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Oltre la scivolata: difendiamo il merito e la visione di Marco Franchini.

Oltre la scivolata: difendiamo il merito e la visione di Marco Franchini.

​Un passo falso non cancella la competenza e il valore di un amministratore. La politica reggina ha bisogno di costruire, non di demolire sistematicamente chi ci rappresenta.

Marco Franchini oltre la défaillance

L'Editoriale di Luigi Palamara 

Quanti rospi bisogna ingoiare, in questa città, prima di poter dire che si è fatto il callo. Diffamazioni continue. Offese. Minacce personali. Perfino l’insinuazione più odiosa per chi fa questo mestiere con serietà: mettere in dubbio la mia iscrizione all’Ordine dei Giornalisti. Come a voler far credere che io vada in giro usurpando un titolo che non possiedo, raccontando corbellerie e vendendole per verità.

È questa la misura di certa gente. Gente piccola, rancorosa, invidiosa. Gente che, frustrata dalla propria esistenza, pensa di potersi riscattare insozzando quella degli altri. Vorrebbero trascinarti nella fogna in cui vivono, convinti che il fango, a forza di lanciarlo, finisca per sporcare tutto. È il copione più vecchio del mondo: non ti odiano perché fai, ti odiano perché fai meglio di loro.

Ma lasciamo da parte, per un momento, il doveroso preambolo. Perché oggi voglio parlare di Marco Franchini, assessore del Comune di Reggio Calabria.

Un assessore. Un tecnico. Una risorsa. Una di quelle figure che una città seria dovrebbe saper riconoscere, rispettare e mettere nelle condizioni di lavorare. Nei giorni scorsi Franchini è scivolato su una buccia di banana. Può accadere. È accaduto. E un giornalista bravo e preparato come Danilo Lupi è stato abile a coglierlo in fallo.

Bene. Preso atto dell’episodio, che facciamo? Lo processiamo per una frase? Lo archiviamo come se un inciampo bastasse a cancellare una storia personale, professionale e amministrativa? Davvero pensiamo che una battuta infelice, per quanto infelice, possa bastare a demolire il valore di una persona, le sue capacità, la sua visione, il suo talento?

No. Non funziona così. O almeno non dovrebbe funzionare così.

Una frase può lasciare il segno, certo. Può fare rumore, può alimentare polemiche, può prestarsi alla caricatura. Ma il tempo, che resta il più onesto dei giudici, ha una qualità che i forcaioli ignorano: rimette ogni cosa al suo posto. Ridimensiona il clamore, separa l’errore dalla sostanza, e alla fine consegna il conto soltanto ai fatti.

Ed è dai fatti che Marco Franchini andrebbe giudicato.

Franchini, come tutti gli assessori, come tutti i consiglieri di maggioranza e di minoranza, come i presidenti di circoscrizione e i consiglieri tutti, rappresenta un punto di riferimento istituzionale. A queste persone bisogna chiedere conto, certo. Bisogna pungolarle, stimolarle, incalzarle perfino, quando serve. Perché amministrare non è una passeggiata e nessuno dev’essere sottratto al giudizio pubblico. Ma un conto è il controllo, altro conto è la demolizione sistematica. Un conto è la critica, altro conto è il dileggio.

Non denigriamoli. Non facciamoci prendere dal gusto sciocco della distruzione. Distruggere è facile, costruire è difficile. Distruggere è istinto, costruire è intelligenza. Distruggere è il riflesso dei mediocri, costruire è la fatica di chi ha responsabilità.

E allora remiamo tutti insieme per questa città. Per Reggio Calabria e per tutta la Città Metropolitana. Diamo la possibilità a chi, come Marco Franchini, ha talento e capacità, di dimostrare ciò che vale. Non consentiamo a nessuno di deridere chi oggi ci rappresenta. Perché anche quando non lo abbiamo votato, chi ricopre un ruolo pubblico rappresenta tutti. Tutti.

Forse basterebbe questo semplice atteggiamento per guardare le cose in modo diverso. Non è una lezione, non è un consiglio impartito dall’alto, non è una verità scolpita nella pietra. È una riflessione personale, nient’altro. Ma è una riflessione che nasce dalla convinzione che uomini come Franchini vadano difesi, sostenuti e messi nelle condizioni di dare il meglio.

Forza Marco. La città, molti cittadini, e io tra questi, si aspettano molto da te.

Le immagini del porto che hai in mente, e che in anteprima mi hai fatto appena intravedere per pochi secondi, sono bastate a trasmettermi una certezza: visione, capacità e coraggio non ti mancano. E oggi, in una stagione in cui abbonda la parola e difetta il pensiero, non è poco.

Vai avanti. Aiutaci a migliorare questa città con il tuo talento. E se ogni tanto dovesse scappare una frase infelice, ebbene, mettiamola nella giusta proporzione.

Perché, di fronte a ciò che davvero conta, chissenefrega.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno 

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