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REGGIO CALABRIA, CAMBIA IL COMANDO. NON CAMBIA IL DOVERE

REGGIO CALABRIA, CAMBIA IL COMANDO. NON CAMBIA IL DOVERE

Il colonnello Massimiliano Sole alla guida dei Carabinieri reggini raccoglie l'eredità del generale Cesario Totaro. Una nuova squadra, la stessa missione: contrastare la 'ndrangheta, proteggere i cittadini e garantire la presenza dello Stato anche nei centri più piccoli.

L'Editoriale di Luigi Palamara 

A Reggio Calabria è arrivato il Sole. Con la maiuscola, naturalmente. Massimiliano Sole, colonnello dei Carabinieri, è il nuovo comandante provinciale. Una battuta inevitabile, accolta con un sorriso. Ma in una terra dove la bellezza del paesaggio convive da troppo tempo con le ombre della criminalità, persino un gioco di parole può assumere un significato particolare.

Al di là delle coincidenze, c'è una considerazione che merita attenzione: nell'Arma dei Carabinieri cambiano gli uomini, non il senso del dovere.

Gli avvicendamenti nei posti di comando appartengono alla naturale vita di un'istituzione militare. Non sono rivoluzioni, né rotture con il passato. Sono passaggi di responsabilità, occasioni di crescita professionale e strumenti attraverso i quali esperienze diverse contribuiscono a rafforzare l'organizzazione.

Un comandante arriva, lavora, lascia un'impronta e passa il testimone. La divisa resta, così come restano i valori che rappresenta.

Il colonnello Sole lo ha ricordato rendendo omaggio al suo predecessore, il generale Cesario Totaro, al quale è legato da un'amicizia trentennale. Ne ha riconosciuto il lavoro e il contributo al prestigio dell'Arma e alla sua vicinanza alla popolazione. Un riconoscimento tutt'altro che secondario, in un'epoca nella quale chi subentra sembra spesso avvertire il bisogno di prendere le distanze da chi lo ha preceduto.

Le istituzioni solide, invece, non ricominciano ogni volta da zero. Custodiscono ciò che funziona e costruiscono su quanto è stato realizzato.

La nuova squadra presentata a Reggio Calabria, composta da ufficiali con esperienze operative, territoriali e internazionali, rappresenta proprio questa fisiologica capacità di rinnovamento. Non una semplice rotazione di nomi, ma un patrimonio di competenze che si arricchisce attraverso incarichi e destinazioni differenti.

Eppure, più dei gradi e dei curricula, a raccontare il significato della presenza dei Carabinieri sul territorio è un numero: 88.

Sono le Stazioni dell'Arma distribuite nella provincia reggina. Ottantotto presìdi che, soprattutto nei piccoli centri, rappresentano spesso il volto più immediato e riconoscibile dello Stato.

Una Stazione Carabinieri non è soltanto un edificio con una bandiera. È il luogo dove un anziano può chiedere protezione, un commerciante trovare il coraggio di denunciare, una famiglia cercare aiuto. È la certezza che anche nei paesi più lontani dai grandi centri esista qualcuno chiamato ad ascoltare e intervenire.

Qui si misura la forza della Benemerita. Non soltanto nelle grandi operazioni contro la criminalità organizzata, ma nella quotidianità silenziosa di chi conosce le strade, le persone e le difficoltà di una comunità.

Sole ha indicato nella lotta alla 'ndrangheta la priorità investigativa, senza dimenticare quei reati considerati minori che provocano un profondo allarme sociale. Come le truffe agli anziani, nelle quali criminali senza scrupoli arrivano a fingersi Carabinieri per approfittare della fiducia delle vittime.

L'arresto in flagranza di un presunto truffatore da parte dei militari della Stazione di San Ferdinando, ricordato dal nuovo comandante, dimostra quanto la sicurezza si costruisca anche attraverso interventi apparentemente ordinari.

Perché per chi subisce un sopruso non esistono reati di serie B.

Significativa anche la scelta di presentare i giovani allievi marescialli del 14° corso triennale, impegnati in un percorso formativo che alterna studio e servizio operativo in territori differenti. Una generazione chiamata a imparare che comandare non significa soltanto impartire ordini, ma conoscere gli uomini, comprenderne i bisogni e assumersi responsabilità.

È una scuola di vita prima ancora che di professione. Perché l'autorevolezza non si eredita con i gradi: si conquista sul campo.

Il nuovo comandante porta con sé anche l'esperienza investigativa maturata ad Agrigento e nelle collaborazioni con organismi internazionali, tra cui l'FBI. Un bagaglio importante per affrontare una realtà complessa come quella calabrese, dove la criminalità organizzata non esercita soltanto violenza, ma cerca di condizionare l'economia e la libertà delle persone.

