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Reggio Calabria. Francesco Cannizzaro. Il sindaco che ha saputo fare un passo indietro

Reggio Calabria.  Francesco Cannizzaro. Il sindaco che ha saputo fare un passo indietro

Il rinvio della proclamazione e l'assenza alle celebrazioni del 2 Giugno dopo la tragica scomparsa della piccola Eva

​Reggio Calabria, il passo indietro di Cannizzaro: quando il rispetto viene prima della politica

​Il sindaco eletto sceglie il silenzio e il garbo istituzionale davanti al dolore della città. Dal 4 giugno comincerà la sfida amministrativa, ma la comunità ha già scoperto lo spessore dell'uomo.

L'Editoriale di Luigi Palamara 


Alcuni giorni la politica deve parlare. Altri, assai più rari e perciò più preziosi, in cui la politica deve avere il pudore di tacere, di farsi da parte, di abbassare le bandiere della propria vittoria davanti a un dolore più grande di qualsiasi investitura.

Oggi, 2 giugno 2026, Reggio Calabria ha celebrato la Repubblica. C’erano le istituzioni, i rappresentanti del territorio, i volti noti della politica locale: il senatore Nicola Irto, la senatrice Tilde Minasi, l’onorevole Giovanni Arruzzolo, il presidente del Consiglio regionale della Calabria Salvatore Cirillo, Mimmo Battaglia e Carmelo Versace, ancora chiamati a rappresentare rispettivamente il Comune e la Città Metropolitana.

Mancava Francesco Cannizzaro, sindaco eletto di Reggio Calabria.

Eppure, talvolta, un’assenza dice più di una presenza. Più di una fascia tricolore indossata in fretta. Più di una passerella. Più di un applauso cercato nel giorno in cui tutti gli applausi sarebbero stati facili.

Cannizzaro avrebbe potuto reclamare il suo momento. Aveva vinto le elezioni. Aveva il diritto politico, e forse anche l’umana tentazione, di presentarsi alla città nella solennità della Festa della Repubblica già con il peso e l’onore della nuova carica. Non lo ha fatto.

La sua proclamazione, prevista nei giorni scorsi, è stata rinviata al 4 giugno, dopo la morte della piccola Eva Santisi e le esequie che hanno stretto Reggio Calabria in un abbraccio di dolore. Lo stesso Cannizzaro ha spiegato che, davanti alla perdita di una giovanissima vita, anche un importante evento istituzionale perde senso e valore. Una decisione maturata per rispetto della famiglia della bambina e della sofferenza dell’intera comunità.

Non è un gesto eroico. Non chiamiamolo così, perché il dolore di una famiglia non può diventare il piedistallo di nessuno. È, però, un gesto giusto. E proprio perché giusto, in tempi in cui la politica si precipita quasi sempre a occupare ogni spazio, ogni fotografia, ogni cerimonia, merita di essere riconosciuto.

C’è infatti un modo di essere eletti che comincia dal conteggio dei voti. E ce n’è un altro, più difficile, che comincia dal rispetto. Francesco Cannizzaro, prima ancora di essere formalmente proclamato sindaco, ha scelto di non mettere se stesso al centro. Ha lasciato che al centro rimanesse Eva, la sua famiglia, il raccoglimento di una città ferita.

E forse anche oggi, nella giornata più istituzionale dell’anno, ha preferito non sovrapporsi a chi, fino al passaggio formale delle consegne, continua a rappresentare il Comune e la Città Metropolitana e cioè rispettivamente Mimmo Battaglia e Carmelo Versace. Sarebbe una scelta di garbo istituzionale: discreta, composta, persino antica in un tempo politico che ha smarrito il valore dell’attesa.

Del politico Francesco Cannizzaro avremo modo di discutere. Lo giudicheremo dalle opere, dalle scelte amministrative, dalla capacità di governare Reggio Calabria, di affrontarne i problemi, di rispettarne le promesse. La politica, quando diventa governo, non vive di sentimenti ma di risultati. E quei risultati arriveranno, o non arriveranno, sotto gli occhi di tutti.

Ma dell’uomo, oggi, qualcosa abbiamo già visto.

Abbiamo visto un uomo che, nel momento della propria affermazione, ha saputo fermarsi. Che non ha considerato indispensabile la propria celebrazione. Che ha compreso come una bambina scomparsa troppo presto e il dolore dei suoi cari valessero più di una cerimonia, più di una fotografia, più di qualunque legittimo orgoglio personale.

Non è poco. Anzi, è molto.

Perché una città può affidare le proprie pratiche a un amministratore, i propri conti a un tecnico, i propri programmi a una maggioranza. Ma il proprio dolore lo riconosce soltanto a chi sa chinare il capo senza fare rumore.

Francesco Cannizzaro lo ha fatto.

Il sindaco lo scopriremo dal 4 giugno in poi.
L’uomo, per un giorno almeno, si è già fatto conoscere.

Grazie, Sindaco.

Luigi Palamara Giornalista e Artista Aspromontàno 

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