CartaStraccia.News

“Carta Straccia”, nel nome la provocazione, nel contenuto la sostanza. Leggetelo. Non per abitudine, ma per scelta.

Editors Choice

7/recent/post-list

PASSAPAROLA. «RIVOLGERSI AL FRATELLO E ALLA SORELLA CON MITEZZA»

PASSAPAROLA. «RIVOLGERSI AL FRATELLO E ALLA SORELLA CON MITEZZA»


Rivolgersi al fratello e alla sorella con mitezza è davvero un atto di grande saggezza e di forza interiore. La mitezza non è segno di debolezza, ma una forza illuminata dall’amore, capace di preservare la calma, l’empatia, la serenità e il rispetto anche quando sorgono incomprensioni.

Ecco, allora, alcuni spunti pratici che possono aiutarci ad accogliere e a coltivare questa virtù nella vita quotidiana.

  1. È fondamentale saper ascoltare. Occorre un ascolto attivo, che non sia preoccupato di preparare la risposta mentre l’altro parla e che, pertanto, non lo interrompa, rischiando di metterlo sulla difensiva.

  2. Il nostro ascolto sia attento e silenzioso fino a quando l’altro non abbia terminato di parlare. Cerchiamo di cogliere non soltanto il significato letterale delle sue parole, ma soprattutto i sentimenti e le emozioni che esse portano con sé.

  3. Oltre alla scelta delle parole, riveste grande importanza anche il tono della nostra voce: un tono calmo ha il potere quasi magnetico di placare la rabbia e il risentimento.

  4. È importante, inoltre, saper riconoscere che i nostri fratelli e le nostre sorelle possono attraversare momenti difficili, segnati da stanchezza e delusione. Sensibili alle loro fragilità, impareremo così a guardarli con un cuore e con occhi nuovi.

Se rivolgersi ai fratelli e alle sorelle con mitezza richiede pazienza e un allenamento costante, i frutti che ne derivano valgono certamente ogni sforzo!

Diceva san Francesco di Sales:

«Nulla è così forte come la mitezza e nulla è così mite come la vera forza».

Questo perché la mitezza è una forza che rinuncia alla violenza per custodire la dignità e l’amore che Dio ha seminato in ciascuno di noi.

Ecco anche un pensiero della sapienza orientale, attribuito a Lao Tzu:

«Il mite è come l’acqua: si arrende a tutte le cose senza protestare, ma proprio per questo possiede la forza di scavare la roccia».

Gesù ha fatto della mitezza una delle Beatitudini:

«Beati i miti, perché avranno in eredità la terra» (Mt 5,5).

Sì, la mitezza è il profumo e il respiro dell’anima e del cuore, perché li avvolge di pace e di serenità.

Rivolgersi al fratello e alla sorella con mitezza significa, allora, saper diffondere il profumo della serenità e della gioia in ogni famiglia, in ogni comunità, in ogni nazione… nel mondo intero!

Quanta sapienza vi è, dunque, nel rivolgersi al fratello e alla sorella con mitezza!

Non vi pare?

Don Nino Carta
21 luglio 2026

Posta un commento

0 Commenti