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L’aeroporto dello Stretto e l’evidenza che continuiamo a ignorare

L’aeroporto dello Stretto e l’evidenza che continuiamo a ignorare

La geografia ha già deciso: il futuro dell'Aeroporto dello Stretto è accanto a Catania

L’analisi sui paradossi della mobilità nell'area dello Stretto

Aeroporto di Reggio e Messina: un sistema unico che la politica continua a ignorare

Dal Tito Minniti come risorsa complementare nei giorni di stop all’Etna fino alla necessità di un approdo stabile per i traghetti: le infrastrutture che servono per integrare Calabria e Sicilia oltre i confini burocratici.

L'Editoriale di Luigi Palamara 

Ci si domanda che cosa debba ancora accadere perché qualcuno si decida a riconoscere un fatto tanto semplice quanto ostinatamente trascurato: l’aeroporto di Reggio Calabria può essere, ed è già per sua natura, complementare a quello di Catania.

Non occorrono commissioni, convegni o montagne di carte per accorgersene. Basta guardare una carta geografica.

Il Tito Minniti si trova davanti a Messina. E per una parte consistente della popolazione messinese e della provincia raggiungere l’aeroporto dello Stretto rappresenta, quando i collegamenti funzionano, una soluzione più naturale e più comoda che affrontare il viaggio verso Catania.

La geografia, dopotutto, ha il brutto vizio di non lasciarsi correggere dalla burocrazia.

Il problema vero è un altro: rendere finalmente stabile, efficiente e affidabile il collegamento tra Messina e l’aeroporto di Reggio Calabria.

Serve un approdo serio, non una soluzione buona soltanto quando il mare è di buon umore. Una banchina adeguatamente progettata, solidamente ancorata ai fondali e attrezzata per consentire i collegamenti anche nelle condizioni meteorologiche più difficili compatibili con la sicurezza della navigazione.

E qui nasce il paradosso.

Si discute della costruzione del Ponte sullo Stretto, una delle opere ingegneristiche più ambiziose d’Europa, e contemporaneamente dovremmo rassegnarci all'idea che sia impossibile realizzare, accanto all’aeroporto, un'infrastruttura portuale capace di resistere alle bizze dello Stretto?

Sarebbe difficile sostenerlo senza arrossire.

C’è poi un'altra evidenza che periodicamente torna a ricordarci quanto sia miope considerare gli aeroporti siciliani e calabresi come realtà isolate: l’Etna.

Quando l’attività vulcanica condiziona l’operatività dello scalo di Catania, emerge con ancora maggiore chiarezza l’utilità strategica di una rete aeroportuale integrata. In quella rete il Tito Minniti non dovrebbe essere considerato un concorrente marginale da tollerare, ma una risorsa complementare da valorizzare.

Reggio, Messina e Catania appartengono, sotto il profilo della mobilità, a un sistema territoriale che la politica continua troppo spesso a dividere secondo confini amministrativi mentre cittadini, imprese e viaggiatori ragionano semplicemente in termini di tempo, comodità e affidabilità.

Il futuro del Tito Minniti passa anche da qui: non dalla pretesa di sostituire Catania, ma dalla capacità di affiancarla.

Occorrono collegamenti veloci, un approdo sicuro, servizi coordinati e una strategia comune dello Stretto.

Il resto lo ha già fatto la geografia.

Bisognerebbe soltanto avere l’intelligenza di non combatterla.

Luigi Palamara Giornalista, Scrittore e Artista Aspromontàno 

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