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“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

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PASSAPAROLA. “METTERE A PROPRIO AGIO CHI INCONTRO”

PASSAPAROLA. “METTERE A PROPRIO AGIO CHI INCONTRO”


Una vera abilità del cuore, questa di saper mettere a proprio agio quelli che incontriamo: frutto di una grande delicatezza d’animo e di un cuore pieno d’amore, per cui sappiamo ascoltare attivamente non solo facendo silenzio, ma con tutto il nostro essere.

Prima di tutto, chissà, con un bel sorriso spontaneo e, per questo, accattivante, che riesce a stabilire subito un’atmosfera positiva.

Per questo è importante sapersi concentrare su ciò che l’altro sta dicendo, senza pensare a che cosa rispondere, ma piuttosto facendo nostre le parole degli altri, magari chiedendo qualche spiegazione per dimostrare quanto è grande il nostro interesse a comprendere il loro pensiero. Così chi abbiamo incontrato si sente libero di esprimersi, senza il timore di essere giudicato.

E poi, se è il caso, condividere anche qualcosa di noi stessi, per dimostrare che anche noi siamo a nostro agio davanti a loro; così anche loro sono sereni e possono donarci un po’ di quello che sono e che fanno.

Certamente, quando il nostro ascolto è sereno e profondo, riusciamo a spostare il focus da noi verso gli altri, e questo li fa sentire valorizzati e compresi, creando così un’atmosfera di accoglienza molto matura.

Ancora: un pensiero sulla nostra postura di fede che, vissuta nell’amore, deve coinvolgere tutto noi stessi. Infatti, se è importante ascoltare, certamente può aiutare molto anche condividere qualcosa di noi stessi, chiaramente senza essere invasivi e senza condividere troppo, per non diventare dominatori della situazione.

Questa postura semplice e umile, anche se vissuta solo per qualche momento, può diventare una comunione più duratura, capace di portare a una vera amicizia.

Anche se il mettere a proprio agio chi incontriamo è fatto di piccoli momenti e piccoli passi di attenzione, questi, nel tempo, vanno sommandosi e possono portare a domande come questa: “Ma perché tu sei sempre positivo, sereno e pieno di speranza?”.

Chissà, allora, potrebbe essere arrivato il momento di parlare di Dio-Amore e anche — perché no? — approfittare del clima creatosi per leggere loro il passaparola di domenica scorsa — ricordate? — “Dio ci ama immensamente”.

Personalmente ne ho fatto l’esperienza: se facciamo bene e con umiltà la nostra parte, è arrivato il momento di credere all’azione divina dello Spirito Santo.

Aspettiamo liberi, senza pretendere risposte, che Lui faccia la Sua parte, accompagnandolo con la nostra preghiera:

“Vieni, Santo Spirito...”

Certamente, nei tempi di Dio, qualcosa di bello fiorirà!

Don Nino Carta
11.6.2026

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