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PASSAPAROLA. MOSTRARE CON L’AGIRE CHE ACCOGLIAMO L’ALTRO

“MOSTRARE CON L’AGIRE CHE ACCOGLIAMO L’ALTRO”


Come?

Traducendo in gesti concreti, quotidiani e coerenti l’idea dell’accoglienza che tante volte ci è stata proposta attraverso i nostri incontri e passaparola; gesti concreti che mostrano come mettiamo a disposizione degli altri il nostro cuore, la nostra casa e il nostro tempo.

L’accoglienza, infatti, deve essere sempre un aprire il nostro cuore e la nostra vita agli altri, accogliendoli con la loro unicità e diversità.

Per esempio, ecco concretamente alcuni modi per viverla:

  • ascoltare gli altri con attenzione sincera, senza interrompere, mostrando che ciò che dicono è importante per noi;
  • ascoltare anche con il linguaggio del corpo, mantenendo un contatto visivo fatto di sguardo e sorriso, così da mettere gli altri a proprio agio;
  • inventare piccoli gesti di gentilezza, come preparare un caffè, socchiudere una porta, lasciare il proprio posto a sedere o compiere altre delicate attenzioni;
  • preparare con cura l’ambiente in cui riceviamo le persone, rendendolo ordinato e accogliente, e mostrarci aperti e tolleranti di fronte alle differenze;
  • usare il più possibile il loro nome, soprattutto se li abbiamo appena conosciuti, perché questo aiuta a creare tra noi un clima familiare;
  • invitare, quando possibile, a condividere il pasto con noi, oppure un momento di riposo o una semplice attività insieme;
  • e, infine — ma in realtà è l’anima di ogni esperienza — continuare ad accogliere anche quando inizialmente non siamo ricambiati: nulla infatti è più toccante ed efficace della gratuità.

Così il nostro accogliere diventa più di un semplice gesto: diventa un vero processo che cambia il cuore, fatto di piccoli dettagli capaci di trasformare un normale incontro in un’esperienza straordinaria di amicizia e fraternità.

Per terminare, mi piace sottolineare tre parole fondamentali per un’accoglienza umana e cristiana: empatia, tolleranza e pazienza.
Queste non sono soltanto tre atteggiamenti di accoglienza, ma esprimono il nostro impegno continuo a uscire dal nostro io per diventare amore per l’altro. Per noi cristiani, infatti, ogni persona è Gesù.

Così diventa naturale che ogni momento di accoglienza per noi si trasformi in una festa.

Don Nino Carta
11.3.2026

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