PASSAPAROLA. “METTERSI IN DIALOGO”
Qual è la condizione essenziale del mettersi in dialogo?
Per la mia esperienza sono convinto che sia la capacità che ciascuno ha di porsi dal punto di vista dell’altro, perché questo richiede un atteggiamento di rispetto e quasi di solennità, nella convinzione che l’altro abbia qualcosa di buono da dire. Per questo diventa naturale fare spazio nel nostro cuore alle sue opinioni e alle sue proposte.
Ed è anche per questo che il dialogare seriamente diventa un accogliersi con cordialità, frutto del saper abbassare le proprie difese per aprire le porte non solo della nostra casa, ma anche del nostro cuore, per offrire amore, amicizia, calore umano e, perché no?, anche… calore divino.
Quando il nostro metterci in dialogo è serio, non solo non temiamo il confronto, anzi lo desideriamo continuamente, perché, se siamo persone intelligenti, siamo convinti che esso sia una vera ricchezza e una vera grazia.
Per noi cristiani, poi, metterci in dialogo non è solo un dovere, ma anche un atto di grande intelligenza, proprio perché il dialogo è una delle espressioni più profonde dell’amore.
Quando tra noi manca il dialogo, manca una delle forme più concrete dell’amarci, e rischiamo di cadere nel monologo; sappiamo invece che soltanto nel dialogo possiamo sperimentare la vera armonia dei nostri cuori e delle nostre anime.
Ma come puntare seriamente al dialogo?
C’è un dialogo che avviene con lo sguardo e che non ha bisogno di parole, perché è un guardarsi negli occhi senza sfidarsi, un avvicinarsi senza incutere soggezione e un accogliere senza pretendere di essere accolti.
Quante volte, nelle prove della corale polifonica, ho cercato di insegnare come debba esistere un dialogo profondo tra le voci. La vera armonia, infatti, non si conquista nell’ascolto innamorato della propria voce, ma in un cantare soave che permetta di ascoltare la voce del corista che ci sta accanto. Così, sì, può nascere la vera armonia e la vera polifonia.
Ancora, come ho già accennato altre volte in qualche passaparola, il saper dialogare è il DNA stesso della natura.
Quando mi immergo silenzioso nel parco davanti a casa, posso sentire l’emozionante dialogo tra le brezze, tra i profumi, tra i colori e tra i suoni; e la pace che questo dona mi fa capire che mi trovo immerso nell’armonia del Creato.
Sì! Dialogare è vivere veramente come vive la Trinità: un continuo andare e venire d’amore che inebria, affascina e appaga.
Quando ne facciamo esperienza, possiamo dire con certezza:
«Ma ne vale davvero la pena!»
Don Nino Carta
13.03.2026
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