Reggio Calabria, basta alzare gli occhi: la meraviglia nascosta dietro le nostre lamentele
PASSEGGIATE NELL'ANIMA DI UNA CITTÀ
Riscoprire il lusso di camminare a piedi, di custodire le proprie radici e di innamorarsi di nuovo di una casa che, tra ferite e splendore, sa ancora togliere il fiato.
L'Editoriale di Luigi Palamara
Oggi ho ricominciato a camminare.
A piedi, naturalmente. Perché una città, se vuoi capirla davvero, devi consumarla con le scarpe. Devi attraversarla senza vetri, senza motori, senza quella fretta idiota che ci fa passare accanto alle cose senza vederle.
Cammino, incontro persone, scambio qualche parola, raccolgo un saluto. Poi osservo.
È forse questa la parte più importante.
Osservare.
Alzare gli occhi.
Perché Reggio Calabria, quando la guardi davvero, ha un difetto imperdonabile: è bella.
Bella nonostante tutto.
Nonostante le buche, le polemiche, le cose che non funzionano, le occasioni perdute, le lamentele quotidiane e quella nostra maledetta abitudine di cercare sempre ciò che manca invece di accorgerci di ciò che abbiamo.
Siamo diventati bravissimi a vedere il brutto.
Lo cerchiamo quasi con metodo. Ci alziamo la mattina pronti a criticare la città, il vicino, l'amministratore, il commerciante, il traffico, il marciapiede, il mondo intero. Tutti colpevoli, tranne noi.
E intanto la bellezza ci passa davanti.
Un angolo di mare.
Una facciata accesa dalla luce.
Una strada che all'improvviso si apre sullo Stretto.
Un cielo che altrove pagherebbero per avere.
Noi invece niente. Testa bassa e lamento pronto.
Io questa città la amo.
La amo con tutti i suoi difetti, che conosco e che non ho nessuna intenzione di nascondere. Amare un luogo non significa raccontarsi che sia perfetto. Significa semmai conoscerne le ferite e continuare a riconoscerlo come casa.
E Reggio Calabria per me è questo.
Casa.
Essere uno degli oltre centosessantamila cittadini che la abitano mi rende felice. Non perché tutto vada bene. Sarebbe una sciocchezza dirlo. Ma perché qui, tra contraddizioni e meraviglie, continuo a trovare qualcosa capace di sorprendermi.
Basta fermarsi.
Basta guardare.
Basta, per qualche minuto, smettere di essere giudici di tutto e tornare semplicemente cittadini.
Nel video ci sono soltanto alcuni scorci. Piccole immagini raccolte durante una passeggiata. Non pretendono di raccontare Reggio Calabria interamente. Raccontano soltanto il mio modo di guardarla.
Quello di chi sa che i problemi esistono, ma rifiuta di permettere ai problemi di diventare l'unica cosa visibile.
Perché una città non è soltanto ciò che non funziona.
È anche quello che resiste.
È quello che emoziona.
È quello che, ogni tanto, ti costringe a fermarti e dire: guarda che meraviglia.
Viva Reggio Calabria.
La città che mi ospita.
La mia casa.
Dopo Roccaforte del Greco, naturalmente.
Perché certe radici non si discutono.
Ma certi amori, sì, si possono raccontare.
Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere
@luigi.palamara Reggio Calabria, basta alzare gli occhi: la meraviglia nascosta dietro le nostre lamentele PASSEGGIATE NELL'ANIMA DI UNA CITTÀ Riscoprire il lusso di camminare a piedi, di custodire le proprie radici e di innamorarsi di nuovo di una casa che, tra ferite e splendore, sa ancora togliere il fiato. L'Editoriale di Luigi Palamara Oggi ho ricominciato a camminare. A piedi, naturalmente. Perché una città, se vuoi capirla davvero, devi consumarla con le scarpe. Devi attraversarla senza vetri, senza motori, senza quella fretta idiota che ci fa passare accanto alle cose senza vederle. Cammino, incontro persone, scambio qualche parola, raccolgo un saluto. Poi osservo. È forse questa la parte più importante. Osservare. Alzare gli occhi. Perché Reggio Calabria, quando la guardi davvero, ha un difetto imperdonabile: è bella. Bella nonostante tutto. Nonostante le buche, le polemiche, le cose che non funzionano, le occasioni perdute, le lamentele quotidiane e quella nostra maledetta abitudine di cercare sempre ciò che manca invece di accorgerci di ciò che abbiamo. Siamo diventati bravissimi a vedere il brutto. Lo cerchiamo quasi con metodo. Ci alziamo la mattina pronti a criticare la città, il vicino, l'amministratore, il commerciante, il traffico, il marciapiede, il mondo intero. Tutti colpevoli, tranne noi. E intanto la bellezza ci passa davanti. Un angolo di mare. Una facciata accesa dalla luce. Una strada che all'improvviso si apre sullo Stretto. Un cielo che altrove pagherebbero per avere. Noi invece niente. Testa bassa e lamento pronto. Io questa città la amo. La amo con tutti i suoi difetti, che conosco e che non ho nessuna intenzione di nascondere. Amare un luogo non significa raccontarsi che sia perfetto. Significa semmai conoscerne le ferite e continuare a riconoscerlo come casa. E Reggio Calabria per me è questo. Casa. Essere uno degli oltre centosessantamila cittadini che la abitano mi rende felice. Non perché tutto vada bene. Sarebbe una sciocchezza dirlo. Ma perché qui, tra contraddizioni e meraviglie, continuo a trovare qualcosa capace di sorprendermi. Basta fermarsi. Basta guardare. Basta, per qualche minuto, smettere di essere giudici di tutto e tornare semplicemente cittadini. Nel video ci sono soltanto alcuni scorci. Piccole immagini raccolte durante una passeggiata. Non pretendono di raccontare Reggio Calabria interamente. Raccontano soltanto il mio modo di guardarla. Quello di chi sa che i problemi esistono, ma rifiuta di permettere ai problemi di diventare l'unica cosa visibile. Perché una città non è soltanto ciò che non funziona. È anche quello che resiste. È quello che emoziona. È quello che, ogni tanto, ti costringe a fermarti e dire: guarda che meraviglia. Viva Reggio Calabria. La città che mi ospita. La mia casa. Dopo Roccaforte del Greco, naturalmente. Perché certe radici non si discutono. Ma certi amori, sì, si possono raccontare. Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere #reggiocalabria #luigipalamara #roccafortedelgreco #editoriale #bellezza ♬ Wait a minute - Кеysi Rock
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