«Non devono avere paura di alzare la testa contro il fenomeno della 'ndrangheta, perché le istituzioni ci sono e sono al loro fianco».

È forse questa la frase più significativa pronunciata dal colonnello Sole.

Un messaggio che contiene una promessa, ma anche una responsabilità. Perché la fiducia dei cittadini non si ottiene con le dichiarazioni: si conquista attraverso la presenza, la coerenza e i risultati.

La Calabria non ha bisogno di uomini della provvidenza. Ha bisogno di istituzioni credibili, comandanti preparati e Carabinieri capaci di essere vicini alla gente, soprattutto dove la solitudine e la paura rischiano di diventare terreno fertile per il potere criminale.

Ed è proprio qui che gli avvicendamenti assumono il loro significato più autentico. Ogni ufficiale porta esperienza, sensibilità e metodo, ma nessuno è proprietario del comando che gli viene affidato. Quel comando appartiene all'Istituzione e, attraverso di essa, al servizio dei cittadini.

Nella sua tradizione migliore, l'Arma insegna che il prestigio non deriva dall'indispensabilità di un singolo, ma dalla capacità di garantire continuità anche quando cambiano i protagonisti.

Il generale Totaro lascia il testimone. Il colonnello Sole lo raccoglie. La nuova squadra comincia il proprio lavoro.

Senza bisogno di proclami, perché saranno i fatti a parlare.

E allora, tornando alla battuta iniziale, ben venga il Sole su Reggio Calabria. Purché a illuminare questa nuova stagione non sia soltanto un cognome, ma il lavoro quotidiano di chi indossa una divisa e sa che il proprio compito non finisce con un turno di servizio o con un cambio di comando.

Perché gli uomini passano, le responsabilità si tramandano e la Benemerita resta.

E il suo valore più grande è proprio questo: far sentire ai cittadini che, anche quando cambiano i volti, lo Stato continua a esserci.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno 

@luigi.palamara

IL COLONNELLO MASSIMILIANO SOLE È IL NUOVO COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI REGGIO CALABRIA Con il nuovo Comandante Provinciale si rinnova la squadra degli Ufficiali alla guida dei principali reparti dell’Arma sul territorio  Il Colonnello Massimiliano Sole è il nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria. L’Ufficiale ha recentemente assunto il prestigioso incarico, raccogliendo il testimone alla guida dell’Arma provinciale e iniziando il proprio percorso alla guida dei Carabinieri impegnati quotidianamente nel servizio d’Istituto sull’intero territorio reggino. Il nuovo incarico si inserisce in un momento di rinnovamento dei vertici dell’Arma provinciale, con l’arrivo di nuovi Ufficiali destinati a ricoprire importanti responsabilità nei principali reparti del territorio. In particolare, hanno recentemente assunto i rispettivi incarichi: il Tenente Colonnello Pierangelo Iannicca, Comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Reggio Calabria; il Tenente Colonnello Francesco Di Pinto, Comandante del Gruppo Carabinieri di Locri; il Capitano Alessandro Bonsignore, Comandante della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria; il Capitano Francesco Severi, Comandante della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo; il Capitano Emanuele Palombi, Comandante della Compagnia Carabinieri di Locri; il Capitano Guido Rosati, Comandante della Compagnia Carabinieri di Palmi. L’avvicendamento interessa alcuni dei principali incarichi di comando dell’Arma nella provincia e rappresenta un momento significativo nel naturale percorso professionale degli Ufficiali dei Carabinieri, chiamati a mettere a disposizione del territorio esperienze, competenze e professionalità maturate nel corso delle rispettive carriere. Il nuovo assetto di comando sarà orientato a proseguire e rafforzare l’azione dell’Arma sul territorio, attraverso una strategia fondata sulla prossimità ai cittadini, sulla prevenzione, sul controllo del territorio e sull’efficacia dell’attività investigativa. Particolare attenzione sarà rivolta al contrasto della criminalità organizzata e dei fenomeni criminali di maggiore allarme sociale, alla tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione e alla prevenzione dei reati, attraverso il costante raccordo tra i diversi reparti dell’Arma e la collaborazione con la Magistratura, le altre Forze di polizia e le Istituzioni. Nel corso della conferenza stampa, il Comandante Provinciale, Colonnello Massimiliano Sole, ha inoltre presentato sei Marescialli Allievi, frequentatori del terzo anno del 14° Corso triennale presso la Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze, attualmente impegnati presso i reparti territoriali della provincia nell’ambito del percorso di “Training on the Job”. Il Training on the Job costituisce una peculiare dinamica formativa dell’Arma dei Carabinieri e rappresenta un elemento qualificante del percorso professionale dei futuri Marescialli. Il terzo anno del corso prevede infatti un periodo di formazione direttamente sul campo, presso i reparti dell’Arma Territoriale, consentendo agli Allievi di affiancare il personale in servizio e di confrontarsi concretamente con le attività quotidiane delle Stazioni e dei reparti. Il percorso formativo si sviluppa attraverso tre articolazioni territoriali – Nord, Centro e Sud Italia –, alternando l’esperienza operativa presso i reparti alla formazione e alle attività didattiche previste dal corso. Gli Allievi hanno così la possibilità di mettere in pratica le conoscenze teoriche e tecnico-professionali acquisite durante il percorso di studi, maturando esperienza diretta nel rapporto con i cittadini, nel controllo del territorio e nelle attività istituzionali dell’Arma. La presenza dei sei Marescialli Allievi nella provincia di Reggio Calabria rappresenta quindi un’importante occasione di formazione sul campo e di crescita Articolo completo su CartaStraccia.News

