglio. Se i servizi saranno organizzati con maggiore razionalità. Se sui beni confiscati arriveranno atti concreti. Se la legalità sarà praticata, oltre che evocata. Se le commissioni produrranno proposte utili invece di semplici verbali.

La politica municipale ha un vantaggio rispetto a quella nazionale: non può nascondersi troppo a lungo dietro le parole. Una strada resta dissestata anche dopo un ottimo comunicato. Un ufficio inefficiente continua a esserlo dopo una bella dichiarazione. Un servizio che non funziona possiede una testardaggine che nessuna retorica riesce a correggere.

Il primo settembre 2026, dunque, Palazzo San Giorgio restituisce l’immagine di una macchina amministrativa che vuole muoversi.

È positivo.

Ma le macchine pubbliche hanno una curiosa abitudine: fanno molto rumore quando partono e vengono giudicate soltanto quando arrivano.

Le commissioni hanno iniziato il loro lavoro.

Ora resta da vedere dove condurrà.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno. 

@luigi.palamara PALAZZO SAN GIORGIO E L’ELOGIO DEL LAVORO L'INTERVISTA di Luigi Palamara ad Emiliano Imbalzano Reggio Calabria 1 settembre 2026. L'attività amministrativa è ripartita tra affari istituzionali, legalità e beni confiscati. Tra toni collaborativi e lo spirito "h24" promosso dal sindaco, la vera prova del nove si vedrà nei fatti concreti e nella qualità dei servizi offerti alla città. A Palazzo San Giorgio si lavora. Detta così, dovrebbe essere una notizia del tutto ordinaria. E invece, nella politica italiana, ogni volta che si torna a parlare seriamente di lavoro istituzionale si avverte quasi il bisogno di sottolinearlo, come se l’applicazione fosse diventata una virtù eccezionale anziché un requisito del mestiere. Le commissioni consiliari hanno avviato la loro attività. Sono il luogo meno appariscente e forse più utile della vita amministrativa: vi siedono consiglieri di maggioranza e di opposizione, si esaminano questioni, si discutono correttivi, si preparano gli argomenti destinati poi al Consiglio comunale. Niente di memorabile, in apparenza. Ma è spesso proprio qui che si misura la qualità di un’assemblea. Emiliano Imbalzano, presidente della seconda commissione, parla di consiglieri attenti, scrupolosi, impegnati con perizia. È un buon inizio. Anche perché la seconda commissione non si occupa di materie ornamentali: affari istituzionali, personale, organizzazione dei servizi, beni confiscati, legalità. Temi nei quali la retorica serve poco e la precisione molto. Nel racconto emerge anche una certa soddisfazione per il clima che si sarebbe creato tra maggioranza e minoranza. Se il confronto è serio, c’è da rallegrarsene. Le commissioni dovrebbero servire esattamente a questo: discutere prima di votare, capire prima di contrapporsi, correggere prima che una decisione diventi definitiva. Naturalmente, collaborazione non significa confusione dei ruoli. La maggioranza ha il compito di governare. L’opposizione quello di controllare. Quando entrambe fanno bene il proprio mestiere, non si indeboliscono a vicenda: rafforzano l’istituzione. C’è poi l’immagine di uno spirito “stacanovistico” trasmesso dal sindaco, fino all’idea di un’attività quotidiana, continua, quasi “h24”. È una formula efficace. Forse perfino troppo. Le amministrazioni pubbliche non hanno bisogno di eroismi permanenti, né di uffici trasformati in caserme. Hanno bisogno di continuità, competenza, responsabilità. Il buon governo non si misura dal numero delle ore dichiarate, ma dalla qualità delle risposte date. Per questo il nuovo fervore amministrativo sarà interessante da osservare non tanto nelle intenzioni quanto negli effetti. Se il personale funzionerà meglio. Se i servizi saranno organizzati con maggiore razionalità. Se sui beni confiscati arriveranno atti concreti. Se la legalità sarà praticata, oltre che evocata. Se le commissioni produrranno proposte utili invece di semplici verbali. La politica municipale ha un vantaggio rispetto a quella nazionale: non può nascondersi troppo a lungo dietro le parole. Una strada resta dissestata anche dopo un ottimo comunicato. Un ufficio inefficiente continua a esserlo dopo una bella dichiarazione. Un servizio che non funziona possiede una testardaggine che nessuna retorica riesce a correggere. Il primo settembre 2026, dunque, Palazzo San Giorgio restituisce l’immagine di una macchina amministrativa che vuole muoversi. È positivo. Ma le macchine pubbliche hanno una curiosa abitudine: fanno molto rumore quando partono e vengono giudicate soltanto quando arrivano. Le commissioni hanno iniziato il loro lavoro. Ora resta da vedere dove condurrà. Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno.  #emilianoimbalzano #presidentecommissione #politica #reggiocalabria #luigipalamara ♬ audio originale - Luigi Palamara

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