Reggio Calabria rialza la testa
Il nuovo metodo Cannizzaro per Reggio Calabria
L'ascolto dei lavoratori, la partecipazione dei cittadini e la svolta concreta sui rifiuti tracciano la rotta per il futuro della città.
L'Editoriale di Luigi Palamara
Si arriva ad un punto, nella vita di una città, in cui le parole smettono di essere promesse e cominciano a somigliare a una direzione.
A Reggio Calabria quel punto sembra essere arrivato.
È trascorso appena un mese dall’inizio dell’esperienza amministrativa guidata da Francesco Cannizzaro, ma qualcosa si avverte già. Non il miracolo, che appartiene alla propaganda. Non la trasformazione compiuta, che sarebbe una bugia. Si avverte piuttosto un cambio di passo: la presenza del sindaco nei luoghi in cui i problemi nascono, la volontà di ascoltare chi lavora, la decisione di affrontare le emergenze senza nasconderle dietro un comunicato.
Cannizzaro è andato dagli operatori di Ecologia Oggi.
Non li ha convocati in una sala istituzionale per una fotografia di rito. È andato a incontrarli, a salutarli e a ringraziarli. Ha ascoltato le loro lamentele, raccolto le difficoltà e riferito direttamente all’azienda ciò che non funziona.
Può sembrare un gesto normale.
Ma in una politica che troppo spesso guarda il lavoro da lontano, la normalità diventa già una rivoluzione.
Gli operatori ecologici sono il volto quotidiano di una battaglia difficile. Sono coloro che entrano nelle strade prima che la città si svegli, affrontando disagi, carenze organizzative, mezzi non sempre adeguati e una pressione costante. Ringraziarli non è un atto di cortesia: significa riconoscere che nessun piano di risanamento può riuscire senza il contributo di chi quel piano dovrà realizzarlo materialmente.
Il sindaco sembra averlo capito.
Ha parlato di collaborazione, ma non come si pronuncia una formula vuota. Ha spiegato che i grandi cambiamenti possono avvenire soltanto unendo amministrazione, azienda, lavoratori e cittadini. Ha chiesto agli operatori un impegno ancora maggiore, ma ha contemporaneamente raccolto le loro segnalazioni.
È questo il punto: chiedere, ma anche ascoltare. Pretendere risultati, ma riconoscere le difficoltà. Indicare un traguardo, ma assumersi la responsabilità politica di raggiungerlo.
In appena un mese Cannizzaro ha mostrato una qualità che non dovrebbe essere straordinaria, ma che purtroppo lo è diventata: esserci.
Essere tra i lavoratori.
Essere nelle strade.
Essere davanti ai problemi.
Essere disposto a metterci il volto.
Non basta ancora, naturalmente. Ma è da qui che si comincia.
Durante l’incontro è arrivata una fotografia: una lunga fila di automobili davanti all’unica isola ecologica della città. Cittadini in attesa di conferire correttamente i propri rifiuti.
Qualcuno potrebbe vedere soltanto la coda. Cannizzaro ha visto soprattutto il segnale.
Ha visto cittadini che non abbandonano gli ingombranti ai margini delle strade. Ha visto persone disposte ad aspettare pur di rispettare le regole. Ha visto una comunità che, quando viene messa nelle condizioni di partecipare, dimostra di possedere un senso civico molto più forte di quanto certi luoghi comuni raccontino.
Quella fila è una buona notizia.
Significa che Reggio Calabria non è condannata al degrado. Significa che esiste una città pronta a collaborare, a fare la propria parte, a credere che il rispetto degli spazi comuni non sia una concessione al Comune, ma un dovere verso sé stessa.
Il sindaco non si è limitato a celebrare l’immagine. Ha riconosciuto immediatamente che una sola isola ecologica non può bastare per un’intera comunità urbana. Ha annunciato l’intenzione di lavorare alla creazione di altre strutture.
Questa è la differenza tra osservare un problema e trasformarlo in un progetto.
La fila non viene nascosta. Non viene minimizzata. Diventa la prova di una domanda reale alla quale l’amministrazione deve rispondere ampliando il servizio.
Naturalmente serviranno luoghi, risorse, personale, autorizzazioni e tempi certi. Ma la direzione è stata indicata: più punti di conferimento, maggiore accessibilità, un rapporto più semplice tra cittadino e servizio pubblico.
