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Reggio Calabria, il centrodestra attacca sul “listone” delle circoscrizioni: “Così si limita la partecipazione e si piega la democrazia ai calcoli elettorali”

Reggio Calabria, il centrodestra attacca sul “listone” delle circoscrizioni: “Così si limita la partecipazione e si piega la democrazia ai calcoli elettorali”


A Reggio Calabria il ritorno delle circoscrizioni, atteso da anni, accende lo scontro politico. In una conferenza stampa unitaria, i rappresentanti del centrodestra hanno criticato duramente il regolamento approvato in commissione consiliare, contestando soprattutto il sistema elettorale scelto dalla maggioranza e annunciando battaglia in aula con emendamenti e possibili iniziative politiche e legali.

Secondo i consiglieri di opposizione, il nodo principale è l’introduzione del cosiddetto “listone”, cioè un sistema elettorale simile a quello dei comuni sotto i 15 mila abitanti, che ridurrebbe drasticamente il numero dei candidati per ciascuna circoscrizione. Una scelta che, a loro dire, snatura lo spirito stesso del decentramento.

Il centrodestra: “Scelta elettorale per limitare la partecipazione”

Aprendo la conferenza stampa, il capogruppo di Forza Italia Federico Milia ha parlato di una decisione politica che risponde a logiche elettorali.
Il centrodestra ha ricordato come il ritorno delle circoscrizioni sia stato reso possibile dall’emendamento presentato dal deputato e segretario regionale di Forza Italia Francesco Cannizzaro, che ha modificato il TUEL consentendo anche alle città sotto i 250 mila abitanti di reintrodurre gli organismi di decentramento.

“L’iter è arrivato in commissione con enorme ritardo — hanno spiegato — e si è concluso con una modifica che consideriamo folle: applicare alle circoscrizioni un sistema elettorale previsto per comuni sotto i 15 mila abitanti. Questo significa ridurre drasticamente la partecipazione”.

Secondo l’opposizione, il risultato sarà paradossale: più candidati per il Consiglio comunale che per le circoscrizioni, proprio quegli organismi che dovrebbero rappresentare il livello più vicino ai quartieri e ai cittadini.

Il centrodestra sostiene che la scelta sia motivata da calcoli elettorali: limitando il numero dei candidati, la maggioranza proverebbe a riequilibrare un terreno politico ritenuto sfavorevole.

Marino: “Decentramento significa democrazia nei quartieri”

Il capogruppo di Fratelli d’Italia Demetrio Marino ha insistito sul valore politico e istituzionale delle circoscrizioni.

“Il decentramento non è solo burocrazia, è un modello di democrazia territoriale. I quartieri aspettano da quasi quindici anni uno strumento che li riporti al centro delle decisioni”.

Marino ha criticato la scelta del sistema elettorale maggioritario secco, privo di strumenti come doppio turno, proporzionale e voto disgiunto, elementi che in passato garantivano maggiore rappresentatività.

“Con questo meccanismo — ha spiegato — non si favorisce la partecipazione di associazioni, comitati e realtà civiche. Si costringono le persone a entrare nei partiti o a rinunciare a candidarsi”.

Il consigliere ha ricordato che l’emendamento presentato dall’opposizione in commissione non è passato per i numeri della maggioranza, ma ha annunciato che la battaglia proseguirà in Consiglio comunale.

La polemica sulla comunicazione istituzionale

Il capogruppo di Forza Italia ha poi contestato una recente nota dell’ufficio stampa comunale che, a suo dire, avrebbe omesso ogni riferimento al contributo del centrodestra e all’emendamento Cannizzaro.

“Si ringraziano tutti, ma non si cita chi ha reso possibile il ritorno delle circoscrizioni”, ha dichiarato.

Caridi: “Divisione territoriale discutibile”

Il consigliere Caridi ha sottolineato la compattezza del centrodestra e ha ribadito che il ripristino delle circoscrizioni sarebbe stato possibile soprattutto grazie all’iniziativa parlamentare del centrodestra.