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IINTERVISTA AL Colonnello Massimiliano Sole Comandante Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria IL COLONNELLO MASSIMILIANO SOLE È IL NUOVO COMANDANTE PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI REGGIO CALABRIA Con il nuovo Comandante Provinciale si rinnova la squadra degli Ufficiali alla guida dei principali reparti dell’Arma sul territorio Il Colonnello Massimiliano Sole è il nuovo Comandante Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria. L’Ufficiale ha recentemente assunto il prestigioso incarico, raccogliendo il testimone alla guida dell’Arma provinciale e iniziando il proprio percorso alla guida dei Carabinieri impegnati quotidianamente nel servizio d’Istituto sull’intero territorio reggino. Il nuovo incarico si inserisce in un momento di rinnovamento dei vertici dell’Arma provinciale, con l’arrivo di nuovi Ufficiali destinati a ricoprire importanti responsabilità nei principali reparti del territorio. In particolare, hanno recentemente assunto i rispettivi incarichi: il Tenente Colonnello Pierangelo Iannicca, Comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Reggio Calabria; il Tenente Colonnello Francesco Di Pinto, Comandante del Gruppo Carabinieri di Locri; il Capitano Alessandro Bonsignore, Comandante della Compagnia Carabinieri di Reggio Calabria; il Capitano Francesco Severi, Comandante della Compagnia Carabinieri di Melito Porto Salvo; il Capitano Emanuele Palombi, Comandante della Compagnia Carabinieri di Locri; il Capitano Guido Rosati, Comandante della Compagnia Carabinieri di Palmi. L’avvicendamento interessa alcuni dei principali incarichi di comando dell’Arma nella provincia e rappresenta un momento significativo nel naturale percorso professionale degli Ufficiali dei Carabinieri, chiamati a mettere a disposizione del territorio esperienze, competenze e professionalità maturate nel corso delle rispettive carriere. Il nuovo assetto di comando sarà orientato a proseguire e rafforzare l’azione dell’Arma sul territorio, attraverso una strategia fondata sulla prossimità ai cittadini, sulla prevenzione, sul controllo del territorio e sull’efficacia dell’attività investigativa. Particolare attenzione sarà rivolta al contrasto della criminalità organizzata e dei fenomeni criminali di maggiore allarme sociale, alla tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione e alla prevenzione dei reati, attraverso il costante raccordo tra i diversi reparti dell’Arma e la collaborazione con la Magistratura, le altre Forze di polizia e le Istituzioni. Nel corso della conferenza stampa, il Comandante Provinciale, Colonnello Massimiliano Sole, ha inoltre presentato sei Marescialli Allievi, frequentatori del terzo anno del 14° Corso triennale presso la Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri di Firenze, attualmente impegnati presso i reparti territoriali della provincia nell’ambito del percorso di “Training on the Job”. Il Training on the Job costituisce una peculiare dinamica formativa dell’Arma dei Carabinieri e rappresenta un elemento qualificante del percorso professionale dei futuri Marescialli. Il terzo anno del corso prevede infatti un periodo di formazione direttamente sul campo, presso i reparti dell’Arma Territoriale, consentendo agli Allievi di affiancare il personale in servizio e di confrontarsi concretamente con le attività quotidiane delle Stazioni e dei reparti. Il percorso formativo si sviluppa attraverso tre articolazioni territoriali – Nord, Centro e Sud Italia –, alternando l’esperienza operativa presso i reparti alla formazione e alle attività didattiche previste dal corso. Gli Allievi hanno così la possibilità di mettere in pratica le conoscenze teoriche e tecnico-professionali acquisite durante il percorso di studi, maturando esperienza diretta nel rapporto con i cittadini, nel controllo del territorio e nelle attività istituzionali dell’Arma.

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