È così che una città cambia. Non attraverso annunci grandiosi destinati a svanire, ma mettendo in fila decisioni concrete.
Una strada alla volta.
Un quartiere alla volta.
Un servizio alla volta.
Un’isola ecologica alla volta.
Cannizzaro ha detto che i grandi cambiamenti nascono dai piccoli cambiamenti. È una frase che rischierebbe di apparire retorica se non fosse accompagnata da una presenza quotidiana e da un’attività visibile. In questo primo mese, invece, il sindaco ha dimostrato di voler costruire proprio attraverso i passi iniziali: incontro, ascolto, confronto, programmazione.
Sono azioni elementari, ma la buona amministrazione nasce spesso dalle cose elementari fatte con continuità.
Non si governa una città restando chiusi nel palazzo. Si governa andando dove i cittadini aspettano, dove i lavoratori faticano, dove il servizio si inceppa e dove l’emergenza diventa rabbia.
Reggio Calabria porta sulle spalle anni di problemi, sfiducia e occasioni perdute. Non può essere trasformata in trenta giorni. Chi lo pretendesse sarebbe ingeneroso; chi lo promettesse sarebbe irresponsabile.
Ma trenta giorni possono bastare per mostrare un metodo.
E il metodo che emerge è quello di un’amministrazione che non vuole limitarsi a denunciare ciò che ha ereditato, ma intende mettersi al lavoro. Un’amministrazione che cerca il dialogo con gli operatori, legge nella partecipazione dei cittadini una risorsa e non un fastidio, riconosce le insufficienze del sistema e annuncia interventi per superarle.
È il primo passo. Ma è un primo passo nella direzione giusta.
C’è ancora molto da fare. Lo stesso sindaco lo riconosce senza nascondersi: molto, molto, molto da fare.
Questa consapevolezza è forse il segnale più incoraggiante. Chi crede di avere già risolto tutto dopo un mese è destinato a fallire. Chi comprende l’enormità del lavoro, ma sceglie ugualmente di avanzare, può ottenere risultati veri.
La città dovrà giudicare sui fatti. Dovrà controllare che le nuove isole ecologiche vengano realmente aperte, che le segnalazioni dei lavoratori ricevano risposte, che l’azienda migliori l’organizzazione, che la raccolta diventi regolare e che il decoro non sia un episodio, ma una condizione permanente.
Ma sarebbe ingiusto non riconoscere ciò che questo primo mese ha già mostrato: energia, presenza, ascolto e volontà di intervenire.
Francesco Cannizzaro sembra voler stabilire un patto semplice con Reggio Calabria: l’amministrazione farà la propria parte, ma chiederà a lavoratori e cittadini di fare altrettanto.
È un patto esigente. Ed è proprio ciò di cui la città ha bisogno.
Non servono spettatori. Servono protagonisti.
Servono operatori messi nelle condizioni di lavorare. Servono cittadini rispettosi. Serve un’azienda efficiente. Serve un sindaco che coordini, controlli, pretenda e risponda.
Se questa unità verrà mantenuta, la città potrà davvero raggiungere risultati straordinari. Non perché il futuro sia già scritto, ma perché per la prima volta da tempo sembra esserci la volontà di scriverlo insieme.
La lunga fila davanti all’isola ecologica non rappresenta soltanto un problema logistico. È l’immagine di una Reggio che vuole cambiare. Una Reggio che aspetta, conferisce, partecipa e manda un messaggio preciso alla propria amministrazione:
Noi siamo pronti. Adesso continuiamo.
Cannizzaro ha risposto con parole altrettanto nette: non si arretra nemmeno di un millimetro.
È questo lo spirito che deve accompagnare i prossimi mesi. Niente trionfalismi prematuri, ma nemmeno il cinismo di chi considera impossibile ogni cambiamento. Niente illusioni, ma neppure rassegnazione.
La strada è lunga. Il lavoro è enorme. Le difficoltà non scompariranno con una dichiarazione.
Ma Reggio Calabria ha cominciato a muoversi.
E quando una città ritrova la fiducia, quando i lavoratori sentono di essere ascoltati, quando i cittadini tornano a partecipare e quando chi governa sceglie di stare in prima linea, i risultati straordinari smettono di essere una speranza astratta.
Diventano un obiettivo possibile.