Ha inoltre criticato la suddivisione territoriale proposta dalla maggioranza.

“Abbiamo visto la ripartizione solo all’ultimo momento. Una delle circoscrizioni arriva a circa 47 mila abitanti: è difficile immaginare che un presidente con sedici consiglieri possa gestire un territorio così vasto”.

Maiolino: “Regolamento approvato in fretta e senza confronto”

Il consigliere di Forza Italia Maiolino ha invece puntato l’attenzione sul metodo utilizzato per approvare il regolamento.

“La convocazione della commissione è stata improvvisa e il testo è arrivato via mail poche ore prima. Non c’è stato il tempo per un’analisi approfondita”.

Sul piano giuridico, Maiolino ha evidenziato una possibile incoerenza normativa: circoscrizioni con popolazioni anche superiori ai 30 mila abitanti verrebbero trattate con un sistema elettorale pensato per comuni molto più piccoli.

“Il regolamento dovrebbe applicare la legge, non discostarsene. Ho chiesto al segretario generale se questo possa esporre il Comune a contenziosi”.

Il consigliere ha poi sollevato altri punti critici, tra cui il ruolo delle consulte e dei comitati di quartiere, che a suo avviso dovrebbero avere maggiore peso nei processi decisionali.

Ripepi: “Con il listone si mette una bomba sulla partecipazione”

L’intervento più duro è stato quello di Massimo Ripepi, che ha accusato la maggioranza di aver introdotto un sistema pensato per ridurre il peso elettorale dell’opposizione.

Secondo il consigliere, limitando il numero dei candidati per circoscrizione si riduce anche la mobilitazione politica sui territori.

“Se potessimo presentare più liste avremmo centinaia di candidati impegnati nei quartieri. Questo genera partecipazione e mobilitazione. Con il listone si scende a sedici candidati per coalizione: è una riduzione drastica della democrazia”.

Ripepi ha anche contestato le motivazioni addotte dalla maggioranza — sobrietà, semplificazione e riduzione della spesa — definendole “pretesti”.

“Le circoscrizioni non sono una spesa inutile: sono uno strumento di democrazia e di servizi ai cittadini”.

Il nodo delle risorse

Durante il confronto con i giornalisti è emerso anche il tema delle risorse economiche.

Maiolino ha sottolineato come il regolamento non garantisca finanziamenti certi per il funzionamento delle circoscrizioni.

“L’articolo sulle risorse è generico: non chiarisce quali fondi saranno destinati ai servizi territoriali. Senza finanziamenti e deleghe reali, le circoscrizioni rischiano di essere solo contenitori vuoti”.

Marino ha aggiunto che, rispetto alla prima bozza, il testo attuale riporterebbe il sistema verso un modello simile a quello del 2001, con poteri limitati e deleghe decise successivamente da Giunta e Consiglio.

Possibile ricorso e battaglia in aula

Il centrodestra ha annunciato la presentazione di emendamenti nel prossimo Consiglio comunale e non esclude altre iniziative, compresa la possibilità di valutare un ricorso.

I consiglieri hanno però chiarito che la priorità resta far partire le circoscrizioni.

“Non vogliamo bloccare il processo — hanno spiegato — ma correggere un regolamento che rischia di nascere sbagliato”.

Sul piano politico, l’opposizione ha infine lanciato un messaggio chiaro: chi dovesse sostenere il regolamento così com’è, votandolo in aula, non potrà essere considerato parte della coalizione di centrodestra.

Lo scontro, quindi, si sposta ora in Consiglio comunale, dove il regolamento dovrà ottenere l’approvazione definitiva. Una partita che, oltre alla struttura del decentramento amministrativo, potrebbe pesare anche sugli equilibri della prossima campagna elettorale cittadina.


