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Bilancio d’agosto a Reggio Calabria​Cinquanta giorni di maniche rimboccate: la sfida vera comincia a settembre

Reggio Calabria, cinquanta giorni dopo: la politica delle maniche rimboccate

Reggio Calabria, 13 agosto 2026.

Bilancio d’agosto a Reggio Calabria

​Cinquanta giorni di maniche rimboccate: la sfida vera comincia a settembre

Tra rifiuti, infrastrutture e identità, il bilancio di Francesco Cannizzaro dopo i primi cinquanta giorni di amministrazione. Ora la città attende i fatti: cantieri, trasporti e servizi per voltare pagina davvero.

Cinquanta giorni non fanno una rivoluzione. Ma bastano, qualche volta, a capire se una rivoluzione è cominciata davvero oppure se qualcuno ha soltanto cambiato il nome alle vecchie abitudini.

L'Editoriale di Luigi Palamara 


Francesco Cannizzaro chiude la sua giornata in segreteria e consegna ai reggini un piccolo bilancio d’agosto. Non quello, beninteso, dei grandi numeri e delle solenni conferenze stampa. Piuttosto un bollettino di trincea: rifiuti, porto, aeroporto, feste mariane, Reggina. E, alla fine, perfino l’invito ad andare qualche giorno al mare o in montagna.

La cifra che resta è una: 300.

Trecento persone sorprese e sanzionate per conferimento illecito dei rifiuti nei primi cinquanta giorni di “Obiettivo Decoro” e “Piazza Pulita”.

Trecento non sono poche. Ma sarebbe sbagliato festeggiare.

Perché quando in una città occorre sorprendere trecento cittadini a liberarsi illegalmente della propria immondizia, il problema non riguarda soltanto chi viene multato. Riguarda una cultura urbana. Riguarda il rapporto, spesso malato, fra il cittadino e la cosa pubblica. E riguarda naturalmente anche chi amministra, perché la pulizia di una città non può dipendere esclusivamente dalla paura di una telecamera o di una sanzione.

Cannizzaro lo sa, o almeno mostra di saperlo. Dice che c’è “moltissimo da fare” e annuncia per le prossime settimane il nuovo piano della raccolta e della pulizia.

Ed è lì che comincerà la partita vera.

Perché multare è relativamente semplice. Governare il ciclo dei rifiuti, garantire puntualità, pulizia, controlli, servizi efficienti e quartieri dignitosi è assai più difficile. E soprattutto non si risolve con uno slogan.

Piazza Pulita è un buon nome. Una città pulita sarà una prova migliore.

Poi ci sono il porto e l’aeroporto.

Due parole che a Reggio Calabria vengono pronunciate da decenni come si pronunciano certe promesse di matrimonio: con entusiasmo all’inizio, con prudenza dopo, con rassegnazione alla fine.

Cannizzaro parla di “buone nuove” e rimanda i dettagli a dopo la pausa estiva.

Benissimo.

Ma Reggio, sulle infrastrutture, ha ascoltato abbastanza annunci da meritarsi ormai qualcosa di più: date, investimenti, progetti, cantieri, risultati. Il porto e l’aeroporto non sono ornamenti da mettere sulla brochure della città. Sono due degli strumenti attraverso i quali Reggio può decidere se restare periferia geografica e politica oppure provare finalmente a diventare porta del Mediterraneo.

Poi arrivano le festività mariane. E poi la Reggina.

Qualcuno sorriderà: che cosa c’entrano con l’amministrazione?

C’entrano eccome.

Una città non vive soltanto di bilanci e appalti. Vive di simboli, appartenenza, riti collettivi. La Madonna della Consolazione e la Reggina, ciascuna nel proprio universo, sono pezzi dell’identità reggina. Pensare a un grande evento per presentare la nuova squadra alla città significa dunque tentare di ricucire un rapporto emotivo con una comunità che negli ultimi anni ha avuto più occasioni per arrabbiarsi che per festeggiare.

Ma attenzione.

Anche qui la festa non può diventare il sostituto della politica.

Una squadra si applaude. Una città si governa.

E Cannizzaro stesso lascia intendere che sul tavolo ci siano ancora parecchie questioni aperte. Le chiama “dossier”. Ed è forse questa, più delle altre, la parola da ricordare.

Perché settembre arriverà presto.

Passeranno le feste, finiranno le fotografie, si spegneranno i riflettori della presentazione della Reggina. E resteranno i problemi di sempre: strade, rifiuti, trasporti, periferie, servizi, sviluppo, lavoro, infrastrutture.

A quel punto non conteranno più i cinquanta giorni.

Conterà ciò che sarà cambiato.

Il messaggio di Cannizzaro termina quasi familiarmente: qualche giorno di riposo, buon mare, buona montagna. È agosto, ed è umano.

Ma una città come Reggio può permettersi le ferie molto meno dei suoi amministratori.

Perché ha perso già troppo tempo.

