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ROSARNO (RC) – INCUBO DOPO LA SEPARAZIONE: PERSEGUITA L’EX MOGLIE, SCATTA IL DIVIETO DI AVVICINAMENTO

ROSARNO (RC) – INCUBO DOPO LA SEPARAZIONE: PERSEGUITA L’EX MOGLIE, SCATTA IL DIVIETO DI AVVICINAMENTO

Un’escalation di molestie, minacce e comportamenti ossessivi che, nel tempo, avrebbe trasformato la fine di un matrimonio in un vero e proprio incubo. È il quadro emerso dall’indagine condotta dai Carabinieri della Tenenza di Rosarno, che hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare personale nei confronti di un uomo del posto, gravemente indiziato di atti persecutori ai danni dell’ex coniuge.

L’attività investigativa, avviata con tempestività dopo la denuncia presentata dalla vittima lo scorso marzo, ha consentito di documentare una condotta reiterata e invasiva. Secondo quanto ricostruito, l’uomo, incapace di accettare la fine della relazione, avrebbe dato vita a una serie continua di azioni vessatorie: messaggi dal contenuto ingiurioso e minatorio, anche tramite applicazioni di messaggistica, appostamenti sotto casa e nei luoghi abitualmente frequentati dalla donna, pedinamenti in auto e la diffusione di contenuti offensivi sui social network.

Non solo. L’indagato avrebbe tentato di esercitare un controllo costante sulla vita privata dell’ex moglie, arrivando a strumentalizzare gli incontri con i figli minorenni per denigrarla e ostacolare le sue relazioni personali, alimentando un clima di pressione psicologica continuo.

Una spirale persecutoria che ha generato nella vittima un profondo stato di ansia e paura, costringendola a modificare radicalmente le proprie abitudini di vita e a limitare la propria libertà di movimento.
Alla luce degli elementi raccolti, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi, su richiesta della Procura della Repubblica diretta dal dott. Emanuele Crescenti, ha disposto nei confronti dell’uomo il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei frequentati, tra cui abitazione e luogo di lavoro, imponendo una distanza minima di 300 metri e il divieto di qualsiasi forma di comunicazione.

Un intervento che si inserisce nell’azione costante dell’Arma dei Carabinieri e dell’Autorità Giudiziaria nel contrasto alla violenza di genere, con l’obiettivo di garantire tutela immediata ed efficace alle vittime.

Si precisa che il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari e che, per l’indagato, vige il principio di non colpevolezza fino a sentenza definitiva. 

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