PASSAPAROLA. “VISITARE CHI È MALATO”
Oggi il passaparola è breve, perché sono completamente immerso nel Ritiro annuale della mia Comunità brasiliana.
A prima vista, quello di oggi sembrerebbe un passaparola in “rottura” con quello di ieri, “Entrare in comunione col Padre”, ma non è così!
“Visitare chi è malato” è la logica conseguenza della comunione col Padre sperimentata, vissuta e amata davanti a un fratello o a una sorella ammalati.
Gesù, infatti, nella sua vita terrena, soprattutto nei tre anni del suo ministero pubblico, proprio perché sempre immerso nel Seno del Padre, ha vissuto incessantemente dentro la vita delle persone, incontrando in particolare tantissimi malati.
Ricordate il paralitico, il cieco, i lebbrosi, l’indemoniato, l’epilettico e così via? Sì, Gesù si è fatto vicino a ognuno di loro, guarendoli con la sua presenza divina e con la potenza del suo amore.
Una presenza che sempre si veste di condivisione e di tenerezza, che fa sentire la persona malata meno sola, facendo della compagnia un’ottima medicina.
Tante volte può bastare un sorriso, una carezza, una stretta di mano… gesti semplici, ma tanto importanti per chi si sente abbandonato.
“Visitare chi è malato” deve diventare anche per noi un’opera impagabile che, quando è fatta nel nome di Gesù, diventa un’espressione mirabile ed efficace della sua misericordia, trasformando le stanze di casa e dell’ospedale in vere cattedrali del dolore e della risurrezione, per la forza della carità che si fa compassione e fonte di speranza.
Visitare un malato, allora, diventa non solo un bel gesto di vicinanza, ma anche l’espressione di una grande delicatezza dell’anima: la medicina migliore della presenza sincera e dell’amore concreto.
Visitare chi è nella malattia significa continuare la comunione profonda con Dio nostro Padre: non c’è comunione con Dio più profonda di quella vissuta davanti a un malato o a una malata, accogliendo e ascoltando il grido di chi soffre.
Visitare ed entrare in comunione con chi è malato significa entrare nel dolore di Gesù che, morendo in croce abbandonato, è in piena comunione col Padre.
In fondo, essere in comunione con il Padre e visitare chi è malato sono due facce della stessa medaglia: vivere nel Seno del Padre amando il prossimo che soffre.
Pe. Nino Carta
28.6.2026
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