E dunque il punto non è stabilire se questi primi cinquanta giorni siano stati buoni o cattivi. È troppo presto per le assoluzioni e troppo presto anche per le condanne.

Il punto è un altro.

Per la prima volta dopo molto tempo, Reggio dovrà giudicare la politica non dalle parole pronunciate, ma dai metri di strada puliti, dagli aerei che partono, dalle navi che arrivano, dai cantieri che aprono e dai problemi che chiudono.

Il resto è agosto.

E agosto, si sa, finisce sempre.

Adesso Reggio. Ma soprattutto, da settembre, Reggio davvero.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno 

@luigi.palamara

Reggio Calabria, cinquanta giorni dopo: la politica delle maniche rimboccate Reggio Calabria, 13 agosto 2026. Bilancio d’agosto a Reggio Calabria ​Cinquanta giorni di maniche rimboccate: la sfida vera comincia a settembre ​Tra rifiuti, infrastrutture e identità, il bilancio di Francesco Cannizzaro dopo i primi cinquanta giorni di amministrazione. Ora la città attende i fatti: cantieri, trasporti e servizi per voltare pagina davvero. Cinquanta giorni non fanno una rivoluzione. Ma bastano, qualche volta, a capire se una rivoluzione è cominciata davvero oppure se qualcuno ha soltanto cambiato il nome alle vecchie abitudini. L'Editoriale di Luigi Palamara  Francesco Cannizzaro chiude la sua giornata in segreteria e consegna ai reggini un piccolo bilancio d’agosto. Non quello, beninteso, dei grandi numeri e delle solenni conferenze stampa. Piuttosto un bollettino di trincea: rifiuti, porto, aeroporto, feste mariane, Reggina. E, alla fine, perfino l’invito ad andare qualche giorno al mare o in montagna. La cifra che resta è una: 300. Trecento persone sorprese e sanzionate per conferimento illecito dei rifiuti nei primi cinquanta giorni di “Obiettivo Decoro” e “Piazza Pulita”. Trecento non sono poche. Ma sarebbe sbagliato festeggiare. Perché quando in una città occorre sorprendere trecento cittadini a liberarsi illegalmente della propria immondizia, il problema non riguarda soltanto chi viene multato. Riguarda una cultura urbana. Riguarda il rapporto, spesso malato, fra il cittadino e la cosa pubblica. E riguarda naturalmente anche chi amministra, perché la pulizia di una città non può dipendere esclusivamente dalla paura di una telecamera o di una sanzione. Cannizzaro lo sa, o almeno mostra di saperlo. Dice che c’è “moltissimo da fare” e annuncia per le prossime settimane il nuovo piano della raccolta e della pulizia. Ed è lì che comincerà la partita vera. Perché multare è relativamente semplice. Governare il ciclo dei rifiuti, garantire puntualità, pulizia, controlli, servizi efficienti e quartieri dignitosi è assai più difficile. E soprattutto non si risolve con uno slogan. Piazza Pulita è un buon nome. Una città pulita sarà una prova migliore. Poi ci sono il porto e l’aeroporto. Due parole che a Reggio Calabria vengono pronunciate da decenni come si pronunciano certe promesse di matrimonio: con entusiasmo all’inizio, con prudenza dopo, con rassegnazione alla fine. Cannizzaro parla di “buone nuove” e rimanda i dettagli a dopo la pausa estiva. Benissimo. Ma Reggio, sulle infrastrutture, ha ascoltato abbastanza annunci da meritarsi ormai qualcosa di più: date, investimenti, progetti, cantieri, risultati. Il porto e l’aeroporto non sono ornamenti da mettere sulla brochure della città. Sono due degli strumenti attraverso i quali Reggio può decidere se restare periferia geografica e politica oppure provare finalmente a diventare porta del Mediterraneo. Poi arrivano le festività mariane. E poi la Reggina. Qualcuno sorriderà: che cosa c’entrano con l’amministrazione? C’entrano eccome. Una città non vive soltanto di bilanci e appalti. Vive di simboli, appartenenza, riti collettivi. La Madonna della Consolazione e la Reggina, ciascuna nel proprio universo, sono pezzi dell’identità reggina. Pensare a un grande evento per presentare la nuova squadra alla città significa dunque tentare di ricucire un rapporto emotivo con una comunità che negli ultimi anni ha avuto più occasioni per arrabbiarsi che per festeggiare. Ma attenzione. Anche qui la festa non può diventare il sostituto della politica. Una squadra si applaude. Una città si governa. E Cannizzaro stesso lascia intendere che sul tavolo ci siano ancora parecchie questioni aperte. Le chiama “dossier”. Ed è forse questa, più delle altre, la parola da ricordare. Perché settembre arriverà presto. Passeranno le feste, finiranno le fotografie, si spegneranno i riflettori della presentazione della Reggina. E resteranno i problemi di sempre: strade, rifiuti, trasport

♬ audio originale - Luigi Palamara

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