@luigi.palamara Occhiuto spiega, Falcomatà denuncia: mentre il presidente fa il saputello, la Calabria affonda La satira di Luigi Palamara Signore e signori, cittadini calabresi, inermi LEA, facoltà di Medicina mai nate e promesse in incubazione perenne… oggi non siamo a Palazzo Campanella. Siamo a “Chi vuol essere più bravo?”. E il concorrente che risponde sempre è lui: Occhiuto, il Saputello. Entra in scena con il ditino alzato, quello che quando lo vedi pensi subito: “Adesso ci spiega tutto”. E infatti spiega. Spiega sempre. Spiega anche quando non serve. Spiega soprattutto quando non conclude. Falcomatà parla di LEA. Dice: “La Calabria è inadempiente”. Occhiuto scatta: «No! Non sono tre, è solo uno!» E lì, signori miei, la Calabria tira un sospiro di sollievo. Ah! Solo uno! Allora va tutto bene! È come se uno dicesse: “Non ho distrutto la casa, ho solo incendiato la cucina”. Falcomatà non stava facendo un quiz numerico, stava parlando di sanità che non funziona, di cittadini che aspettano, di diritti che arrivano col contagocce. Ma Occhiuto no. Lui fa il ragioniere dell’agonia: conta gli aggregati mentre la gente conta i giorni. Poi arriva la facoltà di Medicina. Falcomatà ne parla come prospettiva, come visione. Come uno che dice: “Costruiamo futuro”. Occhiuto risponde: «Non è la Regione che istituisce la facoltà di Medicina». Bravo! Applausi! Dieci e lode! Peccato che nessuno avesse detto il contrario. Ma lui doveva dirlo. Perché il saputello vive di questo: non risolve, corregge. La Calabria affonda, ma con la grammatica perfetta. E poi… l’Hospice. Capolavoro assoluto. «Il Comune stava nel CdA e non ha fatto nulla», dice Occhiuto. E qui Falcomatà diventa improvvisamente responsabile universale di tutto ciò che non funziona, mentre la Regione — che governa la sanità — sembra lì per caso, come uno che passava. È il trucco più antico del mondo: quando governi e le cose vanno male, dici che qualcun altro non ha fatto abbastanza. Falcomatà, intanto, non fa il professore. Fa il politico che parla di problemi reali. Occhiuto fa il professore che corregge il politico mentre il sistema crolla. E allora il vero spettacolo è questo: Falcomatà parla di Calabria da salvare, Occhiuto parla di Calabria da spiegare. Uno guarda la realtà, l’altro il manuale. Uno dice: “Qui non funziona”, l’altro risponde: “Sì, ma tecnicamente…”. E la Calabria, nel frattempo, non ha bisogno di saputelli, ha bisogno di risultati. Perché sai qual è la tragedia? Che mentre Occhiuto insegna, la Calabria ripete l’anno. E Falcomatà, invece di “tornare a studiare”, ha fatto una cosa imperdonabile: ha ricordato a tutti che il re è preparatissimo… ma il regno è a pezzi. E questo, signori miei, fa molto più male di qualsiasi errore sul libro. Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno
♬ suono originale - Luigi Palamara
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