Occhiuto e la Calabria che muore.
L'Editoriale di Luigi Palamara
Occhiuto candidato a Presidente della Calabria? Una follia.
Una farsa.
Un insulto alla ragione. Alla Regione.
La politica gioca. Comanda. Decide. Ma non serve.
Chi dovrebbe proteggere, abbandona.
Chi dovrebbe curare, ignora.
C’è una posizione giudiziaria. Non sparita. Non risolta. Non considerata.
Eppure si va avanti. Come nulla fosse.
La politica non è poltrona. Non è carriera. È servizio. Servizio ai cittadini. Non al proprio ego.
Occhiuto, come tanti altri, confonde potere con responsabilità. Comando con dovere.
Etica zero. Rossore assente. Paradigma spezzato.
Poi il balletto dei candidati. Tutti i parlamentari di Fratelli d’Italia in campo. Un gioco di partito. Un segnale oscuro.
Ma intanto la Calabria muore.
Muore di sanità assente.
Muore di disoccupazione presente.
Muore di speranza negata.
E c’è chi ride.
Ride sarcasticamente, come se il dramma fosse commedia.
Ride per non vedere. Ride per non capire. Ride per non giudicare.
Ma è una risata amara. Una risata che sa di morte politica.
Eppure continuano a ridere.
Fino a quando? Fino a quando la risata non si spezzerà.
E allora sarà troppo tardi.
E alla fine resta solo una certezza: chi comanda ha il potere.
Chi serve ha il dovere.
E la Calabria resta sola. Sempre sola.
Luigi Palamara – Tutti i diritti riservati, Reggio Calabria 30 agosto 2025
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