Ho visto chiudere la bara
della persona che più amavo al mondo,
ho sentito il legno scivolare,
il suono sordo della terra che copre,
e in quel momento ho capito
che niente di ciò che dite o fate
può farmi male davvero.
Le parole sono pugni d'aria,
i vostri sguardi, lame spuntate.
Non c'è niente di più freddo
del vuoto che mi ha lasciato,
niente di più scuro della fossa
dove ho seppellito il cuore.
Quindi, provate pure a ferirmi,
a graffiare le mie cicatrici,
ma vi avverto:
ciò che è morto dentro di me
è più forte di qualunque cosa viva in voi.
E non c'è dolore che possa
superare quello che ho già attraversato.
Luigi Palamara
Giornalista e Artista Aspromontàno
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