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Quando la fedeltà parla piano: la lettera di un prete che resta

Quando la fedeltà parla piano: la lettera di un prete che resta

• La risposta di un prete anziano al mio editoriale su don Alberto.

Se immaginiamo un prete anziano — uno di quelli che ha passato cinquant'anni in parrocchia, tra confessioni, funerali e silenzi — la sua risposta a un giovane "prete influencer" che lascia potrebbe non essere di condanna, ma di una malinconica e paterna saggezza.

 Potrebbe scrivergli così:
"Caro don Alberto (perché per me, nel profondo, resterai tale),
Ho letto le tue parole e quelle di chi scrive di te. Tu parli di libertà, di autenticità e di un cuore che vuole essere 'più vero'. Io ti guardo dai miei ottant'anni e dai miei inverni passati in una canonica che oggi è troppo grande per me, e non provo rabbia. Provo una stretta al cuore.
Vedi, la mia generazione era abituata a pensare che il 'colletto' non fosse un vestito, ma una pelle. Quando abbiamo detto 'sì', lo abbiamo fatto pensando che la croce andasse portata anche quando diventava pesante, anche quando la 'funzione' sembrava soffocare l'uomo. Per noi, la fedeltà era stare al proprio posto, anche nel buio.

Tu dici che la vocazione non coincide con la funzione. Forse hai ragione. Forse noi ci siamo fatti schiacciare dalle funzioni, diventando amministratori di sacramenti e burocrati di Dio. Ma c’è un rischio nella tua scelta, figlio mio: l’illusione che per essere 'veri' si debba per forza essere 'senza legami'. La libertà che cerchi è un mare aperto, ma il mare senza una nave è solo un posto dove si rischia di annegare nel proprio io.

Mi colpisce che tu affidi i tuoi ragazzi e non li trascini con te. In questo vedo un grande amore per la Chiesa. Ma attento: la missione senza la Chiesa (quella fatta di regole, di fatiche e di obbedienza) rischia di diventare una missione 'a propria immagine e somiglianza'.
Io non so se la tua scelta sia rivoluzionaria o solo figlia di un tempo che non sa più abitare il sacrificio del 'per sempre'. Però ti dico questo: se nel tuo cammino sentirai freddo, sappi che la porta della mia canonica, anche se vecchia e scricchiolante, resterà aperta. Perché un padre non giudica un figlio che se ne va; prega solo che, in qualunque posto arrivi, trovi davvero Quello che cercava quando ha iniziato a camminare.

 Ti benedico con la mano che trema. 
Don R.

Qua l'editoriale di riferimento:
http://www.cartastraccia.news/2026/02/il-prete-il-colletto-e-la-liberta.html

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