Non so se siano innocenti o colpevoli. E non mi interessa unirmi al coro dei giudici improvvisati.
Giudicare è facile. Basta un titolo, una voce, un sospetto. Poi si alza il dito e ci si sente migliori. La vita, però, insegna altro: molti innocenti hanno pagato per colpe mai commesse, mentre non pochi colpevoli hanno attraversato indenni tribunali, scandali e coscienze.
Per questo non giudico. Mai.
Ma una cosa la giudico, eccome: il piacere per la disgrazia altrui. Quella soddisfazione miserabile di chi trasforma il dolore degli altri in spettacolo, vendetta, carne da social network.
È sciacallaggio. E lo sciacallo, almeno, agisce per fame. Questi invece agiscono per pochezza.
Puntare il dito è comodo. Ma la vita ha un umorismo feroce: quel dito, un giorno, potrebbe rivoltarsi contro chi oggi lo agita con tanta sicurezza.
Non c’è giustizia nel godere della caduta di qualcuno. Non c’è coraggio. Non c’è dignità.
C’è soltanto miseria umana.
E a questa miseria io dico no.
Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno di Roccaforte del Greco detto L'Arciere
0 Commenti
LASCIA IL TUO COMMENTO. La tua opinione è importante.