Avanti tutta, dunque. Senza arretrare di un millimetro. Ma soprattutto senza perdere il contatto con quella Reggio laboriosa, civile e silenziosa che ha già dimostrato di voler fare la propria parte.
Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno
@luigi.palamara Reggio Calabria rialza la testa Il nuovo metodo Cannizzaro per Reggio Calabria L'ascolto dei lavoratori, la partecipazione dei cittadini e la svolta concreta sui rifiuti tracciano la rotta per il futuro della città. L'Editoriale di Luigi Palamara Si arriva ad un punto, nella vita di una città, in cui le parole smettono di essere promesse e cominciano a somigliare a una direzione. A Reggio Calabria quel punto sembra essere arrivato. È trascorso appena un mese dall’inizio dell’esperienza amministrativa guidata da Francesco Cannizzaro, ma qualcosa si avverte già. Non il miracolo, che appartiene alla propaganda. Non la trasformazione compiuta, che sarebbe una bugia. Si avverte piuttosto un cambio di passo: la presenza del sindaco nei luoghi in cui i problemi nascono, la volontà di ascoltare chi lavora, la decisione di affrontare le emergenze senza nasconderle dietro un comunicato. Cannizzaro è andato dagli operatori dell’ecologia. Non li ha convocati in una sala istituzionale per una fotografia di rito. È andato a incontrarli, a salutarli e a ringraziarli. Ha ascoltato le loro lamentele, raccolto le difficoltà e riferito direttamente all’azienda ciò che non funziona. Può sembrare un gesto normale. Ma in una politica che troppo spesso guarda il lavoro da lontano, la normalità diventa già una rivoluzione. Gli operatori ecologici sono il volto quotidiano di una battaglia difficile. Sono coloro che entrano nelle strade prima che la città si svegli, affrontando disagi, carenze organizzative, mezzi non sempre adeguati e una pressione costante. Ringraziarli non è un atto di cortesia: significa riconoscere che nessun piano di risanamento può riuscire senza il contributo di chi quel piano dovrà realizzarlo materialmente. Il sindaco sembra averlo capito. Ha parlato di collaborazione, ma non come si pronuncia una formula vuota. Ha spiegato che i grandi cambiamenti possono avvenire soltanto unendo amministrazione, azienda, lavoratori e cittadini. Ha chiesto agli operatori un impegno ancora maggiore, ma ha contemporaneamente raccolto le loro segnalazioni. È questo il punto: chiedere, ma anche ascoltare. Pretendere risultati, ma riconoscere le difficoltà. Indicare un traguardo, ma assumersi la responsabilità politica di raggiungerlo. In appena un mese Cannizzaro ha mostrato una qualità che non dovrebbe essere straordinaria, ma che purtroppo lo è diventata: esserci. Essere tra i lavoratori. Essere nelle strade. Essere davanti ai problemi. Essere disposto a metterci il volto. Non basta ancora, naturalmente. Ma è da qui che si comincia. Durante l’incontro è arrivata una fotografia: una lunga fila di automobili davanti all’unica isola ecologica della città. Cittadini in attesa di conferire correttamente i propri rifiuti. Qualcuno potrebbe vedere soltanto la coda. Cannizzaro ha visto soprattutto il segnale. Ha visto cittadini che non abbandonano gli ingombranti ai margini delle strade. Ha visto persone disposte ad aspettare pur di rispettare le regole. Ha visto una comunità che, quando viene messa nelle condizioni di partecipare, dimostra di possedere un senso civico molto più forte di quanto certi luoghi comuni raccontino. Quella fila è una buona notizia. Significa che Reggio Calabria non è condannata al degrado. Significa che esiste una città pronta a collaborare, a fare la propria parte, a credere che il rispetto degli spazi comuni non sia una concessione al Comune, ma un dovere verso sé stessa. Il sindaco non si è limitato a celebrare l’immagine. Ha riconosciuto immediatamente che una sola isola ecologica non può bastare per un’intera comunità urbana. Ha annunciato l’intenzione di lavorare alla creazione di altre strutture. Questa è la differenza tra osservare un problema e trasformarlo in un progetto. La fila non viene nascosta. Non viene minimizzata. Diventa la prova di una domanda reale alla quale l’amministrazione deve rispondere ampliando il servizio. Editoriale completo su CartaStraccia.News
♬ audio originale - Luigi Palamara
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