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Reggio Calabria, il Natale di chi veglia: divise in servizio mentre la città festeggia.

Reggio Calabria, il Natale di chi veglia: divise in servizio mentre la città festeggia
L'Editoriale di Luigi Palamara 

Il Natale, si dice, è la festa degli affetti. Ma è anche — e forse soprattutto — la festa di chi, mentre gli altri si stringono attorno a una tavola imbandita, resta in piedi. In servizio. Con la divisa addosso e il dovere ben saldo sulle spalle.

Ai Carabinieri, donne e uomini che ogni giorno garantiscono sicurezza e legalità a questo Paese spesso distratto, va un augurio che non ha nulla di cerimoniale. Perché il loro lavoro non è un mestiere come gli altri: è una scelta quotidiana, silenziosa, talvolta ingrata. Una scelta che non conosce orari, festività, indulgenze.

Un pensiero particolare va ai Carabinieri di Reggio Calabria e al Comandante Provinciale, Generale Cesario Totaro, chiamati a operare in una terra complessa e bellissima, dove lo Stato non può permettersi di essere un’idea astratta ma deve farsi presenza concreta, visibile, credibile.

Ma il Natale della sicurezza e del servizio non ha un solo colore di divisa. Va allora un augurio sentito anche agli agenti della Polizia di Stato, e in particolare al Questore Salvatore La Rosa, al Prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro, alla Guardia di Finanza, alla Guardia Costiera, alla Marina Militare, alla Polizia Locale del Comandante Salvatore Zucco, ai Vigili del Fuoco. Donne e uomini che, ciascuno nel proprio ruolo, tengono insieme il fragile filo della convivenza civile.

Il loro è un lavoro che si nota soprattutto quando manca. E che per questo, paradossalmente, viene dato per scontato. Ma nulla è scontato quando si presidiano strade, porti, quartieri, quando si affrontano emergenze, illegalità, pericoli, mentre il resto del Paese festeggia.

E poi l’augurio più ampio, forse il più doveroso: a tutti quegli uomini e quelle donne che saranno al lavoro nella vigilia e nel giorno di Natale, negli ospedali, nei servizi essenziali, nei turni notturni, lontani dalle proprie famiglie perché qualcun altro possa vivere una giornata serena.

Il Natale per chi serve non è mai una pausa completa. È, semmai, un momento di riflessione. Sul senso del dovere, sul valore della responsabilità, sulla fatica — e sull’orgoglio — di continuare a credere nello Stato anche quando lo Stato sembra lontano.

Che questo Natale porti serenità a chi veglia mentre gli altri dormono. E che il nuovo anno restituisca forza, salute e la certezza — rara ma necessaria — di non essere soli. Perché una città che dimentica chi la serve è una città che ha già smesso di rispettare se stessa.

Reggio Calabria 24 dicembre 2025

Luigi Palamara 
Giornalista e Artista Aspromontàno

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