PASSAPAROLA. TESTIMONIARE LA PROSSIMITÀ
Mi pare che «testimoniare la prossimità» sia un grande aiuto per farci vicini agli altri, specialmente a chi sta vivendo momenti di difficoltà.
Entrare nel dinamismo dell’amore, che fa convivere nella nostra vita l’esperienza del testimoniare e quella del farsi prossimi, ci cambia in profondità, perché fa di queste due espressioni una scelta di vita. Una scelta che si manifesta in tantissimi modi: nell’ascolto attivo, nella condivisione, nella presenza disinteressata e premurosa, offrendo così una vicinanza viva, concreta e solidale.
Testimoniare la prossimità significa prestare attenzione all’altro senza pregiudizi, dedicandogli tutto il tempo necessario. Significa vivere una prossimità attiva, che non si aspetta nulla in cambio, perché mette al centro il rispetto della dignità di ogni persona.
Soprattutto, testimoniare la prossimità significa farci carico, nel nostro piccolo, delle fragilità degli altri, sforzandoci di essere una presenza di conforto e di serenità.
Una prossimità vissuta in questo modo non solo diventa una risposta mite, ma decisa, all’indifferenza del mondo moderno, ma sa anche approfondire il valore etico e relazionale del farsi prossimi.
Per noi cristiani, poi, che abbiamo come modello e ideale di vita Dio Trinità, testimoniare la prossimità non significa soltanto celebrare la festa della Santissima Trinità, cercando il più possibile di comprenderne il mistero. Significa anche, poiché siamo creati a sua immagine, sperimentare nella nostra vita quotidiana una comunione che sia il più possibile trinitaria.
Ecco alcune frasi dei santi su questo tema:
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«La nostra gioia perfetta è godere di Dio Trinità, che vi ha fatti a sua immagine».
(Sant’Agostino) -
«Tutto finisce quaggiù; solo l’amore non finisce mai, perché Dio è Amore e, per questo, è una Trinità di Persone che si donano eternamente le une alle altre».
(Santa Elisabetta della Trinità)
Queste profonde verità della nostra fede ci aiutano a comprendere perché uno dei grandi mali del mondo sia la solitudine: fin dal principio, infatti, tutto è stato creato per la relazione e per il legame.
La Trinità non è un Dio solitario, ma una continua festa di comunione; è, dunque, famiglia e prossimità assoluta.
Per questo, una delle prime preghiere che ci hanno insegnato è il Gloria al Padre: «Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, ora e sempre, nei secoli dei secoli. Amen».
Entrare, allora, nella profondità della parola «prossimità», se vogliamo testimoniarla veramente, significa comprendere che il nostro stile di vita non può mai ridursi a una solitudine chiusa in se stessa, ma deve aprirsi a una famiglia infinita d’amore, a una danza eterna alla quale tutti siamo chiamati a partecipare, per realizzare il disegno di Dio su di noi.
Prossimità, allora: eterna danza di Dio e con Dio, insieme!
Don Nino Carta
1 giugno 2026
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