PASSAPAROLA. «VIVERE LA PACE CON TUTTI»
Come potete notare, i punti fondamentali, le linee portanti dell’esperienza del Passaparola, ritornano quasi ciclicamente, per sottolineare temi, valori, esperienze e ideali divini imprescindibili per un’esperienza cristiana seria.
Per questo, ancora una volta, ritorna nel nostro Passaparola il tema della pace: un tema del quale, ai nostri tempi, è impossibile non parlare e che inquieta anche il nostro piccolo mondo e il nostro vivere quotidiano.
Di fronte alle notizie che ogni giorno ci inorridiscono e, soprattutto, di fronte alle guerre, agli odi, alle distruzioni e al terrore, rischia di annidarsi in noi un senso di rassegnazione: «Non c’è niente da fare… Sarà sempre così. La pace è solo un sogno!».
Secondo le logiche del mondo, la pace, purtroppo, è spesso il frutto di un equilibrio di paure, di forze militari, di testate nucleari e della vittoria del più forte sul più debole. Si dimenticano i diritti degli altri e si inventano strategie per strapparli via, pezzo dopo pezzo, blindando così i propri privilegi.
Ci siamo totalmente dimenticati delle parole di Gesù a Pietro: «Metti via la spada!». È come se oggi dicesse a noi: «Mettete da parte le spese militari, mettete via le armi; anzi, cancellate il concetto stesso di nemico, perché si può vincere il male solo uccidendo l’inimicizia, non il nemico».
E ancora una volta il Passaparola di oggi, con il suo incisivo invito, «Vivere la pace con tutti», non solo ci sprona, ma ci riporta alle parole di Gesù: «Vi do la pace, vi do la mia pace». Parole che non sono soltanto un augurio, ma una realtà, perché il verbo al presente indica che Egli la pace ce l’ha già donata, che essa è già tra noi, nei nostri cuori e nelle nostre mani.
Quella di Gesù è una pace che non si compra e non si vende: è un dono di Dio che deve diventare anche una nostra conquista, attraverso un lavoro paziente e laborioso, simile a quello di un artigiano.
«Beati i costruttori di pace», ossia beati i muratori, i manovali e i carpentieri della pace, coloro che esprimono continuamente il desiderio di essere in pace con tutti. E lo siamo anche noi quando, iniziando da noi stessi e dal nostro vivere quotidiano, cerchiamo ogni giorno modi nuovi per vivere la pace, abbattendo barriere, perdonando e schierandoci dalla parte dei più deboli.
Siamo tutti chiamati a vivere in pace con tutti. Dobbiamo però convincerci che essa non è soltanto un obiettivo da raggiungere, ma anche l’unico modo per raggiungerlo, perché non esiste altra via per la pace se non la pace stessa.
Coraggio, allora! Con piccoli mattoni quotidiani, posti uno dopo l’altro, uomini pieni di fede hanno costruito nei secoli le grandi opere d’arte e le cattedrali che oggi contempliamo. Perché anche noi, oggi, con i nostri piccoli mattoni di pace e di perdono, non possiamo diventare artigiani di pace dentro di noi e intorno a noi?
Ogni piccolo atto d’amore e di perdono diventa un mattone con il quale costruire, nel mondo di oggi, cattedrali di pace.
Può esistere una cattedrale più bella?
Shalom!
Don Nino Carta
20 luglio 2026
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