Luigi Palamara 

Giornalista e Artista Aspromontàno 

@luigi.palamara

Reggio Calabria, il centrodestra attacca sul “listone” delle circoscrizioni: “Così si limita la partecipazione e si piega la democrazia ai calcoli elettorali”  A Reggio Calabria il ritorno delle circoscrizioni, atteso da anni, accende lo scontro politico. In una conferenza stampa unitaria, i rappresentanti del centrodestra hanno criticato duramente il regolamento approvato in commissione consiliare, contestando soprattutto il sistema elettorale scelto dalla maggioranza e annunciando battaglia in aula con emendamenti e possibili iniziative politiche e legali. Secondo i consiglieri di opposizione, il nodo principale è l’introduzione del cosiddetto “listone”, cioè un sistema elettorale simile a quello dei comuni sotto i 15 mila abitanti, che ridurrebbe drasticamente il numero dei candidati per ciascuna circoscrizione. Una scelta che, a loro dire, snatura lo spirito stesso del decentramento. Il centrodestra: “Scelta elettorale per limitare la partecipazione” Aprendo la conferenza stampa, il capogruppo di Forza Italia Federico Milia ha parlato di una decisione politica che risponde a logiche elettorali. Il centrodestra ha ricordato come il ritorno delle circoscrizioni sia stato reso possibile dall’emendamento presentato dal deputato e segretario regionale di Forza Italia Francesco Cannizzaro, che ha modificato il TUEL consentendo anche alle città sotto i 250 mila abitanti di reintrodurre gli organismi di decentramento. “L’iter è arrivato in commissione con enorme ritardo — hanno spiegato — e si è concluso con una modifica che consideriamo folle: applicare alle circoscrizioni un sistema elettorale previsto per comuni sotto i 15 mila abitanti. Questo significa ridurre drasticamente la partecipazione”. Secondo l’opposizione, il risultato sarà paradossale: più candidati per il Consiglio comunale che per le circoscrizioni, proprio quegli organismi che dovrebbero rappresentare il livello più vicino ai quartieri e ai cittadini. Il centrodestra sostiene che la scelta sia motivata da calcoli elettorali: limitando il numero dei candidati, la maggioranza proverebbe a riequilibrare un terreno politico ritenuto sfavorevole. Marino: “Decentramento significa democrazia nei quartieri” Il capogruppo di Fratelli d’Italia Demetrio Marino ha insistito sul valore politico e istituzionale delle circoscrizioni. “Il decentramento non è solo burocrazia, è un modello di democrazia territoriale. I quartieri aspettano da quasi quindici anni uno strumento che li riporti al centro delle decisioni”. Marino ha criticato la scelta del sistema elettorale maggioritario secco, privo di strumenti come doppio turno, proporzionale e voto disgiunto, elementi che in passato garantivano maggiore rappresentatività. “Con questo meccanismo — ha spiegato — non si favorisce la partecipazione di associazioni, comitati e realtà civiche. Si costringono le persone a entrare nei partiti o a rinunciare a candidarsi”. Il consigliere ha ricordato che l’emendamento presentato dall’opposizione in commissione non è passato per i numeri della maggioranza, ma ha annunciato che la battaglia proseguirà in Consiglio comunale. La polemica sulla comunicazione istituzionale Il capogruppo di Forza Italia ha poi contestato una recente nota dell’ufficio stampa comunale che, a suo dire, avrebbe omesso ogni riferimento al contributo del centrodestra e all’emendamento Cannizzaro. “Si ringraziano tutti, ma non si cita chi ha reso possibile il ritorno delle circoscrizioni”, ha dichiarato. Caridi: “Divisione territoriale discutibile” Il consigliere Caridi ha sottolineato la compattezza del centrodestra e ha ribadito che il ripristino delle circoscrizioni sarebbe stato possibile soprattutto grazie all’iniziativa parlamentare del centrodestra. Ha inoltre criticato la suddivisione territoriale proposta dalla maggioranza. “Abbiamo visto la ripartizione solo all’ultimo momento. Una delle circoscrizioni arriva a circa 47 mila abitanti: è difficile immaginare che un presidente con sedici c

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